Intervista con Beppe Convertini, alla conduzione di “Uno weekend”: “Consumiamo i prodotti italiani e andiamo in vacanza nel nostro paese per aiutare la ripartenza”

Beppe Convertini, tra i conduttori televisivi più apprezzati dal pubblico, è al timone insieme ad Anna Falchi di “Uno weekend”, in onda su Rai 1 il sabato dalle ore 8.30 alle 10.30 e la domenica dalle ore 8.20 alle 9.30.

Un programma che racconta l’Italia delle tradizioni e dei mercati, con i loro profumi e colori, che ancora sopravvivono soprattutto in provincia, dove acquistare prodotti freschi e vestiti, ma che diventano anche luogo di incontro tra le persone, di scambio di informazioni, di convivialità.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Beppe Convertini che ci ha parlato di “Uno weekend”, di Linea Verde che conduce con Ingrid Muccitelli e Peppone Calabrese, della sua ricetta del cuore ma anche della Nazionale, regalandoci infine un ricordo di Raffaella Carrà.

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Beppe, iniziamo con “Uno weekend”, in onda il sabato e la domenica su Rai 1, in cui attraverso il luogo d’incontro per eccellenza, il mercato, vengono mostrate le abitudini e le tradizioni italiane…

“Al sabato, con collegamenti da città del Nord e del Sud, ad esempio questo weekend saremo a Vinci e Napoli, raccontiamo i mercati, dove non si acquistano solo i prodotti freschi ma sono anche un luogo di incontro per mamme, papà, nonne e nonni che chiacchierano e bevono insieme un caffè. Confronteremo i prezzi, andando a vedere cosa si consuma di più e facendo delle valutazioni legate ai prodotti più acquistati. Nel programma c’è anche uno spazio dedicato agli animali, in cui parliamo della vita nei canili e nei gattili, delle spese che si sostengono per i nostri amici a quattro zampe, di come possiamo dedurre le tasse e promuoviamo anche una campagna contro l’abbandono.

Lo scorso weekend abbiamo fatto un tributo a Carla Fracci, mentre questa settimana omaggiamo Raffaella Carrà con vari ospiti come Costanzo, Conti, Platinette, Sandra Milo, Cecchi Paone ripercorrendo la sua carriera e la sua vita. Parleremo anche della Nazionale di calcio a poche ore dalla finale degli Europei, insieme ad alcuni calciatori e ai commentatori di Rai Sport mentre Paolo Fox illustrerà l’oroscopo dei prossimi sette giorni. La domenica abbiamo il pranzo con una famiglia napoletana, le immagini esclusive del matrimonio di Alex Belli, festeggeremo il compleanno di Lino Banfi, avremo ospiti anche Orietta Berti, Paolo Conticini, Annalisa Minetti. Con i nostri inviati faremo conoscere le bellezze dell’Italia, tra città d’arte, mare, montagna. Il consiglio che possiamo dare è consumare prodotti italiani che sono i migliori in assoluto e andare in vacanza nel Belpaese, perché in questo modo si aiutano i settori turistico, enogastronomico, agricolo, artigianale a ripartire dopo le difficoltà legate alla pandemia”.

Insieme a te alla conduzione del programma c’è Anna Falchi, con cui c’è un ottimo feeling artistico e con cui avevi già lavorato in “C’è tempo per…” la scorsa estate…

“C’è una grande complicità tra noi, ci capiamo al volo con uno sguardo, c’è amicizia, affetto, rispetto, e siamo felici di rivivere un’estate insieme, davanti e dietro le quinte”.

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Beppe Convertini con la sua splendida mamma (credit profilo Facebook)

A proposito di tradizioni, qual è la tua ricetta del cuore?

“La ricetta del cuore è un piatto della tradizione pugliese che preparava mia nonna e che mia mamma cucina a pranzo ogni domenica facendo la pasta a mano: le orecchiette con le cime di rapa. E poi le polpette… da ragazzo mi svegliavo la domenica mattina con il loro profumo e le mangiavo a colazione al posto di latte e biscotti (ride)”.

Qual è il ricordo più bello che conservi riguardo i pranzi della domenica in famiglia?

“Ricordo con piacere quando si preparavano la vendemmia o le conserve per l’inverno e si pranzava tutti insieme, nonni, nonne, papà, mamma e sorelle, la domenica ai trulli in Valle d’Itria”.

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Beppe Convertini e Ingrid Muccitelli in una puntata di “Linea Verde”

E’ da poco terminata la stagione di “Linea Verde” che ha riscosso un grandissimo successo. Quali sono state le difficoltà maggiori che avete incontrato in questa edizione, tenendo conto delle restrizioni legate alla pandemia?

