Intervista con Edoardo Bennato che ci racconta il nuovo disco “Non c’e'”: “Tutti dovremmo provare a trasformare i nostri sogni in realtà”

“Non c’è” è il nuovo album di Edoardo Bennato, disponibile da venerdì 20 novembre nei digital store e pubblicato su cd e su doppio vinile. Un disco che racchiude le due anime rock dell’artista: la versione della “prima ora” e quella strettamente attuale, con testi che raccontano le contraddizioni della società, il “mistero della Pubblica Istruzione”, l’universo femminile, la paura del diverso.

Otto i brani inediti in “Non c’è”: Geniale, Il Mistero della Pubblica Istruzione, L’uomo nero (feat. Clementino), La bella addormentata, La realtà non può essere questa (feat. Eugenio Bennato), Maskerate, Non c’è, Signore e signori.

Quindici i pezzi di repertorio che hanno segnato la carriera artistica di Edoardo Bennato, tra i più geniali cantautori della scena musicale italiana: Bravi ragazzi, Cantautore, Dotti medici e sapienti, Feste di piazza, Italiani, L’isola che non c’è, La verità, Le ragazze fanno grandi sogni, Mangiafuoco, Non farti cadere le braccia, Perché (feat. Morgan), Relax, Salviamo il salvabile, Tutti, Un giorno credi.

Il 14 dicembre, dalle ore 17:30, l’artista sarà protagonista della Virtual Instore Experience in cui  racconterà il suo nuovo lavoro discografico, si esibirà in una mini performance live e risponderà direttamente ad alcune domande avanzate dal pubblico via chat.

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Edoardo, partiamo dalla cover del suo nuovo disco “Non c’è”. Ci racconta com’è nata l’idea del quotidiano? 

“Mi sono sempre divertito a disegnare le copertine fin dal primo album, “I Buoni e i cattivi”, dove c’eravamo io e Raffaele Cascone, il famoso Raffaele di “Venderò” e “Pronti a salpare”, vestiti da carabinieri ammanettati. In “Io che non sono l’imperatore” invece c’era il mio progetto delle aree metropolitane a Napoli, questa volta ho pensato alla prima pagina di un ipotetico quotidiano di domani mattina dove gli strilli del giornale sono i titoli dei brani. In questo progetto le canzoni e le canzonette sono state complementarizzate, quelle della prima ora che sono ancora attualissime, come ad esempio “Bravi ragazzi” scritta nel 1974 (in cui canta: Una di notte/c’è il coprifuoco/E pensare che all’inizio sembrava quasi un gioco/Ora non c’è più tempo per pensare/ Tutti dentro, chiusi ad aspettare, ndr) e quelle recenti. Non c’è soluzione di continuità tra le canzoni vecchie e nuove, per questo ho pensato alla prima pagina di un giornale perchè sono tutte frasi che riguardano il quotidiano, l’emergenza, quello che viviamo, come ad esempio “Salviamo il salvabile”, “Maskerate”, “Il Mistero della pubblica istruzione”. Rispecchiano però gli stessi temi, come ad esempio la femminilità in “Le ragazze fanno grandi sogni”, “Tutti” e nell’inedito “Geniale” ma anche gli eterni paradossi che ci circondano, gli squilibri, le tensioni all’interno della nostra società. Chiaramente l’obiettivo è regalare buone vibrazioni con la musica al di là delle implicazioni sociali, sociologiche, geopolitiche, culturali, etiche e morali”.

La titletrack “Non c’è” è dedicata ai giovani che vengono invitati a sognare il loro futuro sfuggendo all’omologazione imperante. Quanto secondo lei nella musica oggi contano ancora talento e studio?

