LE IENE – SARA CROCE RACCONTA LA SUA VERSIONE. INTERVISTA ALLA MODELLA E SHOWGIRL ACCUSATA DAL PETROLIERE HORMOZ VASFI DI AVERLO TRUFFATO PER UN MILIONE DI EURO

Martedì 27 ottobre, in prima serata, su Italia1 a “Le Iene”, Stefano Corti e Alessandro Onnis intervisteranno Sara Croce. La modella e showgirl è stata accusata dal suo ex, il petroliere Hormoz Vasfi, di averlo truffato per un milione di euro.

A seguire l’intervista integrale in cui Sara Croce racconta la sua versione:

Iena: Ciao Sara

Sara Croce: Ciao

Iena: Come stai?

Sara Croce: Sono stata meglio.

Iena: Guardandoti in video sembra che tu stia comunque bene.

Sara Croce: Grazie.

Iena: Raccontaci un po’ di te.

Sara Croce: Io nasco a Milano, 22 anni fa, e cresco a Garlasco, un piccolo paesino in provincia di Pavia. Ho fatto il Liceo Scientifico, e adesso faccio la Iulm, Comunicazione d’Impresa.

Iena: Quanti esami hai dato?

Sara Croce: Una quindicina, non sono tanti.

Iena: Quindi, eventualmente, se diciamo la carriera artistica non dovesse decollare?

Sara Croce: Sì ho un “piano b”. Sarebbe bello la hostess ma penso sia questa l’età per iniziare quindi è difficile.

Iena: Il tuo sogno da ragazzina qual era?

Sara Croce: Diciamo che mi piaceva fare la modella, son sempre stata, diciamo, esibizionista. Io ho iniziato a 16 anni a lavorare perché volevo essere indipendente.

Iena: Perché tu vivevi con i tuoi genitori?

Sara Croce: Esatto. Con mia mamma e mio fratello, e non volevo più chiedere a lei i soldi per uscire quindi ho iniziato a lavorare sempre di più. Ho fatto la modella da quando avevo sedici anni, proprio in un’agenzia di moda, poi ho fatto “Miss Italia” nel 2017, sono arrivata quarta, ho fatto “Madre Natura” (del programma televisivo “Ciao Darwin” condotto da Paolo Bonolis, ndr.) e poi la “Bonas” ad “Avanti un altro”.

Iena: Ma è vero che i primi book te li paghi tu?

Sara Croce: Il primo in assoluto sì, me lo sono pagata da sola, milleduecento euro.

Iena: Il primo bacio a che età?

Sara Croce: Sedici.

Iena: Quindi non prestissimo?

Sara Croce: No. Io mi sono sviluppata tardi, ho iniziato tardi, ho fatto tutto tardi.

Iena: Il primo fidanzatino?

Sara Croce: Diciotto.

Iena: Quindi non parliamo di tantissimi anni fa?

Sara Croce: No.

Iena: Ed è stata una storia che è durata?

Sara Croce: No, no.

Iena: E poi cosa succede?

Sara Croce: Conosco, dopo un bel po’, un altro ragazzo di cui mi sono innamorata, poi è finita molto male.

Iena: Stiamo già parlando del…?

Sara Croce: No, prima. Tutte le mie relazioni finiscono male.

Iena: E sei stata fidanzata tanto tempo con questa persona?

Sara Croce: Un anno e mezzo.

Iena: Fino ai ventuno anni sei stata fidanzata con questo ragazzo?

Sara Croce: Esatto.

Iena: Fino a quell’età vivevi ancora a casa con tua mamma e tuo fratello?

Sara Croce: Esatto.

Iena: E a casa non hai mai portato nessun fidanzato?

Sara Croce: Non è che stavano a casa fissi, però mia mamma li ha sempre conosciuti. Forse è lei che porta sfortuna, non lo so, non le presenterò più nessuno! E poi ho iniziato le registrazioni a Mediaset di “Avanti un altro” e prima ho conosciuto questa persona che è quella che adesso mi sta dando parecchi problemi.

Iena: Prima di “Avanti un altro” l’hai conosciuto?

Sara Croce: L’ho conosciuto praticamente la settimana prima di iniziare.

Iena: Dove vi siete conosciuti?

