Nei cinema l’8, il 9 e il 10 novembre il film “Carla”, con Alessandra Mastronardi nei panni di Carla Fracci: “E’ stato un onore e una grande responsabilità interpretarla”. Le dichiarazioni del cast

Arriva nei cinema l’8, il 9 e il 10 novembre “Carla”, il primo film sulla straordinaria vita della più grande ballerina italiana di tutti i tempi, Carla Fracci. E’ stata talento, determinazione e professionalità assoluti ma anche capace di chiedere alla vita le gioie più intime dell’amore, del matrimonio e della maternità. Realizzato con la consulenza diretta della stessa Carla Fracci, del marito Beppe Menegatti e della loro collaboratrice storica Luisa Graziadei, il film distribuito da QMI e il 5 dicembre in onda su Rai1, è liberamente ispirato all’autobiografia Passo dopo passo – La mia storia e ripercorre il percorso umano e professionale di un’icona della danza mondiale, definita dal New York Times nel 1981 “prima ballerina assoluta”.

La sfida di prestare volto e corpo a una delle più grandi étoile del XX secolo è stata accolta da Alessandra Mastronardi insieme all’occasione unica di respirare le atmosfere del Teatro alla Scala. È la prima volta, infatti, che gli spazi del prestigioso teatro vengono concessi a una produzione fiction, supportata anche dal patrocinio della Regione Lombardia e dal contributo del Comune di Orvieto.

Nel cast troviamo Stefano Rossi Giordani, Euridice Axen, Paola Calliari, Gabriele Rossi, Elena Cotta, Maria Amelia Monti, Alan Cappelli Goetz, Paola Lavini, Claudia Coli, Elisabetta De Palo, Pietro Ragusa, Maurizio Donadoni, Valentina Romani, Léo Dussollier, Elisa Proietti.

Il film, girato tra Roma, Orvieto e Milano, parte da Carla bambina nell’immediato dopoguerra e la segue, poi adolescente e giovane donna, nella Milano degli anni ‘50-’60, per raccontarne l’ascesa al successo e la difficile scelta di diventare mamma in un momento cruciale della sua carriera. Istinto, passione e sfida, gli elementi che hanno portato Carla Fracci alla consacrazione internazionale, calcando i palcoscenici più importanti del mondo e incantando gli amanti della danza di tutto il pianeta.

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credit foto FM

Questo film non è una sorta di santino ma racconta la vita vera vissuta da una donna straordinaria, la Fracci artista, donna e madre. Centinaia di ragazze hanno danzato avendo Carla come esempio, perché lei è un mito“, ha esordito la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati nella conferenza stampa al Teatro alla Scala di Milano.

E’ il racconto di una donna eccellente ma soprattutto contemporanea. Grazie a Beppe, Carla e Luisa ho imparato come si possa coniugare il senso della famiglia con l’etica del lavoro. Parallelamente abbiamo voluto mostrare una Milano solida, che cresceva, fervida, e ringraziamo per il supporto la Regione Lombardia. Carla Fracci ci ha insegnato che non basta il talento ma occorre impegnarsi tanto per raggiungere i risultati. E’ venuta sul set insieme a suo marito Beppe ed è stato il regalo più bello che potesse farci. Quel giorno mi ha detto: Sa che questa è la prima volta che salgo su un palco e non ballo?”, ha raccontato la produttrice Gloria Giorgianni.

