Davide Peron: Dopo il singolo apripista ”LA DISOBBEDIENZA” esce il nuovo album PASSAGGI

A tre mesi di distanza dal singolo La Disobbedienza, esce per Soyuz, il sesto lavoro sulla lunga distanza del cantautore vicentino Davide Peron, uno dei più solidi esponenti della musica d’autore dello stivale. Il disco, dal titolo evocativo Passaggi, è interamente prodotto da Claudio Corradini, tra i maggiori produttori e arrangiatori italiani, scomparso prematuramente a luglio 2021.
Nato nella provincia di Vicenza, nelle terre di nord-est, dove la pianura padana incontra le Piccole Dolomiti, Davide evidenzia in ciò che suona e canta le radici della propria terra legata al lavoro, inteso non come bieco guadagno ma come attività reiterata nel tempo, onesta e faticosa caratterizzata dalle bellezze naturali, soprattutto quelle montane. Racconta le radici ma anche l’altro dando voce all’animo umano nel senso più profondo. Le sue canzoni si nutrono di semplicità, naturalezza, pulizia nella costruzione di musiche e testi. Affiora, forte, nei suoi testi anche l’impegno sociale: La pallottola, uno dei pezzi di più marcato impegno civile, è stato scelto come inno da LIBERA (coordinamento Veneto), l’associazione italiana di Don Luigi Ciotti che si batte contro tutti i generi di criminalità organizzate.

Ha cinque album all’attivo: Davide Peron (1998 – P8Studio), Aria Buona (2008 – Top Music), Fin Qui (2012 – A.P.), Imbastir Parole (2014 – ThisPlay music), Inattesi (2018 – New Model Label), considerato da Radio1Rai FVG Album rivelazione del 2018. E’ presente con le sue canzoni anche in due compilation: Un sorriso per le Madonie (2007 – Storie di Note), Contrasti e incontri d’autore (2009 – Acne). Ha aperto concerti alla stella internazionale Willie Nile oltre che a Eugenio Finardi, Marco Ferradini e ai Mariposa. Dà vita anche al conosciuto Mi rifugio in tour, percorso musicale-culturale-naturalistico estivo a tappe nei rifugi di montagna delle Piccole Dolomiti, dove si esibisce regolarmente in originali concerti tra prati e vette dal 2008.  Grande importanza per il suo lavoro è l’incontro tra musica e teatro. Ha ideato due spettacoli teatrali-musicali in occasione della ricorrenza del centenario della Grande Guerra: lo spettacolo 99 Rico va alla guerra, ideato assieme all’attore Marco Artusi, e lo spettacolo Una calza a salire e una a scendere, con l’attrice Eleonora Fontana, distribuito in tutta Italia dalla compagnia professionista Teatro della Gran Guardia di Padova. Entrambi hanno ricevuto il riconoscimento ufficiale del patrocinio del Comitato Scientifico Grande Guerra per il Centenario – Regione Veneto.

“Questo album sta ricevendo bellissime recensioni. E’ l’ultimo disco prodotto ed arrangiato da Claudio Corradini, uno dei più accreditati produttori e arrangiatori italiani, per questo sento molta responsabilità. Il disco inizia con delle percussioni che proprio Franco Battiato gli aveva dato, oltre ad altre orchestrazioni, e gli aveva detto: “troverai una giusta collocazione in futuro, saprai tu dove metterli per qualche tuo prossimo lavoro”. E così, alcune tra queste, sono capitate a me, sono nel mio disco: è davvero un grande onore. Quando la propria musica viene toccata dal genio di Battiati, non si può che esserne grati”, racconta l’artista. “Non sono capace di inventare ciò che non c’è: ogni parola, ogni nota del disco racconta la realtà che vedo, il bisogno di vedere nell’altro una possibilità e non un limite, le tante circostanze che ci portano ad essere diversi e allo stesso tempo uguali, la necessità di capire che siamo di passaggio e che tutti i PASSAGGI forgiano una parte di noi: le persone che incontriamo ci cambiano, le esperienze che viviamo ci segnano, i dolori che toccano la nostra vita ci temprano e tutti questi passaggi di vita hanno come risultato NOI, così alla fine di tutto, finiti, fallibili, sbagliati e giusti.
Quando è nato il mio secondo figlio, Luigi Gregorio, ho voluto regalargli un disco che dicesse come vedo il mondo. Lasciare anche a lui, così come ho fatto con il precedente disco Inattesi per la mia prima bambina Anita Maria, un regalo. Una delle poche cose che so fare è lasciare che la Musica mi usi come strumento, così mi sono messo in ascolto. Le canzoni sono arrivate.
L’ingrediente che è presente su tutto il disco è l’incontro con l’altro, questa vita che ci porta a conoscere persone così diverse da noi, a volte difficili da comprendere perché strane o con vissuti duri che ci lasciano inermi e per le quali non abbiamo una corretta capacità di lettura. E’ la voglia di imparare a vedere gli ultimi, gli scartati, come persone e non come uno sbaglio, dalle quali si può imparare molto. Nel disco ho cercato di raccontare che la bellezza che non si macchia, la diversità, il fatto di essere finiti e di passaggio, il desiderio di uguaglianza e la meraviglia siano fortune che troviamo ogni giorno.”

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