Sara Croce: Allo stesso tavolo di una cena benefica, il 21 settembre dell’anno scorso, abbiamo passato una serata normalissima, e c’era questa persona che si è messa vicino a me e ha iniziato a parlarmi, e a parlare, parlare, parlare…questa persona che poi si è rivelato il genio.

Iena: Stiamo parlando di?

Sara Croce: Hormoz Vasfi. Lui si presenta, una persona normale, chiacchieriamo del più e del meno. Si vede che già iniziava a fare il brillante, infatti all’asta ha preso questa collana che è costata un bel po’, dicendo che poi me l’avrebbe regalata, e io “ah che bello, grazie”, fine. Non me l’ha mai data.

Iena: Ti ha fatto una bella impressione?

Sara Croce: Sì, sì.

Iena: Mi sembra di capire che il suo modo di fare piaceva?

Sara Croce: Certo, assolutamente, sennò non avrei iniziato ad uscirci.

Iena: Di primo acchito, quando l’hai visto, ti piaceva o non ti piaceva?

Sara Croce: Sinceramente? Sì. L’ho trovato attraente. Non rende dalle foto. Vi giuro! Il giorno dopo la mia amica mi dice “posso dare il tuo numero ad Hormoz?” ed io “Certo” e da lì lui inizia a scrivermi “Hai bisogno di qualcosa?” “Sono stato bene” ma senza mai essere pressante, stava sempre nel suo, chiedeva ogni tanto “Come stai?”, piccole cose, piccoli gesti. Poi ha iniziato sempre di più ad essere presente. Iniziava a riempirmi di rose, andavo a mangiare, trovavo il conto già pagato, ma non era una questione materiale perché una cena io me la posso permettere.

Iena: Certo.

Sara Croce: Erano queste attenzioni che mi dava. Poi i massaggi, “vai di qui, vai di li, faccio io, non ti preoccupare…”, mi ha messo a disposizione l’autista, io ho detto “ma no, non devi, figurati” e lui “no, lo faccio con piacere” questo senza mai provarci, senza mai fare niente.

Iena: Quindi c’è stata una sorta di corteggiamento?

Sara Croce: Un mese è durato.

Iena: E tu eri contenta quindi?

Sara Croce: Si, stavo bene.

Iena: Questo mese tu ti sei anche fidata di lui?

Sara Croce: Assolutamente. Sono stata ammaliata da questo magico uomo che mi trattava come se fossi una regina, da questo mondo fatato.

Iena: Dopo un mese lui ti propone una vacanza.

Sara Croce: Sì, siamo andati a fare questa vacanza, li non è successo niente perché io non ero ancora convinta al cento per cento.

Iena: Dove siete andati?

Sara Croce: A Dubai. Poi siamo tornati e da li io ho detto “va bene, diamogli un’opportunità”, perché il mio dubbio non era tanto la differenza di età, perché in famiglia siamo molto…, peccato che poi devi capire con chi sei.

Iena: Quindi decidi di dargli un’opportunità?

Sara Croce: Sì, è iniziata una frequentazione assidua, insomma.

Iena: Qui sembra procedere tutto bene fin qua, no? Com’era la tua vita insieme ad un miliardario?

Sara Croce: Sempre con le solite attenzioni, se andavo a cena fuori, avevo sempre il conto pagato, una volta sono andata con una ragazza a cena in un posto che neanche gli avevo detto ed è arrivato questo cameriere con delle rose che erano più alte di lui. Sono bei gesti, per carità, poi ovviamente mi portava in centro in qualche boutique, mi comprava delle cose perché a lui piaceva una ragazza vestita di un certo tipo, e per carità, erano cose belle e le ho prese, non voglio fare la santa della situazione, poi c’erano cene di lusso, eventi, molti eventi benefici.

Iena: Immagino fosse una vita molto stimolante, molto bella da questo punto di vista.

Sara Croce: Sì, poi viaggi con lui e altri amici, facevamo viaggi di gruppo, era divertente.

Iena: Può essere che all’inizio hai tralasciato la conoscenza di questa persona perché abbindolata un po’ da quello che rappresentava?

Sara Croce: Sicuramente.

Iena: Cioè ti sei fatta un po’ risucchiare dal contesto?

Sara Croce: Sì, era tutto nuovo per me ma con una persona che mi faceva stare bene, anche stare da sola con lui.

Iena: Cioè riusciva a capirti?

