Intervista con Shalana Santana, tra i protagonisti della serie “L’ALLIGATORE”: “Marielita è un personaggio mistico ma allo stesso tempo è una donna molto concreta nella vita di tutti i giorni”

Ha iniziato la sua carriera come modella vincendo un importante concorso nazionale in Brasile, Top Model nel 2002, ma il suo sogno fin da bambina, quando guardava i grandi classici del cinema italiano, è stato sempre quello di diventare un’attrice. E come nelle favole più belle questo desiderio si è trasformato in realtà e l’ha portata a recitare in famose fiction (Task Force, Il Bello Delle Donne, Don Matteo) e film di successo (Ci Devo Pensare di Francesco Albanese, Bob & Marys di Francesco Prisco, Arrivano I Prof di Ivan Silvestrini e Free – Liberi di Fabrizio Maria Cortese, che uscirà prossimamente).

Shalana Santana è tra i protagonisti di “L’Alligatore”, la nuova serie crime tratta dagli omonimi romanzi best seller di Massimo Carlotto, in onda dal 25 novembre su Rai 2 e già disponibile su RaiPlay, con la regia di Daniele Vicari ed Emanuele Scaringi.

Ambientata nella Laguna Veneta, la fiction racconta le vicende di un ex galeotto ed ex cantante, Marco Buratti, detto l’Alligatore, perché dopo essere finito in carcere da innocente, ha imparato a muoversi agilmente nella melma e nelle fosche paludi cittadine dove regna la criminalità. In quei sette anni dietro le sbarre ha perso l’amore e la voce, e crede fermamente nel valore dell’amicizia, che gli consente di tenere insieme una bizzarra squadra di investigatori formata da un ambientalista pacifista, Max detto La Memoria e da un contrabbandiere con un passato nella malavita milanese, Beniamino Rossini.

Nella serie Shalana Santana interpreta Marielita, l’unica presenza femminile nel gruppo degli amici stretti dell’Alligatore, una donna razionale, con i piedi ben piantati per terra e grande osservatrice, che di professione fa la botanica e lavora in totale simbiosi con le piante.

In questa piacevole chiacchierata la talentuosa e affascinante attrice ci ha parlato del suo personaggio ma anche del programma di interviste Guardando Le Stelle, in onda su Canale 8, del suo amore per Napoli e dello spettacolo “Resilienza 2.0”.

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Shalana, nella serie “L’alligatore” interpreti Marielita. Puoi presentarci il tuo personaggio?

“Marielita è una botanica, non è italiana ma non abbiamo specificato la sua nazionalità e questo è un aspetto che mi è piaciuto moltissimo perchè di solito nei film e nelle serie viene sempre messa l’origine didascalica di una persona che arriva dall’estero, invece con Vicari abbiamo pensato che non ce ne fosse bisogno visto che l’Italia è formata anche da stranieri integrati. La vita di Marielita gira intorno alla natura, alle piante, ha una specie di religiosità, è un personaggio mistico anche se molto concreto nella sua quotidianità al fianco di Max, il suo compagno. Mi piace questo suo pensiero un po’ esoterico”.

Come ti sei preparata per interpretare Marielita? 

“Quando mi hanno confermato la parte ho acquistato tutti i libri di Massimo Carlotto e mi sono innamorata di questo personaggio, l’Alligatore, delle sue avventure, dei suoi dolori, delle sue paure. A dire la verità non conoscevo questo bravissimo autore perchè leggo solitamente libri sulla storia, sull’archeologia, sul cinema, oppure biografie, sono le mie grandi passioni ma grazie a lui ho scoperto un mondo nuovo. Mi sono preparata con i registi, per fortuna non abbiamo fatto solo giorni di lettura ma anche due settimane di prove a teatro e per me è stata un’esperienza nuova perchè solitamente non c’è tutto questo tempo a disposizione quando giri una fiction. Abbiamo avuto modo di fare improvvisazione sul passato, inventato da noi, dei nostri personaggi, anche se nella serie non si vede, li abbiamo conosciuti a fondo e quando siamo arrivati sul set eravamo prontissimi per interpretarli. Marielita nei libri compare poco e non ha tutta questa importanza, invece nella serie diventa molto presente nella vita dell’Alligatore e nella risoluzione dei suoi casi. Ho anche aperto le valigette dei miei ricordi. Marielita è molto lontana da me ma qualcosa che ho vissuto in Brasile mi ha aiutata a preparare la parte. Ad esempio mi ritrovo in questo suo essere un po’ mistica, mi piace cercare delle risposte nei pensieri filosofici orientali, dal buddhismo, all’induismo allo zoroastrismo, perchè danno una profondità, un senso alle cose e ho inserito questo aspetto anche in Marielita”.

Come ti sei trovata sul set?

“Daniele è una persona meravigliosa, da quando ho visto Diaz sono una sua fan e non avrei mai pensato di poter lavorare con lui. Quando mi hanno confermato la parte mi è preso un colpo, ho provato un misto di allegria e paura. Eccetto le condizioni meteo, con un freddo assurdo soprattutto quando abbiamo girato nelle campagne in mezzo al fango, per il resto mi sono trovata benissimo con i ragazzi della produzione e con il cast. Io poi quando sono sul set è come se mettessi una campana sopra la testa e non sentissi più nessuno, nel senso che non mi faccio coinvolgere da momenti di scherzi, sono un “soldatino”, so sempre la battuta a memoria, sono quella pronta per la prova luce e anche se c’è caos intorno a me riesco a rimanere molto concentrata”.

