Intervista a Roberta Usardi: “World è un assaggio del mio mondo interiore”

“In che mondo viviamo? cosa vediamo quando ci guardiamo allo specchio? Cosa ci manca? Cosa desideriamo?”

Sono tutte domande alle quali cerca di dare una risposta l’ep “World”, pregevole esordio solista della cantautrice e musicista milanese Roberta Usardi, appena uscito su etichetta “La Stanza nascosta Records”.

Bristol sound, dream-pop à la Cocteau Twins e folk scandinavo si intrecciano in un lavoro dalla forte attitudine sperimentale, magistralmente arrangiato dal produttore Salvatore Papotto.

Roberta Usardi, che Sms News Quotidiano ha incontrato per una chiacchierata sull’ep, intesse fini arazzi vocali, alternando soavità ethereal e fervore drammatico.

Ha definito l’ep “World” un inner concept. Vuole precisare meglio cosa intende? E’ una sorta di lavoro tematico sull’interiorità?

“Sì, “World” è un assaggio del mio mondo interiore. Quando ho scelto i brani da inserire nell’EP ho capito che era questo il filo conduttore, la ricerca di me stessa, a partire da “World”, il brano più recente, che ho scritto ad aprile 2020. Il mio modo di scrivere volge lo sguardo verso l’interno, esplorando strade diverse, con l’intento di fare luce sulle zone buie. In questo EP la strada è la ricerca dell’identità”.

Il singolo World è accompagnato dal videoclip ufficiale, scritto e diretto da Koji Ogawa. Com’è stato lavorare con un professionista così stimato e prestigioso? Ha un aneddoto da backstage da raccontarci?

“È stato un bellissimo e intenso lavoro, non avevo mai girato un videoclip. Koji Ogawa è un professionista molto preciso, mi sono trovata a mio agio dal primo momento. Ringrazio anche Marco Maitti che ha svolto tutte le riprese in modo ineccepibile.

Mi viene in mente questo episodio, avvenuto nel luogo delle riprese all’aperto, in cima al Monte Stella a Milano. Era circa l’una del pomeriggio, avevamo appena terminato di girare le parti in playback ed è arrivata una squadra di manutentori ad avvisare i presenti che quella parte non sarebbe stata più agibile per il resto della giornata. Abbiamo avuto fortuna, non avremmo potuto continuare oltre! Ce l’abbiamo fatta per un pelo”.

Per charme timbrico e carisma interpretativo è stata accostata a Kate Bush, Björk e Eivør Pálsdóttir. Quale delle tre vocalità sente più vicina?

“Oltre alle artiste che ha citato amo moltissimo Joni Mitchell, Tori Amos, Sara Bareilles solo per citarne alcune… sono voci che mi ispirano e mi danno grandi emozioni. Tra le italiane amo molto la vocalità e l’espressività di Cristina Donà”.

Nel suo esordio sembra guardare sia alla scena britannica che a quella folk scandinava… cosa la affascina in particolare di questi due mondi sonori?

“Mi affascina molto l’immaginario che questi ambienti sonori evocano, mi portano in altri luoghi  creando una dimensione a parte”.

In alcune scene del videoclip indossa la maschera di Kitzune, la volpe, proveniente dall’immaginario mitologico giapponese. Kitzune ha una doppia anima: da una parte infatti è considerata un Kami, uno spirito benevolo, dall’altra può presentarsi come un yōkai, uno spirito ingannatore. Anche nel videoclip avete voluto riprodurre questa ambivalenza? 

“La maschera di Kitzune è stata una sorpresa che ho scoperto il giorno delle riprese al chiuso del videoclip, Koji l’ha portata con sé pensando al significato del brano e al tema dello specchio, di cui avevamo parlato. Chi si conosce davvero fino in fondo? Quali parti emergono nella vita e quali rimangono nascoste, a volte anche a noi stessi? L’idea di inserire la mitologia giapponese mi è piaciuta subito, la cultura delle civiltà orientali mi ha sempre incuriosito e ciò che rappresenta la volpe Kitzune calzava perfettamente. Inoltre la maschera, di qualunque tipo sia, obbliga a incentivare la comunicazione con il resto del corpo”.

L’ep World è interamente arrangiato dal musicista e produttore toscano Salvatore Papotto. Come è avvenuta la scelta della veste da dare ai suoi brani?

“Creo i demo dei miei brani con pianoforte e voce e fino a poco tempo fa avevo sempre lavorato agli arrangiamenti in sala prove con dei musicisti seguendo un’ispirazione rock. Per questo EP da solista è cambiato tutto e mi sono affidata ai consigli e alla sensibilità di Salvatore, che ha cucito l’arrangiamento sulle caratteristiche della mia voce, in modo tale che venisse esaltata in tutti i suoi registri. Ci siamo sempre confrontati per ogni brano ed è stato molto emozionante per me sentire che il risultato finale rispecchiava il messaggio che volevo trasmettere”.

E’ orgogliosa di questo lavoro, così raffinato e inusuale?

“Moltissimo, penso che sia stato un ottimo lavoro di squadra e per questo ringrazio di cuore Salvatore Papotto, un musicista, produttore e arrangiatore notevole”.

di Clara Lia Rossini

Foto di Gabriele Lopez

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