UN POSTO AL SOLE – Intervista con Massimiliano Buzzanca: “Igor Volpicelli è il medico che tutti vorremmo avere”

Dallo scorso novembre Massimiliano Buzzanca è entrato nel cast di “Un Posto al sole”, la celebre soap in onda da lunedì a venerdì su Rai 3 alle 20,40, conquistando subito il cuore del pubblico nei panni del professore Igor Volpicelli, un uomo burbero e serioso, che insegna neurologia nell’Università in cui studia Rossella e che lavora in ospedale come chirurgo.

L’attore, figlio del grande Lando Buzzanca, nel 2001 ha deciso di lasciare la professione di avvocato per dedicarsi alla sua grande passione, la recitazione, prendendo parte a film quali “L’inchiesta”, “Il figlio più piccolo”, “Ninna Nanna”, a serie tv quali “Rino Gaetano – Ma il cielo è sempre più blu”, “Don Matteo”, “Il caso Enzo Tortora – Dove eravamo rimasti?” e a diversi spettacoli teatrali tra cui i musicali “Una volta nella vita” e “Sotto er cielo de Roma”.

In questa piacevole chiacchierata Massimiliano Buzzanca ci ha parlato del suo personaggio, dei prossimi progetti, ma anche del desiderio di recitare in “My fair lady” e “Un mandarino per Teo”.

Massimiliano, in “Un Posto al sole” interpreta il professor Igor Volpicelli. Cosa può raccontarci del suo personaggio?

“Volpicelli è un chirurgo e docente di Neurologia, un uomo burbero che pretende il meglio dai propri studenti e li prepara alla vita. Per lui lo studio è importante e non vuole avere persone che prendano sottogamba il lavoro di medico attraverso il quale si salvano le vite umane. Esige molto da se stesso e anche dagli altri. Infatti dice spesso una frase: “Questo è un mestiere fatto di passione, di sacrifici, non è una scampagnata”. Sono contento che gli autori abbiano trovato il modo di mostrare non solo questo lato di Igor ma anche la sua umanità quando si troverà ad affrontare una malattia importante di uno dei protagonisti della soap. E’ il medico che tutti vorremmo avere, serio, esigente ma anche capace di parlare con i pazienti, affrontando tutto nella maniera più rispettosa possibile”.

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credit foto Rai

Ha sentito una maggiore responsabilità nel vestire i panni di un medico in un periodo come quello che stiamo vivendo?

“Effettivamente interpretare un eroe dei nostri giorni in questo periodo in cui i medici, insieme agli infermieri e agli operatori sanitari, sono in prima linea nella lotta alla pandemia è una bella responsabilità. Spero che vedano in me uno che fa le loro veci e di sentirmi dire che la categoria è contenta di come ho interpretato questo personaggio”.

Quanto è complicato girare in questi mesi e come si è trovato sul set?

“Sono arrivato al ruolo attraverso un provino a fine agosto e dopo qualche giorno mi hanno chiesto se avessi avuto la possibilità di fare in breve tempo un tampone e andare a Napoli a girare. I miei colleghi sono bravissimi, sono delle macchine da guerra, vanno spediti come fulmini ed è anche una bella palestra. Ovviamente dobbiamo stare attenti durante le riprese, non ci possono essere contatti ravvicinati, dobbiamo fare un tampone ogni 2-3 giorni ma soprattutto cercare di rimanere sani per non bloccare la produzione perché ci sono tante persone che lavorano dietro le quinte, dai registi ai cameraman, dai microfonisti ai truccatori e alle sarte, che a loro volta hanno delle famiglia a casa. Quindi è molto meglio stare tranquilli ed aspettare che passi questo periodo così complesso e poi potremo tornare a mangiare al ristorante o a incontrare gli amici. Sono molto felice di far parte del cast di Un Posto al Sole, una soap che è riuscita a stare al passo con i tempi e che propone sempre delle storie con spunti interessanti”.

