VENEZIA78: “Land of dreams” è il film di Shirin Neshat e Shoja Azari presentato nella sezione Orizzonti Extra

“Land of dreams” è il film di Shirin Neshat e Shoja Azari, interpretato da Sheila Vand, Matt Dillon, William Moseley, Isabella Rossellini, Christopher McDonald, Anna Gunn, Joaquin de Almeida, Robin Bartlett, Gaius Charles, Nicole Ansari-Cox, Mohammad B. Ghaffari, presentato nella sezione Orizzonti extra alla 78a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Simin è una donna iraniana che intraprende un viaggio alla scoperta di cosa significhi essere un cittadino americano libero. Lavora per l’ufficio del censimento statunitense che, per controllare i cittadini, ha avviato un programma di registrazione dei loro sogni. Inconsapevole di questa trama infida, Simin è combattuta tra la compassione che prova per coloro dei quali sta registrando i sogni e la verità che intende trovare al loro interno. Perseguitata dal ricordo del padre giustiziato dal regime islamico in Iran, Simin ha sviluppato una strategia di adattamento creando un mondo di fantasia e di finzione. Registra i sogni dei suoi intervistati, li interpreta in lingua farsi e li pubblica sui social media dove i suoi follower iraniani aumentano sempre di più.
Presto Simin incontra Mark, un girovago, un’anima libera e un poeta, che si dichiara innamorato di lei a prima vista. Poi è la volta di Alan, un cowboy cinico diventato poliziotto, maschilista e con il tipico spirito di avventura americano. In questo trio, Simin scopre che la competizione e il conflitto tra i due uomini la divertono e, in segreto, si gode la situazione. Scherzoso e toccante, Land of Dreams prende atto, in modo surreale e satirico, della grandezza dell’esperimento americano e insieme offre un segnale di avvertimento su ciò a cui potremmo andare incontro.

“Il film si ispira alla nostra esperienza di immigrati iraniani in America dagli anni Settanta e alla percezione della cultura americana di un francese come Jean-Claude. Il discorso è perciò il prodotto delle nostre sensibilità e dei nostri punti di vista di stranieri nei confronti di una nazione che amiamo, ma che osiamo criticare.
Dal punto di vista stilistico, il film è il risultato di un incontro tra una lingua profondamente personale, visiva e concettuale e il tocco leggendario dello sceneggiatore Jean-Claude Carrière, con l’arguzia, lo spirito e l’umanità che lo caratterizzano”, raccontano i registi.

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