RaiPlay celebra Giovanni Paolo II nella puntata di “Ossi di seppia”, disponibile da sabato 3 aprile

Ventisette anni di pontificato quello di Karol Wojtyla, il terzo più lungo di sempre. Un protagonista del nuovo millennio, diventato il Papa dei giovani e della famiglia. Un Papa politico e sostenitore dell’Europa Unita. Ma soprattutto un gigante della fede.

Giovanni Paolo II è stato un pontefice capace di interpretare il grande cambiamento sociale vissuto negli anni del suo pontificato. E di traghettare la chiesa nel XXI secolo.  Sarà dedicata proprio a lui la tredicesima puntata di “Ossi di Seppia. Il rumore della memoria”, dal 3 aprile in esclusiva su RaiPlay.

E saranno le parole di Padre Federico Lombardi, responsabile dei media vaticani per gran parte del pontificato di Giovanni Paolo II, ad accompagnarne il ricordo: i viaggi nei paesi più disparati, la capacità di parlare ai media, l’appello alla pace fra i popoli. E ancora il rapporto con i giovani e la profondissima fede di quel Papa diventato un uomo di incontenibile popolarità.

“Ossi di Seppia. Il rumore della memoria” racconta quegli eventi che hanno caratterizzato gli ultimi trent’anni della storia italiana attraverso le testimonianze di chi l’ha vissuta.

In tutte le ventisei puntate un filo intreccia il passato al presente e si fonde proprio nell’impensabile, in quel qualcosa appunto che mai nessuno avrebbe immaginato potesse accadere e che invece finisce per sconvolgere completamente la nostra esistenza.

Un racconto seriale emozionale e immersivo, rivolto alla Generazione Z e ai Millennials, un antidoto per frenare la perdita della memoria collettiva. Ed è questo l’obiettivo principale della serie prodotta da 42° Parallelo per la piattaforma OTT del Servizio Pubblico.

In ogni episodio la memoria di ieri viene recuperata, attraverso le immagini delle teche Rai e le fotografie d’archivio, e riconnessa all’oggi grazie al racconto di testimoni d’eccezione, protagonisti all’epoca dei fatti.

Tra le ventisei puntate quella sul metodo Di Bella, il primo caso mediatico che ha visto le persone schierate contro gli esperti, e la vicenda di Carlo Urbani, il primo medico ad identificare un virus sconosciuto e letale persino a lui, la Sars. Si ripercorrono inoltre la tragedia di Rigopiano e le dimissioni di Papa Benedetto XVI.  E ancora la morte improvvisa del calciatore Davide Astori e quella di Dj Fabo. Non si dimenticano il disastro nucleare di Fukushima e l’incidente di Seveso, due immani tragedie ambientali che attraverso le immagini d’archivio (le tute bianche che bonificano il terreno, l’istituzione di una zona rossa e l’invito delle autorità a restare a casa) ci riportano immediatamente all’oggi e al momento che stiamo vivendo.

Tutti eventi impensabili che hanno segnato il corso della Storia e il nostro modo di guardare il mondo. Eventi che, riletti alla luce di nuovi indizi e dettagli preziosi, permettono di comprendere in modo più chiaro e consapevole anche l’attuale presente segnato dalla pandemia.

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