“Il protagonista di questa favola rock, nel cartone animato, è questo ragazzino che per quanto abbia la percezione che la musica che fa dia buone vibrazioni a se stesso e agli altri rifiuta di avere contatti e firmare contratti con la fauna collodiana del mondo della musica, dei talent, di chiunque faccia leva sulle aspirazioni e sulle velleità dei giovani per trarne profitto. E’ un ragazzo che non aspira al successo e lo invidio anche un po’ perchè quando fui costretto a suo tempo a mettermi per strada per farmi notare, in quella circostanza inseguivo la fama e la inseguo tuttora, lo confesso. C’è anche da dire che tutti quanti noi dovremmo cercare di realizzare i nostri sogni, sia che vogliamo fare il giornalista, l’atleta, il medico, lo scienziato, il sociologo o il maestro di scuola. Ognuno poi ha un suo punto di vista e sceglie se è meglio il ragazzino che rifiuta il successo o chi lo insegue con testardaggine. Il mio obiettivo quando scrivo una canzone è quello di dare propositività agli altri perchè ne abbiamo bisogno, soprattutto in questo momento”.

Tra le tracce c’è anche “La bella addormentata” dedicata a Bagnoli…

“Anche questo è un tema ricorrente, fin dal primissimo album c’era una canzone chiamata “Campi Flegrei” relativa all’area in cui vivo. Ho parlato spesso della mia città come nel brano “Vendo Bagnoli”, ci sono riferimenti nel mio repertorio a Napoli, che è sempre in subbuglio. Stavolta ho cercato di essere il più ottimista possibile, ho immaginato Bagnoli, in particolare l’area dismessa dei taxi abbandonata a se stessa da decenni, come la protagonista di una favola, come se fosse la bella addormentata di fronte al mare che aspetta un bacio del principe per svegliarsi”.

Nel disco ci sono tre featuring: quello con suo fratello Eugenio in “La realtà non può essere questa”, brano uscito in primavera i cui proventi sono stati devoluti zioni. I proventi dei due artisti derivanti dalla canzone, infatti, saranno devoluti all’Azienda Ospedaliera dei Colli (Monaldi – Cotugno – C.T.O.) di Napoli…

“”La realtà non può essere questa” ha le stesse caratteristiche de “L’isola che non c’è”, è una ballata bennatiana dylaniana con armonica e arpeggio di chitarra. “L’isola che non c’è” rappresenta il sogno, l’utopia di Thomas More, qualcosa difficile da raggiungere e per questo motivo potrebbe essere anche un comodo alibi per tutti noi per non provarci nemmeno. Invece “La realtà non può essere questa” tra le righe cerca di trovare quest’isola, invita a non crogiolarci nelle nostre utopie ma cercare di trasformare i nostri sogni in realtà perchè quello che stiamo vivendo in questi mesi non può continuare ad essere così per sempre e dobbiamo cercare di cambiarlo. Eugenio mi ha invitato a scrivere anche un altro pezzo feroce, ironico, sarcastico, destabilizzante, eversivo, mi ha detto “non compiangerti e scrivi”, un brano che stigmatizzasse la situazione spettrale collodiana, kafkiana, orwelliana di questi mesi ed è nata Maskerate”.

In “L’uomo nero” c’è invece la collaborazione con Clementino…

“Con Clementino c’è un’intesa costante da tempo. Ne “L’uomo nero” sono partito dalla minaccia che si fa ai bambini quando si dice loro “comportati bene, fai il bravo, altrimenti arriva l’uomo nero che ti porta via”. E’ quindi uno spettro, un deterrente, un cattivo, io volevo smantellare questa nostra costante paura del diverso. Tra l’altro sia io che Clementino abbiamo tra i nostri maestri e idoli tutti personaggi della musica rock, del blues, del rap che hanno la pelle nera, come James Brown, Ray Charles, B.B. King con cui ho avuto la fortuna di suonare, Chuck Berry, Bo Diddley. Non abbiamo fatto fatica a cantare questo brano che ironizza sui pregiudizi, sui luoghi comuni e su questa infezione che ancora nel 2020 affligge l’umanità, cioè il razzismo”.