Sara Croce: Sì, mi dava consigli. È come se fosse stato, è brutto da dire, un secondo padre, era lì sempre presente per me, mi diceva “secondo me dovresti fare quello, dovresti fare quello”. All’inizio pensavo lo facesse per il mio bene, perché mi voleva bene allora mi dava dei consigli.

Iena: Erano dei consigli che poi si sono rivelati utili oppure era un modo secondo te per raggirarti?

Sara Croce: Assolutamente sì, raggirarmi. Chiudermi in una bolla di vetro. Lui diceva “noi siamo migliori degli altri” – ovviamente non ero d’accordo – “tu devi ascoltare me perché noi insieme mandiamo a fan***o tutti”, “a te non te ne deve fregare del giudizio della gente”, “sono tutti dei poveracci” cose brutte che dopo un po’ danno fastidio. Calcolando che comunque io vengo da una famiglia umile.

Iena: Ma lui a chi si riferiva, scusami?

Sara Croce: Alle persone in generale, “lui era il migliore di tutti, gli altri no”.

Iena: Quindi questi regali, queste cene, passavano da avere un ascendente ad avere un controllo maggiore di te?

Sara Croce: Assolutamente. Poi se ti abitui ad avere una vita un po’ più agiata, non hai più stimoli e per fortuna è durato poco questo periodo. Per fortuna avevo le riprese (tv, ndr.), il resto delle giornate ero vuota, non era la mia vita.

Iena: Avevi perso la vogli di fare delle cose, cioè stavi lì, in casa?

Sara Croce: Sì, andavo in palestra ma facevo la vita da mantenuta che è una vita che non vorrò mai.

Iena: Tu hai mai provato ad imporre una tua indipendenza con lui?

Sara Croce: Assolutamente sì.

Iena: Cosa succede?

Sara Croce: Si arrabbia e inizia a dire “dopo tutto quello che faccio per te tu mi ringrazi in questo modo?”, “Guarda cosa fai”. Poi magari io usavo termini più coloriti e lui mi rinfacciava tutti quei termini, perché a lui non dovevo parlargli in quella maniera. Erano una serie di litigate inutili, nel senso che se litigo con un ragazzo della mia età e dico “hai rotto” lui dice “pure tu” e lui invece si offendeva, magari stava due giorni senza parlarmi, era diventato pesante.

Iena: Comunque, per i primi due mesi, parliamo di novembre e dicembre, va tutto benissimo?

Sara Croce: Sì, non era successo niente di che.

Iena: E poi cosa succede?

Sara Croce: E poi andiamo in viaggio, io, lui, il io amico e dei suoi amici.

Iena: E dove andate?

Sara Croce: Andiamo a New York, abbiamo fatto Natale a New York e il Capodanno a Las Vegas. Doveva essere un viaggio bellissimo che si è rivelato un incubo. Un viaggio bellissimo, per carità, tutti i comfort, business class, solite sue menate, hotel bellissimi, ha dato la camera singola al mio migliore amico, per carità, su questo non posso dire niente, solo che era diventato troppo insistente, tipo, esempi, eravamo sul van, quello multiposto, e io ero a telefono a messaggiare e lui ha iniziato a dire “vedi, tu non mi fai domande sul posto, guardi sempre quel telefono” – e io non lo guardo mai – “la mia ex mi diceva sempre guarda qua e là” e faceva sempre tutti questi paragoni, e trovava ogni scusa per rompermi. Fino a che una volta abbiamo litigato pesantemente in camera, ha preso due mie borse e le ha buttate fuori dal quarantesimo piano dell’hotel.

Iena: Così, in un raptus?

Sara Croce: Ha preso e me le buttate giù, cosa che mi ha fatto un po’ spaventare perché non è un comportamento normale. Poi in un’altra litigata mi ha preso a brutte parole finchè io, il 2 gennaio, ho deciso di lasciarlo e andarmene. Sono proprio scappata, Gli dico “guarda basta, anticipami il biglietto per favore che io me ne torno a casa”.

Iena: Perché avevate litigato in albergo?

Sara Croce: Io non stavo bene e lui insisteva per uscire, per fare qualcosa. Io volevo sempre stare in camera allora da lì è scoppiato.

Iena: Voi avevate litigato perché tu eri indisposta e lui insisteva che voleva approcciarti da quel punto di vista?

Sara Croce: Si, io stavo male e lui era nervoso.

Iena: Era nervoso perché non potevate far l’amore?

Sara Croce: Penso di sì.

