Intervista con Alessio Bernabei: “Everest è un invito a godersi il viaggio della vita, senza pensare troppo alla meta”

Venerdì 5 febbraio arriva in radio e su tutte le piattaforme digitali “Everest” (Zero11 dischi distr. Believe), il nuovo singolo di Alessio Bernabei.

L’artista ha composto sia il testo che la musica del brano che è un invito a trovare la forza di affrontare i mille ostacoli della vita per raggiungere i propri sogni.

“Everest” è accompagnato da un videoclip, con la regia di Marcello Maw, girato all’interno della cava di zolfo di Manziana, in provincia di Roma, che descrive il viaggio che un artista e un essere umano fa nella propria vita, fatto di difficoltà, di paura, di crescita personale dove l’importante è il percorso perché è grazie a quello che si arriva alla meta, sporchi di fango, con tante cicatrici ma totalmente cambiati e consapevoli. Un viaggio alla ricerca della consapevolezza e difendendo i veri valori o quello che più si ama, dentro uno zaino o dentro al proprio cuore.

Alessio, ci racconti com’è nato il tuo nuovo singolo “Everest”?

“E’ un brano nato a giugno, è molto invernale ma l’ho scritto quasi in estate, le temperature erano alte ma forse avevo ancora l’inverno dentro di me, anche per la situazione legata al covid. Ero malinconico e ho voluto raccontare la visione dell’amore che avevo in quel periodo. E’ stata una promessa fatta anche alle persone che mi seguono. Un giorno mi sono alzato e ho pensato che sono fortunato perché ancora ci sono dei fan che ascoltano la mia musica e sognano grazie a me, nonostante l’inattività musicale avuta in questi anni, infatti nel ritornello dico: “E io ci sarò ed avrò cura di te quando odierai il mondo e non ti sentirai giusta buttarsi in questa vita è come l’Everest”. La vita in generale è come scalare una montagna altissima e tante volte mi sono dimenticato di godermi il viaggio perché pensavo troppo alla meta”.

Il video è stato girato nella cava di zolfo di Manziana, come mai questa scelta?

“E’ stata una scelta del regista Marcello Maw, un mio amico molto stretto. Cercavamo un luogo incolto, uno scenario post-apocalittico, in mezzo al bosco, così siamo andati a Manziana, già location di film, corti e clip, e si è rivelata una bomba, con un paesaggio quasi lunare”.

C’è una frase del testo che mi ha colpito: “sorrisi falsi a mia madre e poi morivo sul letto sempre solo sempre stanco ma con il sogno dentro”…

“Everest apre una nuova parte della mia vita artistica. Ad un certo punto mi sono accorto che nascondevo molti lati di me come la mia insicurezza, le mie paure. Sentivo una grande responsabilità che mi faceva anche male e quindi quella frase racconta quei momenti di sconforto che avevo ma non dicevo nulla a mia madre per non farla preoccupare. Nella mia carriera diverse volte ho dovuto fare i conti con le mie fragilità. Spesso sembra che tu sia una rockstar ma quando scendi dal palco sei più fragile di altre persone. Ho deciso di togliere questa maschera e mostrare chi sono realmente”.

Qual è stata la difficoltà maggiore da affrontare?

“Ho un lavoro che amo alla follia ed è sempre stato il mio sogno stare sul palco, ma forse la difficoltà maggiore sul piano personale a volte è stata non riuscire nemmeno a capire chi fossi perché la popolarità ti mette davanti a situazioni particolari, in cui ad esempio devi sorridere anche se non ne hai voglia. Mi reputo un ragazzo timido e introverso. Magari le persone vorrebbero vedere la parte vera di te e apprezzare quello che sei”.

Quanto è stato importante il supporto dei tuoi fan in questi ultimi due anni?

“I fan sono le persone che alimentano il piacere di fare questo lavoro e che ti fanno alzare con il sorriso al mattino. Li ringrazio perché mi hanno sempre supportato anche nei momenti di assenza, anche se sono stato fermo due anni. Ho un fan club che è attivissimo e spero di ampliare il mio pubblico con le nuove canzoni”.

Questo singolo farà da antipasto a un disco?

“Everest farà da apripista a nuovi singoli che usciranno nei prossimi mesi. E’ presto per parlare del disco. Vorrei prima smuovere le acque con dei brani, dato che ne ho tanti nel cassetto e poi racchiuderli in un album”.

Come vedi il futuro della musica anche alla luce di quanto sta accadendo a causa della pandemia?

“Noi artisti in questo momento siamo tutti un poco depressi non facendo concerti, non suonando, non incontrando il pubblico. Per quanto riguarda lo scenario italiano è ampio grazie alle piattaforme streaming e si è anche aperta la mente delle persone, infatti ci sono tanti generi e artisti emergenti e questo è molto bello. Dall’altra parte però il mercato è un po’ intasato quindi bisogna sempre pensare alla propria arte e cercare di lavorare al meglio per farsi strada”.

Un sogno che vorresti realizzare…

“Questa chiusura a causa della pandemia ci ha dato il desiderio di viaggiare e appena si potrà vorrei fare un viaggio con qualche amico e poi spero di tornare presto a cantare live. Sembra strano chiamarlo sogno ma in questo momento lo è”.

C’è un Paese in particolare che vorresti visitare?

“Mi piacerebbe tornare negli USA, sono stato a New York e anche a Los Angeles, dove ho degli amici autori, magari potrei fermarmi lì per un po’ e scrivere con loro. L’America è sempre stata il mio posto preferito fin da bambino e un giorno mi piacerebbe andarci a vivere come Tiziano Ferro o registrare un disco come ha fatto Vasco Rossi. Sarebbe un sogno”.

C’è stato un viaggio in particolare tra quelli che hai fatto che ha lasciato un segno dentro di te?

“Ero molto piccolo quando ho fatto un viaggio che mi ha lasciato dentro un segno. Eravamo a Cracovia e siamo andati a vedere Auschwitz, è stato veramente tosto. Recentemente sono stato a Los Angeles quando ho doppiato Branch nel film d’animazione targato Dreamworks “Trolls”, ho conosciuto Justin Timberlake che è uno dei miei idoli e ho avuto il piacere di lavorarci insieme. Quel viaggio mi ha regalato un bagaglio enorme”.

Vorresti ripetere questa esperienza come doppiatore?

“Mi piacerebbe molto. Durante la quarantena ho fatto dei corsi online di dizione perché ogni tanto mi diverto a prendere dei video muti di film e a doppiare i personaggi. Ho questa grande passione”.

Ti piacerebbe invece recitare in un film come attore?

“Amo tantissimo il cinema. Mi piacciono Elvis Presley, Gene Kelly, Frank Sinatra che erano artisti a 360 gradi e ballavano, cantavano, recitavano magistralmente. Ho una concezione di arte molto aperta e in futuro mi piacerebbe anche fare un film come attore. Ora mi concentro sul lato musicale ma non escludo questa possibilità”.

di Francesca Monti

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