Infine in “Perchè” ha cantato con Morgan…

“Anche con Morgan collaboro da tempo. C’è una bella intesa tra di noi, lui è ancora più pazzo di me per cui ci divertiamo. A suo tempo cantò due canzoni del disco La fantastica storia del pifferaio magico, ci siamo esibiti insieme anche due mesi fa durante il mio concerto all’Arena di Verona. In “Perchè” ci divertiamo a provocarci. Lui dice “Perché tu vuoi giocare/Con me che son malato/Con me che ho fatto il diavolo a quattro/E non mi ricordo perché”, e io gli rispondo: “Perché tu vuoi marciare/Con me che son sbandato/Che sono arrivato scalzo a Milano/E non mi ricordo perché”. E alla fine lui canta: “Perché tu vuoi spiegare/A me che ci ho provato/A dare un senso a questo/Assurdo gioco, al massacro, perché?”. E’ un’interlocuzione tra due psicopatici al ritmo del rock’n’roll”.

Foto di Daniele Barraco_Edo_Bennato_0089ALTA

credit foto Daniele Barraco

Il 14 dicembre, dalle ore 17:30, si terrà la Virtual Instore Experience insieme ai suoi fan…

“L’obiettivo sarà quello di divertirci, ho la fortuna di fare il mestiere che mi piace e mi sento un privilegiato. In questo momento abbiamo bisogno di un po’ di leggerezza, di rilassarci e ascoltare buona musica”.

Come vede il futuro della musica dopo la pandemia?

“Quest’estate abbiamo fatto concerti importanti al teatro Antico di Taormina o al Festival Blues di Pistoia e poi all’Arena di Verona, uno dei posti ideali per la musica. Speriamo di riprendere e recuperare nel 2021 i live che abbiamo rimandato. La situazione è grave sia per chi fa musica sia per chi costruisce manufatti, chi ha i ristoranti e per tutti coloro che lavorano e hanno un’attività. E’ quasi come se fosse una terza guerra mondiale o forse ancora peggio, perchè in guerra arrivano le bombe mentre noi stiamo vivendo un inferno e non riusciamo a capire bene cosa stia succedendo”.

Cosa ne pensa dell’attuale panorama musicale italiano?

“Non penso nulla, la musica è fatta per essere goduta. Ultimamente mi sento molto con Leo Gassmann, che è bravo ma è soprattutto un ragazzo sensibile e molto simpatico. E poi ci sono i miei amici, Alex Britti, Morgan, Irene Grandi, Max Pezzali, Neffa, i Sud Sound System, Jovanotti, Raf, i Negrita, che hanno fatto parte del mio album del 2006”.

Qual è il momento più bello della sua carriera ricca di successi e soddisfazioni?

“Il momento più bello è quello che deve ancora arrivare”.

Nel 2020 ricorre il trentennale di “Notti magiche”, colonna sonora dei Mondiali di Italia ’90 cantata in coppia con Gianna Nannini. Che ricordo ha di quel brano?

“Non sono molto legato a questo brano perchè mi costò più critiche che vantaggi, però grazie a “Notti magiche” riuscii a suonare con B.B. King, il mio idolo. Eravamo al Pistoia Blues, era il 1991, qualcuno andò nel suo camerino e gli disse che Edoardo Bennato avrebbe avuto il piacere di fare un brano con lui e rispose: who is this guy?. Gli dissero che avevo fatto la sigla dei Mondiali di Italia ’90 e si sentì rassicurato, così accettò e andammo sul palco suonando insieme Signor Censore, che si riferisce ai censori, a quelli che sono sempre in agguato per coglierti in fallo. E’ stata una grande emozione”.

Il 28 novembre sarà tra gli ospiti della maratona benefica “Napoli nel cuore 2020″…

“Napoli è nel mio cuore, è la città più bella del mondo e faccio sempre volentieri qualcosa per lei. Sono legato anche a Milano che mi ha adottato e nella quale sono riuscito a fare questo mestiere e mi sono laureato in architettura. Mai come in questo momento mi sento cittadino del mondo”.

C’è un progetto che ancora non ha realizzato e che sogna di fare in futuro?

“Ho lavorato negli ultimi due anni con Jono Manson, un musicista, cantautore e produttore americano, abbiamo tradotto tutti i brani di Peter Pan in inglese con l’obiettivo di dare il materiale a un produttore inglese o americano per mettere in scena un musical a Londra o a Broadway. E’ un sogno proibito però bisogna sempre crederci”.

di Francesca Monti

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