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Hai iniziato la tua carriera come modella in Brasile, com’è nata la passione per la recitazione?

“Ho sempre voluto fare l’attrice fin da bambina, in Brasile guardavo i grandi classici della commedia italiana e mi hanno sempre affascinata. Essere diventata modella è stato un caso e tramite quel lavoro sono arrivata in Italia e sono riuscita ad avvicinarmi al mio grande desiderio di studiare recitazione. E poi tante cose della vita mi hanno portata a Napoli, ho iniziato a frequentare la scuola di Cinema La Ribalta e a lavorare qui. La moda è stata solo il veicolo che mi ha portata al sogno italiano”.

Cosa ti piace maggiormente di una città stupenda quale Napoli?

“Tutto. Napoli è la mia vita, scorre nelle mie vene, è stato amore a prima vista e nonostante i suoi difetti, i punti deboli, non posso immaginare di vivere in un’altra città o che mio figlio cresca in un altro posto. E non è nemmeno la somiglianza per certi aspetti con il Brasile. Io sono di Brasilia, la capitale, molto organizzata, fredda, progettata, non nata naturalmente. Napoli assomiglia di più a Rio per il calore della gente, ma ha un’anima e un corpo suo. Sono rimasta affascinata proprio dalla città e dall’umanità che c’è qui e io da artista ho bisogno anche di soffrire, di arrabbiarmi. Adoro il buongiorno affettuoso della gente la mattina quando vai a prendere il caffè, il sole, la passeggiata lungomare con mio figlio quando torna da scuola, i colori, i sapori. E poi amo la storia, la letteratura, Napoli ha dato vita a tanti pensieri, a grandi filosofi, tanti intellettuali sono passati di qui, ovunque cammini tra i quartieri c’è quell’odore di mistero, quella bellezza, c’è arte. Napoli è viva, è una donna bellissima, capricciosa, che ogni tanto ti fa arrabbiare e urlarle in faccia ma poi il giorno dopo ti manca e non vedi l’ora di tornare”.

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Shalana Santana e Massimiliano Gallo (credit foto ufficio stampa)

Hai condotto su Canale 8 il programma “Guardando le stelle” da te ideato insieme a Massimiliano Gallo. Com’è nata questa idea?

“Questo programma nasce quasi per scherzo. Capita che spesso le persone fermino il mio compagno per strada e a volte gli facciano domande insolite. Parlando tra noi è nata l’idea di un programma in cui chiediamo ad artisti, cantanti, sportivi conosciuti e che siano un’eccellenza principalmente campana, come vivono la vita normale, chi paga le bollette, quando lavorano come si organizzano per gestire i figli. Ci siamo divertiti molto. A causa del covid l’ultima puntata è andata in onda a febbraio con ospite Maurizio Casagrande. E’ un format casalingo, con amici che organizzano audio e montaggio e ci ha dato tante soddisfazioni. Speriamo di poterlo riproporre presto”.

In quali progetti sarai prossimamente impegnata?

“Al momento sono impegnata con la promozione de L’alligatore, uscirà prossimamente al cinema il film “Free – Liberi” di Fabrizio Maria Cortese che racconta la storia di un gruppo di anziani che scappa da una casa di riposo a Roma e va in Puglia, a Gallipoli, alla ricerca dell’amore e dell’avventura. E’ una pellicola molto carina e divertente. Infine sto lavorando ad un mio progetto documentaristico ma per scaramanzia non posso ancora svelare nulla. E poi faccio la mamma e la casalinga”.

Quest’estate ti abbiamo vista anche nello spettacolo “Resilienza 2.0”. Ora i teatri sono chiusi ma quando finalmente questo periodo complesso sarà superato pensate di riportarlo in scena?

“Speriamo. Questa chiusura di cinema, teatri, musei non mi trova d’accordo perchè i numeri relativi ai contagi, che non sono un’opinione, confermano che in questi luoghi c’è stato un solo caso su più di 300mila spettatori, quindi spero che le istituzioni possano rivalutare questa decisione. C’era anche la possibilità di una mini tournée ma è saltata, comunque è stato bello mettere in scena “Resilienza 2.0″ che racconta gli aneddoti che abbiamo vissuto nella quarantena. Siamo in tre in un appartamento non molto grande, qui in Campania il lockdown è stato pesante e abbiamo vissuto in clausura, da lì è nato lo spettacolo e abbiamo anche avuto la responsabilità di essere i primi ad aprire la stagione estiva di Napoli l’11 luglio. L’ansia era alle stelle, non sapevamo quale sarebbe stata la risposta del pubblico e anche se eravamo all’aperto ci aspettavamo 100-200 presenze. Quando eravamo in camerino ci hanno mandato dei messaggi dicendo che c’era tantissima gente e alla fine erano 1200 gli spettatori. E’ stato un regalo meraviglioso e abbiamo capito che le persone hanno bisogno di arte e cultura, di ridere, di stare un po’ tranquille dopo quello che abbiamo passato e che stiamo di nuovo vivendo”.

di Francesca Monti

foto per gentile concessione di ZaccariaCommunication

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