The Roast of Italy: dal 22 dicembre su Comedy Central

Il nuovo programma observational di Francesco De Carlo è pronto a raccontare di che pasta sono fatti l’Italia e gli italiani.

La prima puntata (prevista per martedì 22 e per 9 puntate che terrà compagnia tutte le vacanze di Natale e oltre) andrà in onda in simulcast con il canale in streaming su Facebook e YouTube.

#TheRoastOfItaly. È molto interessante che sia stato scelto De Carlo (il quale è un volto presente da tanti anni su Comedy Central e si è esibito al comedy International Showcase di Montréal). «Un comico, per parlare di un tema, deve conoscerlo, deve fare esperienza, uscire dalla comfort zone e vivere la vita. Questa la premessa di “The Roast of Italy”» (dalla nota ufficiale) in cui ci si interrogherà e si approfondiranno le più svariate tematiche legate al nostro Paese e a noi.

A De Carlo il compito di mettere in discussione ogni aspetto della vita (come la pigrizia, la maleducazione, la rassegnazione politica) infiltrandosi tra vizi, estremismi e peccati degli italiani. Il tutto raccontato attraverso esperienze immersive, fatte in prima persona dal conduttore, interviste, incontri e momenti di riflessione, da cui scaturiranno i pezzi di stand up comedy inerenti ai temi di puntata.

Per creare i suoi monologhi di stand up, Francesco si è messo in discussione come mai prima. Si farà fatica a crederci, ma su “The Roast of Italy” è tutto vero.

Francesco De Carlo The Roast of Italy

credit foto Ufficio Stampa

Romano di nascita, ma cittadino del mondo Francesco De Carlo si esibisce in più di 15 Paesi ed è uno dei comici italiani più apprezzati in assoluto. È uno dei nuovi talenti lanciati da Comedy Central. Dopo aver fatto parte del cast fisso di Comedy Central News, si è anche esibito sul palco di Stand Up Comedy. E oggi, con “The Roast of Italy”, diventa il padrone di casa di un programma tutto suo, cucito appositamente sulla sua personalità e carisma.

Ogni puntata di “The Roast of Italy” sarà una vera conquista: realtà diverse da portare alla ribalta, personaggi eclettici e situazioni che, se all’apparenza sembrano ordinarie, hanno del potenziale straordinario.

De Carlo gioca ad immedesimarsi nelle vite più diverse, oggi mette alla prova la sua antipatia verso i bambini facendo da babysitter a due incontenibili marmocchietti, domani è il sindaco di una città, per misurare il suo talento di populista. E ancora: riuscirà a migliorare le sue buone maniere dopo aver vissuto tra le tenute di un nobile?

Proprio i bambini sono i protagonisti della prima puntata di “The Roast of Italy”. Francesco non riesce ad instaurare feeling con i bambini e non comprende coloro che vogliono diventare padri. Per capire questo suo limite decide di vivere con due bambini di 8 e 12 anni figli di una coppia mista. Cosa ne uscirà? Cosa capirà? Al termine di questa esperienza Francesco avrà cambiato la sua prospettiva?».

Francesco De Carlo, con entusiasmo e come un fiume in piena ha voluto raccontare quello che ha «combinato con questo programma insieme alla produzione Verve Media Company per ViacomCBS International Studios (VIS) di Lorenzo Torraca e tutti gli autori che hanno partecipato e stanno lavorando ancora adesso (Igor Artibani, Jlenia Currò, Francesco Lancia e lo stesso De Carlo). Il titolo richiama un modus operandi in America e Inghilterra, dove il festeggiato viene messo un po’ alla berlina sulla graticola da tutti gli altri partecipanti. La declinazione che abbiamo voluto dare a questo programma è molto personale anche perché, prima di questa esperienza, ho vissuto molto all’estero; quando sono tornato in Italia, mi sono reso conto di essere molto italiano, soprattutto molto più di quello che pensassi. Tante delle caratteristiche degli italiani me le sono ritrovate addosso. Questo è stato l’anno un po’ più complicato per i comici, un po’ perché le notizie erano quelle che erano, ma anche perché se non vivi la vita è complicato poi scrivere battute.

