I 3 migliori dischi italiani del 2020 secondo Salvo Sidney Alfieri

Ci ricorderemo del 2020 soprattutto per la musica che non c’è stata, e non solo per quella ma in sostanza il 2020 è stato l’anno che non c’è stato. È stato invece un anno di uscite discografiche e ascolti. Ci sono state troppe uscite, alcune magari di poco rilievo, altre che hanno fatto o stanno facendo parlare dell’artista o band. Durante i vari lockdown troppe persone hanno deciso di pubblicare e condividere la proprio musica  con tutto il mondo che fino a quel momento suonavano solo in cameretta. Cosa per niente male ma non c’è tutta questa richiesta. Ci sono state, e ci sono, troppe uscite. Ogni giorno siamo inondati di nuove uscite su qualunque piattaforma. L’industria musicale soffre. Anche quella legata alla musica dal vivo che tra l’altro era già da anni in crisi e con l’ascesa dello streaming non aveva ancora capito qual era, o se c’è, un modello di business sostenibile per il futuro. In sostanza, è stato un anno triste e difficile per la musica. Ma di dischi ne sono usciti parecchi e anche belli. Ovviamente non farò un elenco infinito di dischi ma semplicemente ci tengo a ringraziare tre gruppi per aver reso questo anno “accettabile”. Mi chiederete; “Ma, Sid, forse ha più senso fare una lista dei 10 o 20 migliori album del 2020?” No! Vi metto 3 dischi e basta. Nonostante la pandemia, sono usciti dischi molto belli sia di gente grossa internazionale che non. Quasi tutti artisti che amo alla follia: Paul McCartney ha pubblicato il suo nuovo bellissimo album “Paul McCartney III” e i Bring Me The Horizon hanno fatto uscire l’EP “Post Human: Survival Horror”.  In Italia spopola definitivamente il trio FSK con il secondo album “Padre, figlio e spirito”, uscito a settembre. Ma, c’è ancora di meglio. Al di là di tutto ciò, ci sono state tre uscite discografiche per me importanti e significative che tengo a segnalarvi. Non farò un ordine di merito o d’importanza perché meritano tutti e tre; quindi andrò in ordine cronologico.

Il primo gruppo sono La Sacerdotesse dell’isola del piacere, importantissimo e d’ispirazione per i miei Renoir e che a parer mio, si conferma ancora una volta portavoce dell’alternative italiano. Sono tornati quest’anno con il terzo album, “Alle Onde”, uscito il 2 ottobre scorso dopo un lungo periodo di pausa. È un disco maturo come il gruppo dimostra di essere, frutto di un lungo percorso di maturazione artistica e musicale iniziata ormai 10 anni fa. Un bel mix di psichedelia, post grunge vecchia scuola come sanno fare e delle belle e malinconiche vibes emo nostrano. “Alle Onde prende a piene mani ispirazione dai classici della letteratura, mischiando al suo interno suggestioni spirituali e fantascientifiche in una miscela onirica inedita e caratteristica. Questo album è dedicato al mare e alla natura”.

Stupendi.

Il secondo gruppo sono dei miei carissimi amici, belli e bravi. All’inizio non mi era piaciuta questa loro nuova uscita discografica, mandai pure un messaggio vocale a Gaspare (batterista) in cui dicevo che mi avevano deluso e lui si mise a ridere. Non avevo ascoltato bene e non mi ero dato il giusto tempo per assimilare le 4 canzoni di questo nuovo EP che si chiama “Kirigami” e loro sono i Botanici, i miei post hardcorini campani preferiti. L’EP è uscito il 26 novembre e sono stati coinvolti quattro musicisti a cui il trio campano è molto legato: Maggio, Giorgieness, Endrigo e Checco (de Lo Stato Sociale). Un EP di soli quattro pezzi rivisitati insieme agli artisti della scena indipendente per cui provano più rispetto. “L’idea di pubblicare un EP di featuring ci è venuta ad inizio 2020 quando il tour invernale di Origami si avviava al termine. Avevamo voglia e bisogno di tirare fuori qualcosa che gratificasse alcuni brani del disco che non erano stati singoli, ma che ritenevamo potessero avere una loro potenza peculiare”.

Stupefacenti.

Terzo ed ultimo gruppo, anche loro amici super bravi (che poi ora che ci penso sto diventando amico di tutti) che spaccano letteralmente i c..i fra noise, post punk, post hardcore e altre sonorità da nostalgici degli anni 90 che non sono altro. Li ho conosciuti su instagram per caso. Mi ha colpito la copertina perché da buon amante dei corgi non potevo non notarla, così iniziai a stalkerarli e mi accorsi di quanto sono fenomenali, davvero tanto. Loro sono i Frana e sono milanesi ma il primo nucleo si è formato da Luca (chitarra e voce) e Fra (basso) a Monaco del 2012, poi si sono aggiunti Matteo (chitarra) e Michele (batteria).”Disastersss”, il loro nuovo disco. Ritmiche nervose, rumorose ma melodiche, martellanti e sound ben distorto, acido e aperto con urla appaganti che attraversano atmosfere “decadenti” e poco superficiali. I pezzi sono ben slanciati e molto dinamici. E’ ufficialmente il mio disco PREFERITO del 2020 e che continuo e continuerò ad ascoltare ancora per un altro po’ di tempo in loop.

Superlativi.

di Salvatore Alfieri

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...