Iena: Quasi come se ti vedesse come un oggetto?

Sara Croce: Una bambola, sì.

Iena: E come ti sentivi quando lui ti rinfacciava di averti regalato una cosa costosa perché voleva fare l’amor con te?

Sara Croce: Era avvilente, ma poi io non ho mai chiesto niente, mia madre la lavatrice non l’ha mai chiesta, lui l’ha regalata e gliel’ha rinfacciata e l’ha citata in tribunale, mia madre, per una lavatrice. Questo è il livello. Diceva che io non volevo fare le cose con lui, che non volevo mai fare delle foto ricordo con lui, “con la mia ex le facevo sempre” e io, più mi fai notare una cosa e meno la faccio perché sono fatta così.

Iena: E da lì cosa succede?

Sara Croce: Da lì basta, non ci sentiamo più, lui mi ha bloccato.

Iena: Ti blocca sul telefono?

Sara Croce: Sul telefono. Dopo tre settimane gli ho scritto io col telefono di un’altra persona e gli ho detto “guarda se possiamo trovarci per parlare un attimo perché non voglio finirla da arrabbiati”, “ok ok ci vediamo”, poi ha iniziato a dire “scusa guarda è un periodo no” tutte queste cose qua e ha iniziato a convincermi di nuovo e da lì siamo ritornati insieme per, un mese e mezzo.

Iena: E tutto sembrava tornare…

Sara Croce: Abbastanza normale, sì

Iena: Agli antichi fasti di quando…

Sara Croce: Agli antichi famosi due mesi…

Iena: E cosa succede poi?

Sara Croce: Succede che c’è il lockdown, quindi separati mi chiamava tutti i giorni tutto il giorno e mandava gli stessi messaggi del buongiorno, della buonanotte a me, mia madre e mio zio, voleva sempre fare le videochiamate, poi immaginati, io brutta in pigiama, struccata, non mi lavavo da tre giorni e figurati, per questo motivo io dicevo di no, continuavamo a litigare, ma per piccolezze, non è mai successo niente di grave, cosa può succedere in un lockdown che siamo chiusi in casa?

Iena: Ma lui ti pressava perché era geloso o ti pressava perché aveva bisogno di attenzioni?

Sara Croce: Attenzioni, son sicura, non era un bel periodo per la sua famiglia, c’era il figlio che non parlavano più e quindi secondo me pensava di aver trovato un’altra famiglia.

Iena: Cercava in te un supporto?

Sara Croce: Sì.

Iena: E quindi ti chiamava in continuazione, ma in continuazione…?

Sara Croce: In continuazione, sì, tipo al mattino, all’ora di pranzo, per le tre, per le sei, era molto insistente e alle sei voleva sempre fare questa benedetta videochiamata.

Iena: E questa insistenza è perché lui si è ritrovato da solo?

Sara Croce: Sì secondo me si sentiva solo.

Iena: E cosa succede dopo il lockdown?

Sara Croce: Succede che ci troviamo, facciamo questa maledetta cena organizzata da lui per il mio compleanno da Cracco e lui si dispera perché io non metto foto, lui voleva che mettessi le foto del compleanno su Instagram, ma è la mia vita, io faccio quello che voglio, senza mancare di rispetto a nessuno, non è che non mettevo storie perché poi mi dovevo sentire con un altro, cosa che lui poi ha pensato. Lui in questo atto di citazione mi accusa di averlo tradito, manco fossimo sposati, che mi citi in tribunale per avere tradito una persona, con il mio attuale fidanzato, cosa assolutamente non vera e ho tutte le prove, ho tutti gli screen.

Iena: Quindi tu non lo hai mai comunque tradito?

Sara Croce: No, assolutamente no. Lui mi comprava le cose più belle, a me non piace ostentare.

Iena: Lui ti chiedeva di essere postato sul tuo Instagram?

Sara Croce: Non lui, però il mio stile di vita, quello che facevo, magari diceva “ma non io, proprio io, però magari la mano, la mano qui, la mano qui, la collana, il vestito”, come per dire io sono fidanzata, la fidanzata di un miliardario. Il jet privato… Io non ho mai ostentato niente. Infatti, i dubbi mi son venuti da lì, se vuoi bene a una persona ci stai insieme, fine, che bisogno c’è di postare per forza le cose sui social?

Iena: Quindi, tornando a questa cena di compleanno, litigate anche lì.

