Addio al Maestro Franco Battiato, geniale artista della musica italiana

Si è spento questa mattina nella sua casa di Milo a 76 anni Franco Battiato, tra i piu’ grandi artisti italiani di sempre.

Nato a Jonia il 23 marzo 1945, ha iniziato la sua carriera alla fine degli anni ’60 grazie a Giorgio Gaber che lo ha aiutato ad ottenere il suo primo contratto discografico. Negli anni ’70 ha pubblicato album sperimentali come “Fetus” e “Pollution” contaminando la musica d’autore italiana con il rock, l’elettronica, la classica, e le sonorità orientali. Tra i suoi successi più celebri ricordiamo “Bandiera bianca”, “Voglio vederti danzare”, “Centro di gravità permanente”, “Cuccurucucù Paloma”, “E ti vengo a cercare”, “Pollution”, “L’Egitto prima delle sabbie”, “L’era del cinghiale bianco”, “La stagione dell’amore”, “Prospettiva Nevskij”, “L’animale”, “Tutto l’universo obbedisce all’amore”, e la meravigliosa “La cura”.

Artista versatile, colto, ironico, elegante, curioso sperimentatore del nostro panorama musicale, ha rivoluzionato la musica italiana fondendo più registri e coniugando lo spirito più avanguardistico a quello più popolare.

La sua creatività ha trovato terreno fertile anche in altri ambiti artistici come la pittura,  l’editoria, il cinema, componendo le colonne sonore per i film “Una vita scellerata” e “Il giorno di San Sebastiano”, contribuendo a definire la sua originale personalità.

Alcuni problemi di salute hanno costretto il Maestro Battiato a ritirarsi dalle scene nel 2019 dopo aver pubblicato l’album “Torneremo ancora” uscito nel 2019, che contiene l’omonimo brano inedito e 14 tra i pezzi più rappresentativi della sua opera, registrati durante le prove di alcuni concerti nel 2017 con la Royal Philharmonic Concert Orchestra, diretta dal Maestro Carlo Guaitoli.

Nella sua carriera ha collaborato con tanti artisti, da Claudio Baglioni ai CSI, da Enzo Avitabile a Pino Daniele, dai Bluvertigo a Tiziano Ferro, passando per Milva, Lucio Dalla, Adriano Celentano, i Subsonica, Marta sui Tubi, Alice e Giuni Russo.

“A volte mi sembra di essere stato toccato da una carezza invisibile mentre compongo. E allora mi accorgo di aver creato qualcosa di molto superiore alle mie aspettative”. Grazie Maestro per le meravigliose poesie in musica che ci ha regalato e che continueranno a riecheggiare nell’aria.

di Francesca Monti

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