VENEZIA78: I registi Davide Alfonsi e Denis Malagnino tornano alla Mostra del Cinema con “I giorni bianchi”

Dopo il successo di “La Rieducazione”, presentato come evento speciale alla 21ma Settimana della Critica, i registi Davide Alfonsi e Denis Malagnino tornano al Festival di Venezia con “I giorni bianchi”, una pellicola drammatica, girata in un mese e prodotta da Donkey’s Movies e Full Frame di Marco Pocetta, che in stile neorealista racconta la quarantena di una famiglia italiana: i giorni del primo lockdown, interpretati da un infermiere e da una maestra.

Il film sarà presentato giovedì 9 Settembre alle ore 14.00 presso lo Spazio Incontri Venice Production Bridge dell’Hotel Excelsior di Venezia, in occasione del 27° Forum FEDIC curato da Paolo Micalizzi, grazie al dinamismo e all’intraprendenza dell’Evoque Art House di Mauro John Capece, presente in laguna con “Reverse”, “La danza nera” e “Padre Amorth – L’esorcista”.

Italia, Marzo 2020. Il Premier Conte annuncia il lockdown nazionale per arrestare la crescita prorompente dei morti da Covid: “State a casa” è il messaggio raccomandato a tutte le famiglie per rallentare il diffondersi del virus, ma la chiusura totale adottata acuisce in molti nuclei, già precari e in difficoltà, i disagi esistenti. In quello narrato nella pellicola “I giorni bianchi” riaffiorano problemi latenti innescando un climax di follia che sfocerà in un delirio. Mentre all’esterno cresce il numero dei morti e delle attività commerciali chiuse, all’interno di una famiglia si consuma una tragedia nella tragedia con un pathos da film horror che mostra, con primi e primissimi piani alla “Roma” di Cuarón, i problemi scaturiti dal necessario “Stay At Home”.

“Tre personaggi esemplari dell’Italia di oggi – così dichiara Davide Alfonsi, uno dei registi del film – condividono i loro giorni di quarantena. Un maschio schiacciato da responsabilità più grandi di lui, una donna sterile che agogna una maternità impossibile, un demente in balia di deliri calcistici. Un cane a guardia della normalità che sta andando a pezzi, nella ripetizione automatica di gesti e azioni, che mal celano il seme della follia, nell’assordante cacofonia di elettrodomestici, sotto lo sguardo di ammennicoli, casa rifugio di insetti vivi e morti. Di fuori un mondo che non esiste più, dal quale provengono solo le voci metalliche dei gerarchi che salmodiano numeri e dati”.

Con la partecipazione straordinaria di Simona Malagnino, maestra di scuola primaria per la prima volta sullo schermo che ha trascorso il lockdown divisa tra il  set e la DAD, e di Daniele Malagnino, infermiere di una Rsa.

“Per me recitare nel film I giorni bianchi – così ha dichiarato Simona Malagnino – è stata un’esperienza bellissima che non mi aspettavo di fare perché è capitata all’improvviso. Sono stata coinvolta facilmente perché sono una familiare: Daniele è mio fratello e Denis mio cugino.  A differenza del ruolo che interpreto nel film, ho trascorso la quarantena in qualità di insegnante impegnata in Dad: come la partecipazione al film anche la Dad è stata un’esperienza inaspettata e ho vissuto come tutti le avversità. È stato difficile coinvolgere i ragazzi e normalizzare il tutto: è proprio l’esperienza del lockdown ha facilitato la mia partecipazione al film”.

“I giorni bianchi” è il primo film italiano drammatico sul lockdown, trasmesso sulle nuove piattaforme televisive on demand SkyPrimaFila, Amazon Prime Video, Apple Tv Plus, Chili, The FilmClub, Rakuten e Google Play.

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