Intervista con Arianna Talamona, argento ai Giochi Paralimpici di Tokyo2020 nella staffetta 4×50 sl mixed: “Questa medaglia è un premio per non essermi mai arresa nonostante le difficoltà”

Ha iniziato a nuotare da piccola e nel corso della sua carriera ha collezionato medaglie iridate nonché il meraviglioso argento conquistato ai Giochi di Tokyo2020 nella staffetta 4×50 sl mixed, ma Arianna Talamona, oltre ad essere una grande campionessa in forza alla Polha Varese, è anche una ragazza dal cuore d’oro, sempre pronta a dare una mano agli altri, è laureata in Psicologia ed è un vulcano di idee e di passioni.

Tra queste ci sono la moda e i social, tanto che è molto seguita sul suo profilo Instagram @talamona94 e ha una pagina di lifestyle dove racconta la sua quotidianità con foto e post molto interessanti.

In questa piacevole chiacchierata Arianna Talamona ci ha raccontato le emozioni vissute a Tokyo e i suoi prossimi progetti.

Arianna, cos’hai provato conquistando uno splendido argento nella staffetta 4×50 sl mixed ai Giochi di Tokyo2020 e cosa rappresenta per te questa medaglia?

“E’ un premio per aver tenuto botta, essermi concentrata e aver portato a termine questo percorso nonostante le difficoltà che ci sono state e che hanno inciso tanto. Vedere che rialzarsi e non mollare ha portato un risultato è stato super soddisfacente”.

Rispetto a Rio2016 come hai vissuto questa tua seconda esperienza paralimpica?

“Essendo la mia seconda Paralimpiade avevo una consapevolezza maggiore. Essere riusciti ad arrivare a Tokyo dopo la pandemia, il rinvio dell’edizione 2020 e un’annata che per me ha avuto un po’ di complicazioni ha reso tutto ancora più emozionante. Alla fine sono stati dei Giochi intensi”.

Qual è il ricordo più bello che ti porterai nel cuore di questa edizione dei Giochi così storica e particolare? 

“Le persone. I giapponesi sono molto riservati ma hanno questo modo di accoglierti incredibile e vedere che nonostante tutto c’è stata la voglia di conoscere altre culture è stato bellissimo”.

Come ti sei avvicinata al nuoto?

“Quando ero piccola i miei genitori mi hanno portato in piscina perché il nuoto faceva bene per la schiena e per i dolori. Per un po’ di tempo ho nuotato per divertimento, poi ho iniziato a fare le gare perché ero stufa che mi chiedessero di farle, così ho provato e non ho più smesso”.

Cosa simboleggia per te l’elemento acqua?

“Rappresenta la libertà ma anche un mezzo per crescere, perché ti devi allenare, devi fare fatica, devi fare i conti con te stessa. L’acqua, essendo isolante, amplifica tutto”.

I Giochi Paralimpici di Tokyo2020 sono stati eccellenti per l’Italia con 69 medaglie vinte e c’è stata finalmente una adeguata copertura da parte dei media. Cosa manca ancora per fare un ulteriore passo in avanti?

“Sicuramente è sempre importante coltivare le nuove generazioni, perché noi diventiamo grandi, un giorno smetteremo di nuotare e deve esserci un ricambio generazionale che copra tutte le classi, per cui portare i bimbi in piscina ad allenarsi è fondamentale. Per il resto stiamo crescendo e i risultati si vedono, non ci sono grosse mancanze, a parte il fatto che si tende a sottovalutare la psicologia sportiva ed è un peccato. A Tokyo ad esempio non avevamo una psicologa e questo vuoto, da laureata in psicologia, andrebbe colmato in quanto si dovrebbe tenere conto anche della gestione dello stress durante certe gare e quella mentale durante la preparazione”.

Sei laureata in psicologia, come mai hai scelto questo corso di studi?

“Io stessa stavo seguendo un percorso da una psicologa e mi ero resa conto che mi faceva bene, così ho sentito il desiderio di aiutare gli altri e ho iniziato questo corso di studi”.

Tra le medaglie che hai vinto finora qual è stata quella che ti ha dato maggiore soddisfazione?

“L’oro ai Mondiali di Londra 20219 è stato una soddisfazione incredibile, è stata la prima volta e vincerlo nei 50 delfino, una gara non scontata, dove c’erano tante ragazze competitive, è stato un grande risultato”.

Quali sono i tuoi passatempi preferiti?

“Faccio mille cose diverse, mi occupo dei social e della creazione di contenuti, poi mi piacciono la moda, il trucco, i videogiochi, leggere”.

A proposito di social, com’è nata l’idea della pagina “Lo stile di Arianna” https://www.facebook.com/lostilediarianna?

“E’ nata nel 2016 come un blog, poi è diventata la mia pagina social su Instagram e Facebook. Inizialmente parlavo di moda perché alcune ragazze mi chiedevano come mi vestivo o alcuni accorgimenti con la carrozzina e da lì è partito tutto e si è evoluta. Ora cerco di trattare tanti argomenti diversi, dal sociale all’ambiente, al fashion, pubblicando anche dei contenuti divertenti. L’idea è cercare di far vedere la mia quotidianità e di aiutare le persone, quando posso, con un contatto diretto o con qualche consiglio”.

Cosa ci racconti invece riguardo il gioiello Marimino da te ideato?

“E’ nato da un’amicizia con il fondatore di Marimino che si chiama Andrea Zatti. Un giorno gli ho proposto di creare un gioiello acquatico, abbiamo trovato un’alga molto piccola che si poteva inserire in una sfera, e abbiamo poi pensato di fare anche una raccolta fondi destinati all’associazione Give me a hand, in quanto c’è sempre questo risvolto, per me importante, di aiutare gli altri”.

Tra i tuoi progetti c’è anche quello di creare una linea di abbigliamento?

“Di sogni nel cassetto ce ne sono tanti, sono fortunata ad avere diverse porte che si possono aprire e spero di realizzare anche una mia linea di abbigliamento”.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

“Non te lo so dire, dopo i Giochi e questo anno difficile ho bisogno di capire cosa voglio fare. Teoricamente ci sarebbero i Mondiali a giugno, vedremo cosa succederà. Nel frattempo sto per iniziare un Master in Sport, digital marketing ed communication per prepararmi a livello professionale in quanto mi piacerebbe portare agli altri la mia esperienza”.

di Francesca Monti

credit foto pagina Facebook Lo stile di Arianna

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