Sara Croce: Sì, lui mi aveva regalato la macchina al compleanno, cioè l’ho usata una settimana, dovevo andare a casa sua, ero già convinta di chiudere, “ti porto la macchina”, perché lui lo aveva già detto che “se dovesse finire tu mi ridai tutto”, io glielo avevo detto “non comprarmela la macchina” perché già non ero convinta e lui mi fa “l’unico motivo per cui non vuoi che te la compri è perché mi vuoi lasciare”. Oddio, me l’ha regalata, intestata a me, bellissima per carità, e gli faccio “guarda ti porto la macchina”. “No no non ti preoccupare, ti faccio io il treno” ovviamente sempre in prima classe perché la sua donna non doveva viaggiare in economy e io “vabbè ok, meglio”, vado lì e da lì è finita, cioè abbiamo fatto penso la litigata peggiore della mia vita…

Iena: In casa?

Sara Croce: In casa. Ha iniziato a insultarmi, ho anche i video, “topo di fogna, tu nella tua vita potrai fare solo la prostituta”, mi ha inseguita per tutta casa, mi fa “e io adesso mi ridai tutta le refurtiva perché sei una truffatrice”; mi ha preso il braccio e mi ha strappato l’orologio e i due braccialetti, avevo tutti i graffi qua, ero spaventatissima, chiamo una mia amica, mi faccio venire a prendere, scappo, bloccato, mai più sentito e da lì inizia l’inferno.

Iena: Che cosa succede?

Sara Croce: Allora, lascio tanti vestiti che avevo a casa sua e ovviamente non mi sarei azzardata a tornare in quella casa, da lì ha iniziato a tartassare mio zio tutti i giorni, audio di dieci minuti in cui mi diffama, mi dà della prostituta. Stavo facendo un lavoro a Monaco, ha messo su una storia, anche sui giornali, dove io ero lì, un brand sconosciuto, a fare chissà che cosa. Cioè ha iniziato a diffamarmi, io non mettevo più storie perché avevo paura di essere seguita, perché lui, nonostante non mettessi storie, sapeva esattamente dove e a che ora fossi, quindi iniziavo a preoccuparmi seriamente. Una volta ero in un ristorante in Piemonte e lui sapeva esattamente con chi fossi, dove, quando e perché e tutto questo lo aveva scritto a mio zio, dicendo “guarda esce con gli spacciatori, è diventata una prostituta, prima con me era una regina, adesso guarda cosa fa”, perché ero a una cena in Piemonte.

Iena: Ma scusami eh, lui come faceva a sapere dov’eri?

Sara Croce: Io ultimamente ho visto macchine sotto casa mia. Dalle targhe siamo riusciti a risalire che è un gruppo investigativo di Roma. Però io non posso accusare nessuno, ci penserà la Magistratura.

Iena: Potrebbe averle mandate chiunque insomma.

Sara Croce: Esatto.

Iena: Lo lasci, sparisci e inizia questo…

Sara Croce: Stalking! Vero e proprio stalking nei confronti di mia mamma e di mio zio, verso di me perché ovviamente io l’avevo bloccato e… ma mio zio anche lui non ce la faceva più, lui non lo bloccava perché aveva paura che mi potesse fare del male. Lui ci minacciava, diceva “se non mi ridate questo io la rovino, vi rovino tutti, rovino Anna (che è mia mamma), non vi faccio più lavorare” da lì, dalla paura, io ho preso e gli ho ridato esattamente tutto. Gli orologi se li è presi perché me li ha strappati, la macchina, intestata a me…

Iena: Gliel’hai ridata?

Sara Croce: Subito, la prima cosa che gli ho ridato, senza dire “bah”, perché io con una persona del genere non voglio più avere nulla a cha fare, non voglio niente che mi ricordi lui.

Iena: Quali altri regali gli ha ridato indietro?

