Mariangela Melato, la Signora del teatro, avrebbe compiuto oggi 80 anni

Mariangela Melato, la Signora del teatro e del cinema, avrebbe compiuto 80 anni oggi, 19 settembre.

Attrice con la A maiuscola, ironica e versatile, semplice e riservata, era capace di interpretare in modo impeccabile e sempre credibile sia ruoli comici sia drammatici, passando dalle commedie per il grande schermo come “Mimì metallurgico ferito nell’onore”, alle tragedie greche, da Pirandello o Shakespeare che portava nei teatri, fino al musical “Sola me ne vo'” del 2007.

Milanese di origine, Mariangela Melato ha debuttato a teatro nel 1960 nella compagnia di Fantasio Piccoli, poi ha lavorato con Dario Fo dal ’63 al ’65, in “Settimo ruba un po’ meno” e “La colpa è sempre del diavolo”, con Luchino Visconti (1967, nella Monaca di Monza) e con Ronconi, l’anno successivo, nell'”Orlando Furioso”. Poi il passaggio al cinema. Dopo l’esordio con Pupi Avati in “Thomas e gli indemoniati” (1969), arrivano tanti grandi successi come “Per grazia ricevuta” di Nino Manfredi, “La classe operaia va in paradiso” di Elio Petri, diretta da Lina Wertmuller in “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” con Giancarlo Giannini, “La poliziotta” di Steno, “Caro Michele” di Mario Monicelli, “Casotto” di Sergio Citti.

Dal 1993 è stata legata al Teatro Stabile di Genova, mettendo in scena “Un tram che si chiama desiderio” e “L’affare Makropulos”, fino a “Sola me ne vo'”, in cui si raccontava senza maschere, ballando e cantando sul palco. Tra il 1993 e il 2005 ha interpretato vari film per il cinema come “La fine è nota” (1993) di Cristina Comencini, “Panni sporchi” di Monicelli e “Un uomo perbene” di Maurizio Zaccaro (1999), “Vieni via con me” (2005) di Carlo Ventura, e per la tv “Scandalo” e “Rebecca, la prima moglie”.

Si è spenta a 71 anni l’11 gennaio 2013 dopo una lunga malattia. Era legata da tantissimi anni a Renzo Arbore.

“Mi considero un’attrice nel senso antico della parola e un’attrice deve poter fare tutto, teatro, cinema, tv. E deve far piangere o ridere il pubblico, usando in modo diverso sempre i soliti ingredienti: la faccia, gli occhi, la bocca, il corpo. Senza troppi travestimenti”, diceva di sé Mariangela Melato.

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