Per quanto riguarda la prima puntata abbiamo deciso di intitolarla ‘Il baby-sitter’. I miei amici hanno figli, io sono l’unico senza, quindi quando esco in comitiva con loro ci sono sempre i bambini e per chi non li ha, è complicato avere a che fare coi bambini. Quando ho vissuto a Londra per un periodo, ho notato dei cartelli nei locali in cui era scritto che i più piccoli sono i benvenuti fino alle 20, dopodiché devono stare a casa perché esiste tutta una vita dedicata alle persone adulte. Quando sono rientrato nel nostro Paese ho cominciato a sviluppare un’idiosincrasia; ovviamente ho lanciato una provocazione. Quando esci con un tuo amico non gli puoi parlare delle tue cose (dalle frustrazioni ai problemi di coppia o di lavoro) se con lui c’è Michelino di 5 anni – che piange in continuazione – e tu devi abbassare il livello della tua comunicazione a quella del bambino. Al contempo suo padre mi dice: non so come fare a spegnerlo e lui replica che magari si lamenta perché vorrebbe il tablet. Io gli suggerirei di prenderglielo, ma il papà asserisce che non è educativo, se lo avesse diventerebbe stupido. Nel complesso ho fatto da baby-sitter a due bambini, Jamal e Jeremy, e sono emersi dei punti, io sono ancora stremato oggi.

L’aspetto più interessante di questo programma è che all’inizio ho una posizione e alla fine ne acquisisco un’altra, ad esempio nel caso della prima puntata guardo i genitori, compresi i miei amici, con un po’ più stima perché effettivamente stare appresso ai bambini è complicatissimo.

Nelle altre puntate troverete un’esperienza da sindaco e pure in quella circostanza ho compreso quanto fosse complicato come ruolo». Con orgoglio il comico svela una puntata di cui è particolarmente orgoglioso: un workshop di comicità dentro una comunità di ex tossicodipendenti. «Questi ragazzi dopo un mese hanno tirato fuori dei veri e propri monologhi», ha spiegato aggiungendo «Loro si sono divertiti. Io ho capito molto di più di un tema che in Italia è trattato con grandi pregiudizi».

Insomma col potere della comicità e del cinismo sembra proprio che verremo ‘smascherati’ sotto tanti aspetti.

«Del ‘filone’ internazionale di “The Roast” di Comedy Central va ricordata la popolarissima versione americana dove, un gruppo di comici e personaggi dello star system prendeva di mira a suon di battute pungenti e politicamente scorrette il personaggio famoso protagonista. Nel corso delle edizioni, sono stati letteralmente ‘arrostiti’ i personaggi più noti dello showbiz: da Donald Trump a Bruce Willis, passando per Justin Bieber, Alec Baldwin e James Franco».

Non resta che scoprire la versione in cui ci traghetterà Francesco De Carlo e chissà cosa scopriremo sul nostro Paese e su di noi, che non coglievamo e/o, forse, semplicemente non volevamo vedere.

Il tutto, lo ricordiamo, da martedì 22 dicembre alle h 22 su Comedy Central (canale Sky 128 e in streaming su NOW TV). Le novità non finiscono sul piccolo schermo: al programma è collegato lo short form in esclusiva per i social “The Roast of Italy presents Francesco De Carlo Live”. Si tratta di otto clip (dal 18 dicembre, ogni venerdì alle 21 sulle piattaforme social di Comedy Central) tratte dall’ultimo spettacolo dal vivo di De Carlo, registrato prima del Covid, in un comedy club affollatissimo. Un monologo di stand up comedy sull’Italia e gli italiani, su tratti distintivi come il populismo e il sesso, i bambini e le relazioni, la gestualità e la lingua inglese e tanto altro, offrendo così un’esperienza multipiattaforma.

di Maria Lucia Tangorra

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