Sara Croce: Vabbè delle borse e i vestiti, ma ti parlo di sette valigie di vestiti, mi aveva fatto buttare via tutto, quindi il dieci percento l’ho tenuto e ora mi sto rifacendo il guardaroba. Mi ha richiesto anche le mutande, che diceva “così non le riusa con il fidanzato”. Vede la mia prima foto col mio attuale fidanzato che grazie a Dio c’è in questo momento, mi manda la prima lettera di diffida. “Ho visto da foto che hai ancora delle mie cose”; ripeto, il dieci percento che non gli ho ridato perché davvero sennò ero in mutande, “ridammele, senno ti querelo”. Il mio avvocato fa “no tranquilla non è niente”. Va bene. Seconda diffida “no tranquilla, tanto non penso che…non può fare nulla” e rispondiamo alla lettera di diffida con un’ulteriore nostra lettera di diffida dove diciamo “guarda smettila perché questo è stalking, se no procediamo con il penale”. Niente da fare, mi arriva, due settimane fa, un atto di citazione di ben trenta pagine, dove spiega per filo e per segno tutto quello che avrei fatto per truffarlo. C’è scritto “il giorno ventisei novembre gli ho comprato l’orologio del valore di tot” e fa tutta la lista. “Il giorno tot Sara Croce, nonostante avesse fatto il viaggio bellissimo a New York, se ne va perché non era riconoscente”. Cioè queste cose inutili che un giudice spero si metta a ridere, perché fa ridere, io dovrei scrivere una fiction sulla mia vita perché fa ridere, se non piangere.

Iena: Lui ti chiede indietro cose per il valore di un milione di euro.

Sara Croce: Allora, innanzitutto voglio vederle le cose di un milione di euro, perché arrivare a un milione di euro è tanto eh. Voleva solo farmi un’infamata. Anche l’appartamento in via San Marco a Milano, io non te l’ho chiesto e ci andavo solo il weekend, quindi non è che me ne facevo tanto, e lui ha voluto mettere l’anticipo, ma questo appartamento, cioè, è intestato a lui. Mi ha citato il tavolo Cartel che avevo dentro in questo appartamento che lui mi aveva regalato… è lì, cosa me lo rinfacci, cosa me lo rimetti nell’atto di citazione?!

Iena: Cos’altro ti ha chiesto indietro che tu gli hai già dato?

Sara Croce: La macchina.

Iena: E lui te la richiede comunque indietro nell’atto?

Sara Croce: La richiede indietro. I soldi però vuole, furbo.

Iena: Anche le cialde del caffè abbiamo letto che ti ha chiesto indietro.

Sara Croce: Cialde del caffè, DVD, e lavatrice. L’ha chiesta a mia madre.

Iena: Ha citato anche tua madre?

Sara Croce: Certo, mia mamma in tribunale con me.

Iena: Tu adesso in questo momento come ti senti?

Sara Croce: Male. Cioè quando è uscita la notizia ero distrutta, non avrei mai pensato di andare in tribunale nella mia vita e devo andare per una cosa che non ho fatto. Ho ridato tutto. E comunque sono nella merda, perché mi ha rovinato l’immagine, ho letto che sono una escort, ho visto siti dove dicevano che sono andata con un sacco di imprenditori ricchissimi, ma quando mai?! Ma ti faccio nome e cognome di con chi sono stata.

Iena: In totale i tuoi uomini si possono contare sulle dita di due mani?

Sara Croce: Sì.

Iena: Cioè non sei stata a letto con tanti uomini?

Sara Croce: No. Non la auguro al mio peggior nemico sta situazione, ho fatto giorni a non mangiare. Sono in cura perché mi vengono dei problemi, l’ansia, gli attacchi di ansia, non riesco a dormire, mi sento seguita, mi sento spiata…

Iena: E quando vai a casa, e ripensi…?

Sara Croce: No adesso io sono tornata a casa un giorno a, scusate, a Garlasco, dove c’erano le macchine sotto e ci sono stata una notte per prendere le mie cose e torno giù dal mio fidanzato, perché non mi fido.

Iena: Insomma, questo spettro di controllo che c’era nella relazione, che poteva sembrare premura, poi è diventato un voler controllare anche il dopo.

Iena: E hai paura anche che ti possa succedere qualcosa? Sara che dire, mi dispiace. In definitiva cosa pensi di questa persona?

Sara Croce: Penso che sia una persona da tenere lontano, soprattutto dico alle prossime fidanzate.

Iena: Senti ma, se noi dovessimo andare ad incontrare questa persona, vorresti che gli dicessimo qualcosa in particolare?

Sara Croce: Sì, se non si vergogna se poi magari riportategli le cialde, che ne ha bisogno.

Iena: È la cosa che gli manca di più.

Sara Croce: La lavatrice mia mamma ha detto che piuttosto va in prigione ma non gliela ridà.

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