SANREMO 2021 NUOVE PROPOSTE – VIDEO INTERVISTA CON DAVIDE SHORTY: “Il brano Regina celebra la libertà, la bellezza e la forza di una donna”

Davide Shorty ha chiuso al secondo posto la 71a edizione del Festival di Sanremo nelle Nuove Proposte e ha vinto il “Premio della Sala Stampa Lucio Dalla” con “Regina”, una canzone d’amore che racconta la storia di una giovane donna che si fa forza di fronte ai traumi e agli ostacoli che la vita le ha posto e le pone davanti. Una storia che ci viene raccontata attraverso lo sguardo innamorato dell’artista che, fondendo diversi sound, dal rap al soul, dal funk alla tradizione cantautorale italiana, ci ricorda che la vita ci coglie sempre di sorpresa, nel bene o nel male. E proprio quando impariamo ad ascoltare e amare la nostra stessa bellezza, l’universo ci darà, in un modo o nell’altro, le risposte giuste.

Il singolo è stato scritto da Davide Shorty, Emanuele Triglia, Claudio Guarcello e Davide Savarese, prodotto e mixato da Tommaso Colliva.

Il brano sarà contenuto nel nuovo album dell’artista, “fusion.” (Totally Imported/The Orchard), in uscita venerdì 30 aprile. Nell’attesa, Davide ha deciso di fare un regalo ai fan: è infatti uscita la prima parte del suo nuovo progetto discografico, “fusion a metà” (Totally Imported/The Orchard), composto da 7 brani e con la partecipazione di artisti del calibro di Koralle, Dj Gruff, Gianluca Petrella, Amir Issaa e Davide Blank.

Questa la tracklist di “fusion a metà”: Monocromo, Tuttoporto, Cervello in fuga (feat. Koralle), Non si mangia una canzone (feat. DJ Gruff & Gianluca Petrella), Cioccolato denso, Regina, Non respiro (feat. Amir Issaa, David Blank).

Davide, che esperienza è stata per te partecipare al Festival di Sanremo?

“Sono felicissimo, ho cercato di vivere tutto in maniera molto presente consapevole del fatto che il palco non sia una cosa scontata, sento quasi un senso di colpa nel salirci perché sono uno dei pochi artisti che può farlo. E’ la dimostrazione che sia possibile continuare a divulgare la cultura in tutta sicurezza. Mi piacerebbe che le istituzioni capissero che il nostro lavoro non è marginale ma è importante per il nostro benessere e per aprire le nostre menti”.

Ci racconti com’è nato il brano “Regina”?

“E’ nato due anni e mezzo fa durante una session con la band sul Lago Maggiore, ho scritto il testo e la melodia in pochissimo tempo. Questo pezzo aveva qualcosa di speciale e ce lo siamo immaginato con l’arrangiamento orchestrale e da lì abbiamo pensato a Sanremo. Abbiamo fatto in modo che questo sogno prendesse forma, è una canzone d’amore, dedicata ad una donna giovane e forte, che ha dovuto affrontare molte difficoltà nella sua vita. Era la mia compagna ai tempi e ora siamo amici. Si chiama Céline Lancini ed è una talentuosissima attrice e per suggellare questa amicizia e la bellezza di quel periodo abbiamo deciso di collaborare sia per la copertina che per il video della canzone perché credo che non ci sia volto migliore per rappresentare questa storia se non la persona a cui è dedicata. Riascoltando la canzone mi sono reso conto che dietro al testo c’è anche un messaggio molto femminista, nel celebrare la libertà, la bellezza e la forza di una donna in maniera semplice senza doverla trattenere. Grazie a Celine ho imparato a lasciare andare molto un retaggio che ho assorbito nel posto in cui sono cresciuto che consiste nel vedere la propria compagna quasi come un possesso. Sono quelle cose che rendono un rapporto tossico. Ho lavorato tanto su me stesso dopo questa esperienza grazie a Celine e penso che questa canzone sia una celebrazione della donna che dovrebbe essere elevata e aspirare all’uguaglianza vera e propria”.

Grazie a “Regina” hai conquistato anche il “Premio Enzo Jannacci NUOVO IMAIE 2021” e il “Premio Lunezia per Sanremo 2021” per il valore musical-letterario…

“Sono sorpreso e lusingato, non mi aspettavo di ricevere dei premi, mi dà molta motivazione per continuare a fare il mio lavoro al meglio e ad essere il riflesso dei tempi che vivo, coinvolgendo le persone e cercando di spiegare loro che se vogliono esprimersi possono farlo. C’è sempre spazio per tutti”.

Il 5 marzo è uscito “fusion a metà”, il lato A del tuo nuovo disco “fusion.”…

“Sono curiosissimo di sapere cosa ne pensa il pubblico, ho ricevuto tanti messaggi di apprezzamento e mi sono commosso. Ho deciso di chiamare così il disco perché in una diretta tv mi è stato detto che sono fusion, io non faccio questo genere musicale, però sono una fusione di emozioni, di culture, essendo siciliano, e mi è sembrato il nome perfetto, messo in minuscolo perché mi piace il concetto di pacatezza e con il punto per categoricità, senza bisogno di definirlo in altro modo, senza troppi fronzoli”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Alberto Romano

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