“Linea Verde” a spasso tra Tuscia e Calabria

Nella puntata di domenica 14 febbraio, alle 12.20 su Rai1, “Linea Verde” esplorerà due diversi territori italiani geograficamente piuttosto distanti – la Tuscia e la provincia di Cosenza – ma accomunati dalla vocazione alla bellezza e da un elemento naturale importantissimo: l’acqua, sorgente primordiale di vita, spettacolo della natura che diventa elemento culturale e artistico, ma anche risorsa per l’agricoltura e per l’economia.
Beppe Convertini e Ingrid Muccitelli saranno a Bagnaia, frazione di Viterbo, famosa in tutto il mondo per la sua splendida Villa Lante e i suoi giardini all’italiana.
Gli elementi più spettacolari della villa rinascimentale sono proprio le fontane, grazie alla massa d’acqua che proviene dai Monti Cimini e dà vita a un giardino di quattro ettari.
Tra passeggiate artistiche nel borgo e l’assaggio di prelibatezze gastronomiche locali – come la famosa porchetta, i dolci natalizi e lo zafferano – Ingrid e Beppe accompagneranno il pubblico in questo angolo della Tuscia, presentando anche alcune interessanti realtà della zona: un birrificio artigianale che nell’acqua trova il suo ingrediente principale e un vivaio molto particolare che ha deciso di dedicarsi esclusivamente alle piante grasse e succulente, di cui scopriremo le origini nei lontani deserti americani e africani, i benefici per la salute e qualche piccolo segreto per la loro cura.
Per Peppone Calabrese, invece, escursione nel versante calabro del Parco del Pollino, verso la piana di Sibari dove, grazie alla bonifica degli anni Sessanta, si coltivano le famose Clementine di Calabria IGP, profumate e salutari.
Sui monti del Pollino, nel territorio di Civita, incontrerà guide ambientali, allevatori di uccelli rapaci e soprattutto un paesaggio plasmato dal lavorio dell’acqua e dei venti.
Nella zona di Morano sarà la volta di un pastore e i suoi squisiti formaggi tradizionali come il Marsatico e la Felciata.
Peppone esplorerà il paese di Lungro dove entrerà in contatto con la cultura, le tradizioni religiose, la musica e la lingua arbëreshe, e cioè degli “albanesi d’Italia”, che si stabilirono nel nostro meridione tra il XV e il XVIII secolo, senza dimenticare le specialità della cucina locale, come la “dromsa”, antico primo piatto balcanico, e anche il “mate”, bevanda sudamericana che gli emigrati italiani impararono a gustare in Argentina, riportandola poi nel toro paese d’origine.
Infine si andrà alla scoperta del castello che domina il borgo di Corigliano e di altre meraviglie artistiche della zona e, a Rossano, dell’antica lavorazione della liquirizia, radice benefica che viene trasformata in gustosi dolcetti, come i tipici assabesi, caramelle gommose alla liquirizia e anice a forma di faccia o di animali.

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