Fiorella Mannoia racconta “Padroni di niente”: “Questo album è stato concepito durante il primo lockdown, in quel periodo in cui i nostri pensieri volavano alti”

Venerdì 6 novembre esce “Padroni di niente” (Sony Music), il nuovo album di inediti di Fiorella Mannoia, figlio del periodo storico che stiamo vivendo, di pensieri e riflessioni scaturiti da un evento eccezionale e fuori da ogni previsione.

Attraverso le canzoni che canta e le storie che racconta, l’artista pone l’attenzione sull’uomo e sulla nostra “umanità”, quella da cui bisognerebbe ripartire per non ritrovarci “Padroni di niente”: Questo album è stato concepito durante il primo lockdown, in quel periodo i nostri pensieri volavano alti, ci interrogavamo sul senso della nostra vita, su dove stavamo andando, si parlava di un nuovo umanesimo, della necessità di rimettere al centro l’uomo a scapito del profitto che è il grande protagonista della nostra realtà. La natura si riprendeva i propri spazi, eravamo estasiati nel vedere i canali di Venezia che tornavano limpidi, gli animali liberi, ma alla fine dopo la riapertura siamo tornati tutti come prima se non peggio. Avevamo risentito questa coesione di popolo, cantavamo dalle finestre, sentivamo il bisogno di abbracciarci, nessuno poteva immaginare che ci saremmo trovati ad affrontare una cosa del genere. Dopo alcune belle chiacchierate con Amara, con la quale mi intrattengo spesso facendo riflessioni sulla vita, ci siamo rese conto che è bastata una minuscola entità cellulare a mettere in ginocchio noi occidentali che ci siamo sempre creduti invincibili, padroni di tutto, e a farci riflettere sul fatto che non siamo padroni di niente. Da lì è nato il titolo del disco. La scelta di fare meno brani è stata ponderata, non è più tempo di inserire cose di cui non sei convinto solo come riempitivo. E’ un album molto suonato, senza elettronica. Adesso siamo preoccupati del nostro futuro, siamo costretti a scegliere tra salute e lavoro, la gente ha paura perchè se non muore di covid rischia di morire di fame, se avessi scritto ora l’album avrei risentito di questa atmosfera“.

Padroni di niente_Cover_Fiorella Mannoia_b (1)

La copertina dell’album è ispirata al quadro “Viandante sul mare di nebbia” di Caspar David Friedrich, che ritrae un “Viandante”, in questo caso Fiorella, mentre osserva la propria civiltà, ci si specchia dentro e riflette su tutto il bello e il brutto che l’uomo ha costruito:Abbiamo scelto questo dipinto di Friedrich e con una magia grafica di Paolo De Francesco abbiamo tolto la nebbia in modo da costringere chi guarda a indirizzare lo sguardo nella direzione in cui guardo io, cioè su tutto quello che l’uomo è riuscito a costruire ma anche a distruggere o a non risolvere, dai palazzi alle baraccopoli”.

Tra le tracce ci sono “Sogna” e “Olà” in cui Fiorella sottolinea l’importanza di rialzarsi dopo le cadute perchè i momenti difficili ci permettono di crescere:Le difficoltà ti aiutano a diventare quello che sei, non è importante cadere ma rialzarsi. Ho costruito piano piano la mia carriera contrariamente a quello che oggi succede alle nuove generazioni, è stata una costruzione dettata da sconfitte e dalla caparbietà nel voler inseguire quello che sognavo. Non rimpiango niente, rifarei tutto, sbagli compresi“.

Il disco, prodotto da Carlo Di Francesco, è stato anticipato dal singolo “Chissà da dove arriva una canzone” firmato da Ultimo:Le collaborazioni nascono in modo naturale, ci deve essere un legame di amicizia, di piacevolezza nello stare insieme, una visione comune di quello che c’è intorno, altrimenti è difficile cantare una canzone di qualcuno che non la pensa come te. Con Niccolò ci siamo conosciuti a cena a casa di un amico comune, ci siamo piaciuti, ci siamo scambiati le nostre idee. E’ un ragazzo introverso ma sensibile e curioso”.

“La gente parla” scritta da Amara e Simone Cristicchi fotografa l’attuale situazione presente sui social dove tutti giudicano e sono esperti di ogni cosa:Un concetto come questo non ha tempo, in internet e sui social vedi gente che insulta, predica, giudica senza sapere niente, tutti sono virologi o allenatori di calcio“.

Come nel precedente album, “Personale”, anche in “Padroni di niente” torna la formula della “canzone sospesa”, che prende spunto dalla tradizione napoletana del “caffè sospeso”. Fiorella condivide uno spazio nel proprio album con un’artista emergente, la cantautrice Olivia XX con cui duetta sulle note di “Solo una figlia”:Fa parte del progetto partito con il disco precedente della canzone sospesa in cui avevo cantato con Antonio Carluccio. Questa volta ho scelto una giovane autrice. Quando ho sentito questo brano sono rimasta colpita e ho chiesto a Olivia se avesse piacere a far parte del disco. Racconta la storia di due ragazze adolescenti, con due destini diversi ma la stessa sofferenza. Affronta il tema delle spose bambine, una piaga contro cui ci stiamo battendo per poterla contrastare anche se è difficile cambiare la mentalità dei popoli. Con Amref portiamo avanti dei progetti anche contro la mutilazione femminile. Sono due ragazze provenienti da Paesi diversi, una soffre per la violenza del padre e l’altra per essere stata data in sposa quando era troppo giovane per avere un figlio. Olivia si era ispirata all’immagine di una giovane mamma con un bambino in braccio, morti entrambi dopo uno sbarco. La canzone non ha un lieto fine, io di solito preferisco lasciare uno spiraglio di speranza, per cui ho detto a Olivia che forse avremmo dovuto dare un finale diverso al brano ma lei mi ha risposto che non sempre nella vita si vince, a volte le cose vanno a finire male. Bisogna raccontare la verità fino in fondo anche quando non ci piace e mi sono convinta che avesse ragione lei“.

