Bergamo Film Meeting: Presentata la 39a edizione

Bergamo Film Meeting dà il via alla sua 39a edizione venerdì 23 aprile, alle ore 20.30 con l’anteprima mondiale di Brucia. Ancora. Paolo Fresu, Elio Biffi, Paolo Spaccamonti, Gerardo Chimini play Il fuoco di Giovanni Pastrone, che sarà trasmessa gratuitamente  sui canali social di BFM.
Il Festival inoltre proporrà 7 lungometraggi in anteprima italiana nella Mostra Concorso; 16 documentari nel concorso Visti da Vicino; la ricognizione nel cinema europeo contemporaneo attraverso la sezione Europe, Now!, con le personali di Mia Hansen-Løve (Francia) e João Nicolau (Portogallo), che sarà arricchita da una selezione dei film di diploma delle scuole di cinema europee che aderiscono al CILECT, e dalle due giornate professionali (26 e 27 aprile) Europe, Now! Film Industry Meetings; la retrospettiva dedicata a Volker Schlöndorff, regista, sceneggiatore, produttore e attore, figura tra le più significative del cinema tedesco del dopoguerra; l’omaggio allo sguardo innovatore della regista ungherese Márta Mészáros e quello a Jerzy Skolimowski, regista, sceneggiatore e attore polacco, tra i protagonisti più importanti e originali del cinema d’autore mondiale; la personale completa della talentuosa animatrice polacca Izabela Plucińska; Incontri: cinema e arte contemporanea, lo spazio dedicato alle contaminazioni tra cinema e arte contemporanea; il Kino Club, sezione per i giovani spettatori; insieme agli eventi speciali e ad un vivace contorno di appuntamenti realizzati grazie al network di collaborazioni con le diverse realtà culturali del territorio e non solo.