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credit foto Facebook Massimiliano Buzzanca

E’ laureato in Legge, quando ha capito che la recitazione era la strada che voleva seguire?

“Mi sono laureato in legge e poi ho lavorato come avvocato fino al 2001, ma da quando avevo 8 anni desideravo fare l’attore. Ho imparato a leggere attraverso i copioni, nascondendomi nella stanza-ufficio di mio padre che però mi ha sempre tenuto lontano da questo mestiere perché forse mi riteneva un po’ troppo tenero, ansioso, e ha cercato di proteggermi. A 11 anni ricordo che papà doveva debuttare al Sistina con lo spettacolo Forse sarà la musica del mare ma aveva la febbre, io sapevo tutte le battute a memoria e gli ho detto che lo avrei sostituito. Lì per lì rispose di sì ed ero talmente contento di fare il mio esordio che sono andato sul palco e ho ripassato tutta la commedia convinto che avrei recitato. Dopo un’ora e mezza sono tornato da papà e lui mi ha detto: “non preoccuparti, ora sto meglio, ci penso io”. Avevo indubbiamente una grande passione per la recitazione… Poi però mio fratello si è allontanato da casa molto presto, mia madre voleva che mi laureassi e facessi un mestiere cosiddetto normale, quindi sono diventato avvocato ma dopo qualche anno ho deciso di lasciare quella professione e iniziare a fare l’attore”.

Come ha preso suo padre questa scelta?

“Quando gli ho comunicato la mia decisione papà non mi ha parlato per un anno e ha detto: “per me stai facendo la più grossa cretinata della tua vita”. Io però non mi sono mai pentito di questa scelta, anzi sono molto contento di svegliarmi alle 4 di mattina per stare alle 6 al trucco e iniziare a lavorare alle 8. Mi pesa di meno rispetto a quando dovevo alzarmi presto per andare in tribunale, inoltre mi piace di più cercare i provini piuttosto che i clienti e poi quando facevo l’avvocato litigavo spesso, cosa a me inusuale. Il mondo dello spettacolo è stato anche la mia salvezza, sono più tranquillo e rilassato ora”.

C’è qualche consiglio che le ha dato suo padre e che le è stato particolarmente utile nella recitazione?

“Ho “rubato” tante cose a papà, ho fatto un’accademia perenne con lui, quando vado a vedere uno spettacolo lo guardo non con l’occhio dello spettatore ma di chi fa questo mestiere perché fin da ragazzino sono stato abituato a notare i dettagli, i movimenti, le posture. Mio padre mi ha sempre detto che quando interpreti un ruolo devi essere più naturale e credibile possibile. Volpicelli ad esempio è lontanissimo da me, non ci sono affinità tra noi, ma ti spinge a cercare un certo tipo di personaggio, di interpretazione e di emozione”.

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credit foto Facebook Massimiliano Buzzanca

Tra le serie tv a cui ha preso parte e gli spettacoli che ha interpretato ce n’è uno a cui è più legato?

“Più che ai ruoli sono legato ad alcuni spettacoli teatrali perché magari ho trovato una buona compagnia o dei colleghi fantastici, ma non c’è un personaggio in particolare che mi è piaciuto di più interpretare”.

C’è invece un ruolo che le piacerebbe fare in futuro?

“Ci sono due spettacoli che mi sarebbe piaciuto fare, “My fair lady” e “Un mandarino per Teo”, che è stato portato in scena da Walter Chiari, recitando al fianco di mio padre. Ci avevamo pensato poi però non siamo riusciti a realizzare questo progetto. Mi affascinava l’idea che lui facesse la parte del diavolo, sarebbe stato divertente”.

A quali progetti sta lavorando?

“Ho scritto due serie televisive insieme a un mio carissimo amico che si chiama Stefano Scaramuzzino, una è un crime, l’altra è un vero e proprio thriller e stiamo cercando di trovare un produttore”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Cristina Caremoli agency

Grazie a Stefania Lupi

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