Fiorella Mannoia_MG_6172_foto di Francesco Scipioni_b

Fiorella Mannoia ha parlato dell’attuale situazione del mondo della musica e dello spettacolo:Noi dobbiamo ripartire in ogni modo, anche per questo disco ci siamo domandati se fosse giusto farlo uscire ora in pieno lockdown o rimandarlo ma alla fine anche questa è una forma di resistenza, dobbiamo lavorare e continuare a vivere. A maggio speriamo di tornare live, con il teatro pieno o dimezzato, perchè questo è il modo per aiutare i lavoratori dello spettacolo. Se anche non ci dessero gli spazi adeguati a cui siamo abituati dobbiamo rimettere in moto questa macchina, è l’unico modo per aiutare loro e anche noi. Ci sono dei fondi, nessuno vieta di poter mettere i nostri soldi, c’è Music Innovation Hub, certo è che noi dobbiamo chiedere a gran voce che i lavoratori dello spettacolo vengano tutelati perchè fino ad oggi hanno visto poco o niente a livello di contributi. Il Governo deve prendere un impegno nei confronti anche di queste persone. Siamo ritornati al famoso detto “con la cultura non si mangia” o forse siamo partiti da là e non ci siamo mai fermati. Quando si arriva a pensare o dire frasi come “i lavoratori ci fanno divertire” si perde di vista il fatto che la cultura e la musica leggera, il teatro, la letteratura, il cinema abbiano cambiato generazioni intere. Anche io con le mie canzoni ho aiutato forse qualcuno a crescere, a ragionare, a sviluppare un pensiero critico. Se facciamo passare il concetto che si può fare a meno degli artisti e delle nostre arti perchè forse facciamo cose ludiche di cui in questo momento nessuno ha bisogno, stiamo dando un messaggio deleterio. Ci siamo arrabbiati quando siamo stati i primi a dover chiudere, ora la situazione sta scappando di mano, siamo in un momento critico ed è giusto chiudere. Però cerchiamo di capire che innanzitutto ci siamo comportati in maniera ligia al dovere, c’è stato un contagio in tutti questi mesi tra gli spettatori che sono andati nei cinema e nei teatri, c’è stata la manifestazione dei Bauli in piazza e abbiamo visto con quanto rigore e serietà hanno manifestato, hanno solo portato i bauli, senza rompere nulla. Questa gente va tutelata, perchè è molto pericoloso far passare il pensiero che della musica, del teatro e del cinema si possa fare a meno in quanto non sono cose essenziali. Non è così. Il 2020 è stato l’anno più brutto dal dopoguerra, speriamo di liberarci da questo virus al più presto, speriamo in un vaccino e che le attività possano riprendere. Quando è finita la quarantena la maggior parte delle persone era come se uscisse da un periodo di prigionia e lo stiamo pagando oggi. Anche l’esempio arrivato dalla politica non è stato di rigore e prevenzione ma di grande festa e discoteche. Ci siamo dimenticati anche il motivo per cui siamo stati chiusi, quest’estate è stata tutta un assembramento. Non siamo usciti migliorati da questa pandemia, siamo riusciti a dividerci anche politicamente. Vediamo un governo e un’opposizione che si danno battaglia sulla pelle della gente. Invece bisognerebbe essere tutti uniti per superare questo drammatico momento“.

Questa la tracklist di “Padroni di niente”: “Padroni di Niente” (Amara),“Chissà Da Dove Arriva Una Canzone” (Ultimo),“Si È Rotto” (Enrico Lotterini, Fabio Capezzone, Fiorella Mannoia),“La Gente Parla” (Amara, Simone Cristicchi),“Sogna” (Edoardo Galletti, Fiorella Mannoia),“Olà” (Bungaro, Cesare Chiodo, Fiorella Mannoia),“Eccomi Qui” (Bungaro, Cesare Chiodo, Carlo Di Francesco) e“Solo Una Figlia (con Olivia XX)” (Arianna Silveri).

A maggio partirà il “Padroni di niente tour” per incontrare il pubblico e presentare live il nuovo album, prodotto e organizzato da Friends & Partners:

12 MAGGIO – BOLOGNA – Europauditorium

13 MAGGIO – TORINO – Teatro Colosseo

15 MAGGIO – MANTOVA – Grana Padano Theatre

18 MAGGIO – ANCONA – Teatro delle Muse

20 MAGGIO – BARI – Teatro Team

22 MAGGIO – NAPOLI – Teatro Augusteo

23 MAGGIO – ROMA – Auditorium Parco della Musica

26 MAGGIO – BERGAMO – Teatro Creberg

28 MAGGIO – BASSANO DEL GRAPPA (VI) – Pala Bassano 2

29 MAGGIO – BRESCIA – Teatro Dis_Play

31 MAGGIO – MILANO – Teatro degli Arcimboldi

23 LUGLIO – FIRENZE – Piazza SS Annunziata

I biglietti sono disponibili in prevendita su TicketOne.it e nei punti vendita e prevendite abituali (per info www.friendsandpartners.it).

di Francesca Monti

credit foto Francesco Scipioni

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