“Innanzitutto ringrazio il pubblico di Rai 1 che ci ha seguito con grandissimo affetto, tanto che c’è stato un incremento di spettatori, con uno share oltre il 23%. Con la pandemia è stato complicato perché non c’erano treni, aerei, i ristoranti e gli alberghi in molti casi erano chiusi, abbiamo viaggiato durante il lockdown in zone rosse e arancioni, però sostanzialmente è stato bello raccontare l’Italia anche in un momento così difficile. Vorrei sottolineare l’amore, il cuore, la caparbietà, il sacrificio, il duro lavoro di agricoltori, allevatori e artigiani che nonostante le restrizioni assicuravano i prodotti freschi sulle nostre tavole. E poi è tornato il porta a porta, con i camioncini che consegnavano verdure, latte, formaggi ogni mattina. L’agricoltura è il cuore pulsante della nostra economia e del made in Italy che viene apprezzato in tutto il mondo”.

In queste due stagioni alla conduzione di “Linea Verde” c’è stato un incontro che ti ha maggiormente colpito?

“Ce ne sono tantissimi ma ne cito uno in particolare. Alla Tonnara di Scopello, vicino a Trapani, nella Riserva dello Zingaro ho incontrato un ex rais ultraottantenne che mi ha raccontato la sua vita complicata da tonnaroto con giorni e giorni trascorsi in mare, con fatica e sacrifici. Quello che mi ha colpito di più è la difficoltà di vivere la famiglia perché stava tanto tempo in acqua e in inverno andava in Africa a fare lo stesso lavoro e quindi era assente per mesi. Il fatto poi che si sia messo sottobraccio, come si usa fare al Sud con gli amici e mi abbia considerato tale, mentre lo conducevo in questa passeggiata lungo il mare parlando della sua vita, è stato molto emozionante”.

A proposito di musica, nel 1994 hai esordito in tv con il Festivalbar. Che ricordo hai di quegli anni?

“Gli anni Novanta sono stati speciali, interessanti. Era l’epoca dei Depeche Mode, dei Nirvana, dei Cure, e poi dei Prodigy, di Ricky Martin, un decennio dove si è ascoltato e ballato della bella musica. Li ho vissuti tra Torino e Milano ed è stato affascinante. C’era un grande fermento musicale anche in Italia, con canzoni che sono diventate evergreen. Era l’epoca di Attenti al Lupo di Lucio Dalla, Uomini Soli dei Pooh, Quando di Pino Daniele, Mare Mare di Luca Carboni, Gli uomini non cambiano di Mia Martini, Con te partirò di Andrea Bocelli, La cura di Franco Battiato, uno dei brani più belli della discografia italiana, scritto da un poeta della musica che purtroppo abbiamo perso recentemente. In particolare mi piacevano tantissimo Strani amori di Laura Pausini e Certe Notti di Ligabue”.

Ti va di regalarci un ricordo della grande Raffaella Carrà?

“Ho incontrato Raffaella Carrà diverse volte. Come tutti i grandi era una persona semplice, carina, disponibile, gentile, la reputo la più grande artista italiana, un talento straordinario e irripetibile, cantava, ballava, presentava, recitava, aveva una bravura infinita. Era conosciuta in Italia, Spagna, Sudamerica, era la star delle star”.

Chiudiamo con una battuta sulla Nazionale del ct Mancini che agli Europei sta facendo sognare gli italiani…

“L’Italia ci sta facendo sognare, ogni partita è un’emozione continua, è talmente meravigliosa questa Nazionale che è inutile nascondersi… tutti noi italiani, in Italia e nel mondo, vorremmo conquistasse il titolo Europeo perché ha fatto una cavalcata straordinaria, però non facciamo pronostici per scaramanzia. Questa squadra ha dimostrato di essere composta non solo da talenti ma da grandi uomini, si è visto ad esempio quando hanno dedicato a Spinazzola la vittoria con la Spagna. Un altro punto di forza è il ct Mancini che è stato perfetto, non solo ha valorizzato i singoli ma ha creato un gruppo di amici, solidali l’uno con l’altro. Quello spirito di squadra ha affascinato ed emozionato tutti e proprio come gli azzurri anche noi insieme dobbiamo far ripartire e rinascere l’Italia perché è il posto che amiamo e che abbiamo nel cuore”.

di Francesca Monti

grazie a Tommaso Martinelli

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