SANREMO 2021 – Ermal Meta in gara con “Un milione di cose da dirti”: “E’ una canzone d’amore verticale”. Il 12 marzo esce il nuovo disco “Tribù urbana”

Ho una voglia immensa di portare questo disco dal vivo. Di solito scrivo immaginando di essere su un palco e di suonare quella canzone, questa volta mi sono messo in platea come se fossi parte del pubblico. Le persone vanno ai concerti soprattutto per cantare, e ho scritto dei brani che a tratti possono essere cantati a squarciagola”. Venerdì 12 marzo esce “Tribù urbana”, il nuovo attesissimo album di inediti di Ermal Meta, contenente 11 brani inediti, tra cui “Un milione di cose da dirti” e il singolo attualmente in radio, “No Satisfaction”: “E’ un disco strano perché ci ho lavorato durante il lockdown con la voglia di libertà quando mancava, quando non si poteva correre, e non ho pensato a nessuna collaborazione. In realtà ho fatto una cosa con un amico e collega ma è rimasta fuori da questo progetto e forse verrà svelata più avanti. In “Tribù urbana” c’è una commistione di generi diversi, ho voluto conservare la matrice classica del cantautorato italiano, ad esempio in Un milione di cose da dirti, ma in altri casi siamo andati in direzioni diverse, frutto anche degli ascolti fatti”, ha raccontato l’artista in un incontro stampa in streaming, spiegando come mai ha scelto questo titolo: “E’ nato a conclusione del disco e indica un collegamento tra le persone. Infatti da sempre gli esseri umani formano delle tribù, che possono essere capanne o città“.

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Il nuovo progetto, pubblicato su etichetta Mescal e distribuito da Sony Music, arriva a tre anni di distanza dall’ultimo in studio, “Non Abbiamo Armi”, ed evidenzia l’altissimo livello di scrittura di Ermal Meta, sia quando dà voce ai sentimenti, sia quando racconta il mondo attraverso storie di vita.

Il cantautore ha presentato alcune delle tracce presenti nel disco:Stelle cadenti è una fotografia fatta da un ubriaco, molto artistica e poco nitida. “Nina e Sara” l’ho scritta partendo da un’esperienza personale. Quand’ero ragazzino, a 16 anni, avevo una fidanzatina ma mi sono reso conto che c’era qualcosa che non la rendeva felice. Ci siamo lasciati e dopo qualche anno l’ho trovata fidanzata con una donna. Allora ho capito che aveva questa rabbia dentro che cavalcava in modo forte e che si faceva del male da sola. Per questa canzone ho preso in prestito “Anna e Marco” di Lucio Dalla lasciando un finale aperto. Per quanto riguarda “Invisibili” per tanto tempo mi sono sentito un invisibile, quando scrivevo le canzoni per gli altri e le vedevo raccontate in modo diverso da come avrei fatto io. Allora ho preso coraggio e ho deciso di cantare quello che scrivevo”.

Ermal Meta è in gara al 71° Festival di Sanremo con il brano “Un milione di cose da dirti”, una canzone d’amore dal sound essenziale per raccontare qualcosa di personale ma capace di risuonare anche a livello universale: “L’ho scritta tre anni fa, stavo attraversando un periodo particolare, avevo da poco iniziato la mia carriera solista e la mia vita era piena di scosse di assestamento e avevo un blocco emotivo, interiore. L’unica cosa che potevo fare era scrivere un brano per liberarmi, per dire le cose che sentivo in quel momento.  E’ una canzone d’amore verticale e non ho voluto utilizzare dei nomi perché a un certo punto, quando ci si vuole bene, non ci si chiama più, c’è una sorta di annullamento dei confini”.

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credit foto Emilio Timi

Ermal torna sul palco di Sanremo dopo aver trionfato nel 2018 con il brano “Non mi avete fatto niente”, cantato insieme a Fabrizio Moro e presentato anche all’Eurovision Song Contest a Lisbona: “Stavolta vado con uno spirito completamente diverso. Qualcuno potrebbe pensare che voglia puntare nuovamente alla vittoria, in realtà mi interessa solo stare sul palco e fare musica dal vivo. E in questo momento l’Ariston è l’unico posto che mi dà questa possibilità”. 

Nella serata di giovedì 4 marzo, dedicata alle cover, Ermal sarà accompagnato sul palco dalla Napoli Mandolin Orchestra e interpreterà “Caruso”, celebre brano del 1986 di Lucio Dalla: “Ho scelto questa canzone perché mi piace molto e tutti mi hanno sconsigliato di portarla sul palco dell’Ariston. Siccome io vado sempre controcorrente ho voluto misurarmi con questo pezzo, ma non con Lucio perchè è inarrivabile. Volevo tirare questa punizione al 93′ per vedere se riuscivo ad avvicinarmi allo specchio della porta. Un giorno mi sono messo al pianoforte e ho registrato una mia versione di Caruso, piano e voce, poi l’ho mandata al maestro Calvetti chiedendogli un arrangiamento che onorasse questo capolavoro. Lui mi ha proposto di coinvolgere la Mandolin Napoli Orchestra e ho subito amato quest’idea. Loro sono 12 elementi, sul palco dell’Ariston a causa delle restrizioni saranno solo 4 ma riusciranno comunque a farci sognare”.

Questa la tracklist di “TRIBÙ URBANA”: “Uno”, “Stelle cadenti”, “Un milione di cose da dirti”, “Il destino universale”, “Nina e Sara”, “No Satisfaction”, “Non bastano le mani”, “Un altro sole”, “Gli invisibili”, “Vita da fenomeni”, “Un po’ di pace”.

di Francesca Monti

credit foto Emilio Timi

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