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credit foto Assunta Servello

A dare voce, corpo e anima a Carla Fracci è una bravissima Alessandra Mastronardi:E’ stata un’emozione grandissima indossare le scarpette di danza classica. Quando Emanuele e Gloria mi hanno parlato di questo progetto la responsabilità è arrivata immediata. Ogni frase che dicevo, ogni passo che facevo era per Carla Fracci e il rammarico è che non abbia potuto vedere il film. E’ stato un bellissimo percorso. La magia è dovuta anche al connubio perfetto tra lei e Beppe Menegatti. Di Carla siamo abituati a vedere il bellissimo sorriso ma non abbiamo mai visto le sue lacrime, il suo dolore, le ferite sui piedi. Abbiamo voluto far conoscere anche questi aspetti. E’ stato un onore e anche una grande responsabilità interpretarla. Ricordo il giorno in cui Carla Fracci è venuta sul set, eravamo tutti in silenzio, emozionati e lei si mise vicino ad un carrello dei macchinisti e iniziò a fare esercizi alla sbarra. E’ stato bellissimo. In un incontro su zoom le ho chiesto quale aspetto volesse che uscisse dal film e lei mi ha risposto la forza degli esercizi e dell’impegno. Io non sono particolarmente incline alle regole, anche se sono necessarie. La danza classica ti dà una disciplina che diventa una filosofia di vita. E’ richiesta una serietà di fondo, una forza fisica ed anche psicologica, come se la danza diventasse tutt’uno con la vita reale. Abbiamo voluto raccontare delle emozioni vere ma anche la modernità della signora Fracci, che ha scelto di diventare mamma e di continuare a danzare. Una cosa che all’epoca era impensabile. E ancora oggi le donne fanno fatica a far combaciare qualcosa che invece dovrebbe essere naturale”.

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credit foto FM

Per quanto riguarda la preparazione del personaggio l’attrice ha svelato:E’ un piccolo miracolo, è stato molto complicato, abbiamo iniziato a girare durante il secondo lockdown e fatto ore di prove su zoom con Paola Lizza che mi ha insegnato a stare dritta con la schiena e non avendo la sbarra mi aggrappavo al ferro da stiro. I miei colleghi mi hanno supportato e grazie a Susanna che è la mia controfigura e con cui vivevamo in simbiosi sul palco siamo riuscite a interpretare la signora Fracci”.

Il regista Emanuele Imbucci ha spiegato come ha lavorato a “Carla” e come ha scelto Elisa Proietti, che interpreta l’étoile da bambina:Abbiamo puntato sull’emotività, la sfida era raccontare un personaggio così grande, partendo dalla sua infanzia in campagna e dall’incanto con cui ha sempre guardato al suo passato. In questo un personaggio importante è quello della nonna interpretato da un’eccezionale Elena Cotta. Ricordo che eravamo nella hall di un hotel con il materiale del film e l’entusiasmo della signora Fracci mentre sfogliava le foto che ripercorrevano la sua storia con Beppe. Abbiamo parlato per due ore. Era una donna profondamente umana ma che aveva al contempo una grande forza. Volevamo mostrare anche quello che c’è prima dell’apertura del sipario e ringraziamo Beppe Menegatti per il prezioso aiuto che ci ha dato. Elisa Proietti è stata scelta dopo una selezione con 400 candidate. Siamo partiti dall’attitudine alla danza e dalla somiglianza e lei ci ha colpiti anche per la freschezza e il piglio determinato”.

Léo Dussollier interpreta Rudolf Nureyev:E’ difficilissimo avvicinarsi ad un personaggio così grande, c’era tanto lavoro da fare per quanto riguarda il modo di parlare, di camminare. Rudolf e Carla sono come un fratello e una sorella di talento, si capiscono al volo e sono entrambi molto determinati”.

Euridice Axen è l’insegnante di danza Esmee Bulnès: “E’ una donna illuminata che ha riconosciuto il talento di Carla e ha voluto che fosse conosciuto da tutti. Dopo aver visto questa rivalità con Ginevra, anche di classe sociale, ha fatto sì che danzassero insieme e che si confrontassero con le difficoltà, diventando poi amiche”.

Beppe Menegatti ha concluso l’incontro con queste parole:Sono estremamente emozionato. Vorrei ringraziare tutti per aver pensato di realizzare questo film senza fare commenti. Organizzare questa riunione davanti al busto di Puccini è stata un’idea geniale, infatti la sua prima opera, “Le Villi”, è lo stesso soggetto di Gisele. Quindi Puccini dà l’avallo a questa riunione straordinaria. Sono felice soprattutto per Carla, perché avrebbe pianto di gioia“.

