Intervista con il cantautore M.E.R.L.O.T, che ha pubblicato il nuovo singolo “Alieni”: “Mi piacerebbe collaborare con Gazzelle”

“Alieni” è il nuovo singolo del giovane cantautore M.E.R.L.O.T (Virgin Records/Universal Music Italia), prodotto da Alex D’Errico e accompagnato da un video che si basa su una metafora molto semplice, dove la torcia e la chiave sono un ragazzo e una ragazza alla ricerca di un mondo dove non esistono problemi.

Cantautore classe 1998, nel 2017 da Grassano, in Basilicata, Manuel Schiavone, in arte M.E.R.L.O.T, si trasferisce a Bologna per proseguire gli studi e inizia a muovere i primi passi nella musica passando dalle sonorità acustiche a quelle elettroniche con l’aiuto del suo primo produttore Eyem. Con il suo singolo d’esordio “Ventitrè” raggiunge in poco tempo quasi sei milioni di stream consacrandosi come rivelazione Spotify a fine 2019. L’anno successivo debutta in Virgin Records con il brano “Sparami nel Petto”, che ottiene oltre 1 milione e mezzo di stream su Spotify e viene selezionato dalla Commissione Artistica delle Nuove Proposte, guidata da Amadeus per la finale di Sanremo Giovani con il brano “Sette Volte”. In primavera pubblica l’inedito “Denti”, un brano che, come tipico di Manuel, nasce in camera, chitarra e voce, e che racconta una storia d’amore ormai terminata.

Merlot_cover singolo_ALIENI_m

Manuel, ci racconti com’è nato il brano “Alieni”? E l’idea del video?

“Come per tutte le altre mie canzoni mi siedo sulla sedia, accendo il pc e inizio a suonare con la chitarra. Nel caso di Alieni gli accordi sono arrivati in automatico. L’idea del video è nata da un mio amico di Grassano, il mio paese d’origine, che fa il fotografo e la scorsa estate ha pensato alla torcia e alla chiave come metafora. Una volta che la ragazza lascia la torcia al ragazzo è il primo passo per andare verso di lei e la chiave è proprio il mezzo per entrare in questo “mondo””.

Un mondo senza problemi che può sembrare utopistico ma che sarebbe bellissimo…

“Mi sono reso conto che le persone danno una lettura diversa rispetto alla mia, ci sono due interpretazioni, dipende da chi lo ascolta. Io ho dato un’idea più bella, di un mondo paradisiaco, mentre altri lo hanno interpretato come un luogo di tranquillità, romantico. Sono due linee di pensiero valide”.

Stai lavorando a un disco?

“Per ora ho fatto uscire diversi singoli ma avendone tanti altri nel pc pubblicherò prossimamente una raccolta”.

Come ti sei avvicinato alla musica?

“Mio padre suona il basso, quindi fin da bambino sono cresciuto circondato da strumenti musicali. Al cantautorato però sono arrivato tardi, nel 2018, grazie a Gazzelle e Calcutta”.

Come mai hai scelto M.E.R.L.O.T come nome d’arte?

“Quando dovevo pubblicare il primo brano cercavo un’idea per il nome d’arte e ho trovato due bottiglie di vino in casa, una era di Merlot e ho deciso di chiamarmi così perché non mi piacciono le cose troppo complicate”.

M.e.r.l.o.t nuova

Cosa ti ha lasciato l’esperienza a Sanremo Giovani?

“Mi ha cambiato molto, infatti non ero abituato a palchi del genere, facevo musica nella mia cameretta. Sono rimasto piacevolmente colpito e sono felice di aver fatto quest’esperienza. Sarebbe bello riprovarci in futuro”.

Come hai vissuto l’ultimo anno e mezzo, in cui tutto si è fermato, anche la musica, a causa della pandemia?

“Per fortuna o sfortuna non avevo ancora iniziato a fare i live e quindi non ho subito lo stop. Per me è stato un periodo positivo perché ho avuto tempo a disposizione per scrivere parecchi brani”.

Quanto è stato importante nel tuo percorso musicale il passaggio alla Virgin Records?

“E’ stato bellissimo e importante. In generale a livello artistico mi sono sentito più motivato e mi ha permesso di far diventare la mia passione per la musica un lavoro serio a tutti gli effetti”.

C’è un artista con cui ti piacerebbe collaborare?

“Mi piacerebbe collaborare con Gazzelle, perché grazie a lui ho iniziato a scrivere canzoni”.

di Francesca Monti

Grazie a Elena Marras – Jessica Gaibotti

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