“Dottori in corsia – Ospedale Pediatrico Bambino Gesù” nel reparto covid di Palidoro

Le storie di speranza contro il covid di Benedetta, Samuele, Adele e Matteo sono al centro del quinto episodio della quarta stagione di “Dottori in corsia – Ospedale Pediatrico Bambino Gesù”, in onda lunedì 8 febbraio alle 23.15 su Rai3. La docu-serie di Simona Ercolani, prodotta da Stand by me in collaborazione con Rai Fiction, vede la partecipazione straordinaria di Federica Sciarelli, che, attraverso incontri e interviste ai giovani pazienti, famigliari e medici, ripercorre il viaggio verso la guarigione per documentare anche in epoca Covid il miracolo quotidiano della medicina all’interno dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, struttura d’eccellenza a livello europeo. 
Per la prima volta, le telecamere sono entrate in un reparto covid pediatrico, la sede di Palidoro dell’Ospedale Bambino Gesù, centro covid per il Lazio, per raccogliere le storie dei piccoli protagonisti di questa puntata, tutti di Roma: Benedetta, appena dodicenne, entrata in condizioni critiche, Samuele, 15 anni, più volte dimesso e poi ricoverato ancora, vittima di quella che i media hanno chiamato “falsa Kawasaki”, e la famiglia Massimi, composta dalla mamma e dai due bambini Adele e Matteo mentre papà Federico è ricoverato allo Spallanzani in condizioni critiche. Nonostante ancora i tanti interrogativi di un virus nuovo come il Covid, la task force guidata dal dottor Andrea Campana lavora ogni giorno per affrontare al meglio l’emergenza sanitaria.
La nuova stagione di “Dottori in corsia – Ospedale Pediatrico Bambino Gesù” racconta come, anche nel contesto inedito del Covid, l’eccellenza medica non si sia fermata, continuando a salvare e guarire i piccoli pazienti. Le storie vedono coinvolti i ragazzi ricoverati, le loro famiglie, i medici e gli infermieri impegnati in prima linea nella cura di malattie spesso molto complesse. Le telecamere hanno seguito i giovani protagonisti dentro e fuori le corsie dell’ospedale, entrando nelle loro case per capire quanto la malattia abbia cambiato la loro vita quotidiana e quella delle loro famiglie. 

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