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credit foto Gabriele Torsello

SINOSSI: Campagna lombarda 1944. Sotto il cielo solcato dai bombardieri americani una bambina trova conforto nel quieto volo di libellule che danzano nel vento sopra un laghetto. Ventisei anni dopo un taxi attraversa Milano; a bordo la stessa bambina è ora l’icona del balletto italiano Carla Fracci, acclamata sui più importanti palcoscenici del mondo.
1970. Nel suo studio l’amico e partner di ballo Rudolf Nureyev le propone di riportare in scena alla Scala Lo Schiaccianoci di Cajkovskij. La sfida è tanto intrigante quanto folle: solo cinque giorni alla prima del balletto e una coreografia durissima per il fisico di Carla, fermo da oltre un anno per la nascita del figlio Francesco. Nessuna ballerina prima di lei ha ripreso a danzare ad alti livelli dopo una gravidanza, ma Rudy non accetta un no come risposta e Carla non è una donna che si tira indietro davanti alle sfide.
Parte così il countdown che scandisce le prove forsennate di Carla e Rudy, alternate come cornice del racconto alle tappe principali della vita della Fracci.
Una storia di coraggio e abnegazione in cui Carla, già a dieci anni, è messa alla prova per entrare alle selezioni del Teatro alla Scala. La direttrice Bulnès la trova “gracilina” ma lei non si arrende: figlia di un tramviere, conosce il valore del sacrificio e supera compagne che sono lì per diritto di nascita.
Le tiene testa solo Ginevra Andegari, occhi azzurri e chignon perfetto, figlia della Milano bene. Le due bambine all’inizio non si piacciono, ma la direttrice intuisce il valore di entrambe e le costringe a danzare insieme: la sfida si trasforma in affiatamento e infine in vera amicizia.
Nel 1955 Carla, a 19 anni, è scelta dal regista Luchino Visconti per ballare Lo spettro della Rosa dopo l’esibizione di Maria Callas. Trionfa tra gli applausi della Scala segnando l’inizio della sua ascesa, sotto gli occhi dell’assistente di Visconti, il giovane Beppe Menegatti. Ed è proprio lui che accompagna Carla a un aperitivo con il Maestro Visconti e la grande Maria Callas: Carla è a disagio in quell’ambiente, le sue origini modeste la condizionano, ma Beppe la incoraggia e i due, da quel momento, si legano profondamente fino a innamorarsi.
Carla prosegue nella sua brillante carriera e velocemente conquista nuovi palcoscenici in Italia, Europa e quindi nel mondo. Durante una tournée a New York rivede l’amica Ginevra, che ha lasciato la danza per seguire il marito e costruirsi una famiglia. A lei Carla riesce a confidare quanto gli impegni e la distanza l’abbiano allontanata da Beppe e quanto le manchi averlo accanto a sé, sempre. A sorpresa proprio lui si fa trovare con un mazzo di fiori nel suo camerino. È il 1964 e quella è la proposta di matrimonio.
Qualche anno più tardi Carla resta incinta e in tanti prospettano la fine della sua carriera, ma lei intende dimostrare che una étoile può essere anche mamma, senza dover rinunciare a nulla. Così la storia torna al 1970: alla vigilia de Lo Schiaccianoci la paura di non farcela si fa reale quando Carla si infortuna a una caviglia. “Vederti danzare è un regalo che tu fai a tutti noi, tu sei la danza stessa” le ricorda l’amica Ginevra, accorsa nel momento di maggiore sconforto. Carla si fa forza, le tornano in mente tutte le conquiste, i sacrifici e l’equilibrio magico delle libellule che osservava da bambina. Entra sul palco della Scala dove ad attenderla c’è Rudy che la solleva trionfante.

di Francesca Monti

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