Gli organizzatori presentano il Festival con queste parole: “Quando ci siamo messi al lavoro per organizzare la 39a edizione di Bergamo Film Meeting, immaginavamo uno scenario diverso da quello attuale. Pensavamo, infatti, a un’edizione ibrida, che potesse svolgersi parte online e parte in presenza. Non mettevamo in conto un’apertura completa, ma che si potesse almeno entrare in sala, seppure con i posti contingentati. Questo ci avrebbe permesso di mantenere vivi alcuni “passaggi” che riteniamo fondamentali e congeniti alla natura di Bergamo Film Meeting: l’incontro, il confronto, le emozioni e i pensieri condivisi, il senso di una partecipazione consapevole, la coltivazione di conoscenze e amicizie. Purtroppo, l’emergenza sanitaria sta di nuovo inaridendo queste, peraltro tiepide, nostre illusioni.Per questioni organizzative e per esigenze istituzionali, legate ad alcuni enti pubblici che sostengono il Festival, non possiamo andare oltre le date che abbiamo stabilito all’inizio dell’anno. Nel 2022, poi, ci attende un’edizione di grande importanza e significato: Bergamo Film Meeting compie quarant’anni e quindi dobbiamo prepararci, se vogliamo ritornare – come auspichiamo – alle date tradizionali di marzo; dobbiamo metterci sotto al più presto, per organizzare un’edizione all’altezza del rilevante traguardo. Non dimentichiamo, inoltre, che il 2023 sarà l’anno di Bergamo e Brescia capitali della cultura e la nostra Associazione vorrebbe essere protagonista nel panorama delle diverse iniziative che sicuramente celebreranno il valore e la qualità del riconoscimento.
Apprestiamoci a seguire un’edizione inusuale, diversa, cercando di esplorare e capire nuovi strumenti di visione, con curiosità e senza dismettere quella tensione alla scoperta che fa parte del nostro DNA.
Il programma di BFM 39 non ha niente da invidiare a quelli passati; anzi, l’abbiamo reso ancora più ricco, recuperando qualcosa delle proposte mancate lo scorso anno, come gli omaggi a Márta
Mészáros e Jerzy Skolimowski, e aggiungendo altri e sostanziosi percorsi di ricognizione nel cinema del presente e in quello del passato.
A Volker Schlöndorff è dedicata la retrospettiva storica, un atto dovuto a un autore che ha segnato il cinema contemporaneo e che, a parte pochi titoli, non è molto conosciuto dal pubblico italiano.
Classe 1939, ma possiamo dire che gli 82 anni non li dimostra, il regista tedesco è stato una sorta di predestinato: alla scuola dei gesuiti in Francia aveva come compagno Bertrand Tavernier, recentemente scomparso. Tra l’altro, Tavernier, una vera e propria enciclopedia cinematografica
vivente oltreché un grande regista e un importante critico, era stato a Bergamo Film Meeting nel
1993, in occasione della retrospettiva dedicata a Riccardo Freda. Ne è passata di acqua sotto i ponti…
Tornando a Schlöndorff, abbiamo a che fare con una personalità poliedrica: autore di trasposizioni da opere letterarie fondamentali del Novecento, mescolatore di generi, abile direttore di attori, compresi grandi divi del cinema americano ed europeo, indagatore instancabile dei conflitti del presente, coscienza critica della sua Germania, ancora oggi soffocata dall’indicibilità degli orrori nazisti.
Abbiamo più volte, nonostante ogni anno che passa non riusciamo a intravedere decisivi cambi di rotta “politici”, professato la nostra fiducia in un’Unione Europea che sia veramente tale, solidale e promotrice di cittadinanza attiva. Pur nella difficile situazione che il continente sta vivendo, si è aperto qualche spiraglio e il presente sta insegnando qualcosa sull’importanza della cooperazione tra gli stati e sulla condivisione di strategie comuni.
Il cinema europeo copre più del 90% del programma del Festival, con scelte che insistono sulla
conoscenza della produzione contemporanea: la francese Mia Hansen-Løve e il portoghese João
Nicolau sono quest’anno i protagonisti di Europe, Now!, la sezione di Bergamo Film Meeting dedicata a registi emergenti, ma già con una solida carriera alle spalle. Parigina, classe 1981, Mia Hansen-Løve esordisce ancora giovanissima come attrice in alcuni film di Olivier Assayas, una vecchia conoscenza di Bergamo Film Meeting; regista e sceneggiatrice, ha collezionato con i suoi lavori una serie di ritratti, che, come lei stessa ha dichiarato, si ispirano alle persone che ha conosciuto o amato, inanellando storie di amore, abbandono, crescita e rinascita. João Nicolau è nato a Lisbona e ha studiato antropologia. Lavora come regista, montatore, attore e musicista. Autore di un cinema fuori dagli schemi, esplora le vite di personaggi eccentrici, fragili ma determinati nel perseguire le loro passioni e, perché no, le loro manie di umana sopravvivenza.
Vogliamo ricordare, in questa edizione, una figura a noi particolarmente cara, Agnès Varda,
scomparsa nel marzo del 2019, che nel lontano 2001 era stata a Bergamo e di cui avevamo avuto
modo di apprezzare la vivacità, il rigore e la simpatia. Cinque film, visibili sulla piattaforma Mubi, che sono insieme un ricordo affettuoso e riconoscente e un invito ad aprirsi alla varietà del reale e alle sue sorprese, alle persone e alla loro inesauribile creatività. Agnès ci aiuta a pensare che possa esistere un mondo diverso.
Ma non vogliamo entrare troppo nei dettagli di questo Festival: di film ce ne sono, ne abbiamo contati circa 150 e rappresentano tanti generi e autori, vecchi e nuovi. Le sale virtuali sono tre, abbonarsi è semplice, c’è tutto il tempo perché ognuno possa organizzare i propri itinerari di visione. E per votare i film dei due concorsi, entrambi ricchi di opere che ci fanno viaggiare in territori a volte sconosciuti e che ci permettono di andare incontro al futuro di autori che si presentano sulla scena con opere già mature per stile e capacità narrative.
Per quest’anno va così: sarà un’esperienza nuova, dove la tecnologia è la risorsa che ci permette di rimanere insieme o comunque legati, “diversamente” connessi. Restituiamo valore alla voce, usando magari il telefono come tale, scambiandoci impressioni, pareri, giudizi: dal vivo, ascoltando e replicando, semplicemente conversando, come tra vecchi amici, immaginando di essere seduti attorno a un tavolo, sotto il sole primaverile, a bere qualcosa insieme.
In collaborazione con il Comune di Bergamo e Lab 80 venerdì 23 aprile alle ore 20.30 presentiamo sul canale YouTube di BFM l’anteprima mondiale di Brucia. Ancora. Paolo Fresu, Elio Biffi, Paolo Spaccamonti, Gerardo Chimini play Il fuoco di Giovanni Pastrone, un film girato nei luoghi che sono stati teatro di eventi della storia più recente di Bergamo Film Meeting: variazioni cinematografiche e musicali di grande suggestione, semplicemente per dire che, nonostante tutto, la vita continua, che noi continuiamo a “tenere un piede” nella fascinazione e nella tessitura di emozioni che solo la platea è in grado di produrre. Teniamo vivo lo spirito di corpo, aspettando che la scienza ci aiuti a uscire quanto prima da questo groviglio. Alla fine, quando torneremo liberi, ci sembrerà di avere fatto un lungo e difficile viaggio, che ci lasceremo alle spalle non appena ci siederemo in sala, davanti a uno schermo veramente tale”.

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