RaiPlay, la scomparsa di Fabrizio Frizzi nella puntata di “Ossi di seppia” disponibile dal 23 marzo

L’uomo dei sorrisi e degli abbracci per tutti se ne va improvvisamente a sessanta anni, a causa di una emorragia cerebrale.

Fabrizio Frizzi: un grande artista, un uomo di spettacolo, un grande amico del Paese intero. L’Italia si commuove e piange per lui che, parlando della sua malattia, diceva: “non è ancora finita”. Invece la battaglia per la vita si è interrotta, nel letto di un ospedale romano, il 26 marzo del 2018.

Nell’ undicesima puntata di “Ossi di Seppia. Il rumore della memoria“, dal 23 marzo in esclusiva su RaiPlay, sarà Carlo Conti a raccontare l’uomo che Fabrizio Frizzi è stato. Lo racconta attraverso gli occhi di un amico, svelando anche  il lato intimo che si celava dietro l’eterno ragazzo della Tv italiana. Dalle piccole paure di essere diventato padre in età avanzata, alla malattia, passando per la tenacia e il profondo attaccamento per la vita che Fabrizio aveva.

Diceva infatti “La vita è meravigliosa” eppure succede qualcosa che mai nessuno avrebbe immaginato potesse accadere. Durante la registrazione del programma “L’Eredità” viene colto da un malore.  Trasportato in un ospedale della capitale viene dimesso alcuni giorni dopo.

Fabrizio Frizzi torna in Tv, sempre alla guida del programma di RaiUno malgrado le terapie a volte sfiancanti. Poi l’epilogo nel suo letto d’ospedale quando, dopo lunghe battaglie, si è arreso ad un male incurabile.

“Ossi di Seppia. Il rumore della memoria” racconta quegli eventi che hanno caratterizzato gli ultimi trent’anni della storia italiana attraverso le testimonianze di chi l’ha vissuta.

In tutte le ventisei puntate un filo intreccia il passato al presente e si fonde proprio nell’impensabile, in quel qualcosa appunto che mai nessuno avrebbe immaginato potesse accadere e che invece finisce per sconvolgere completamente la nostra esistenza.

Un racconto seriale emozionale e immersivo, rivolto alla Generazione Z e ai Millennials, un antidoto per frenare la perdita della memoria collettiva. Ed è questo l’obiettivo principale della serie prodotta da 42° Parallelo per la piattaforma OTT del Servizio Pubblico.

In ogni episodio la memoria di ieri viene recuperata, attraverso le immagini delle teche Rai e le fotografie d’archivio, e riconnessa all’oggi grazie al racconto di testimoni d’eccezione, protagonisti all’epoca dei fatti.

Tra le ventisei puntate quella sul metodo Di Bella, il primo caso mediatico che ha visto le persone schierate contro gli esperti, e la vicenda di Carlo Urbani, il primo medico ad identificare un virus sconosciuto e letale persino a lui, la Sars. Si ripercorrono inoltre la tragedia di Rigopiano e le dimissioni di Papa Benedetto XVI.  E ancora la morte improvvisa del calciatore Davide Astori e quella di Dj Fabo. Non si dimenticano il disastro nucleare di Fukushima e l’incidente di Seveso, due immani tragedie ambientali che attraverso le immagini d’archivio (le tute bianche che bonificano il terreno, l’istituzione di una zona rossa e l’invito delle autorità a restare a casa) ci riportano immediatamente all’oggi e al momento che stiamo vivendo.

Tutti eventi impensabili che hanno segnato il corso della Storia e il nostro modo di guardare il mondo. Eventi che, riletti alla luce di nuovi indizi e dettagli preziosi, permettono di comprendere in modo più chiaro e consapevole anche l’attuale presente segnato dalla pandemia.

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