LE IENE: IL REPORTAGE DAL LIBANO PER DOCUMENTARE LA SCELTA DELL’USO DELLE CRIPTOVALUTE

Venerdì 3 dicembre, in prima serata su Italia1, nuovo appuntamento con “Le Iene” condotto da Nina Palmieri, Veronica Ruggeri e Roberta Rei. Tra i servizi della puntata: un reportage girato in Libano che documenta l’utilizzo delle criptovalute, con le testimonianze della gente del posto che spiega come questa moneta può aiutarli a salvare il loro paese che, dal 2019, sta attraversando una crisi economica.

Stefano Corti compie un esperimento con alcuni influencer chiedendosi se questi ultimi sponsorizzerebbero qualcosa di dannoso, anche al di sopra della loro morale. I protagonisti, tutti con un bacino d’utenza di milioni di follower sulle loro pagine social, sono del tutto inconsapevoli di quanto stia per accadere. Vengono infatti invitati a un finto colloquio di lavoro dove un attore, che recita la parte dell’imprenditore, chiederà la loro collaborazione con l’intento di stipulare dei contratti; i prodotti da promuovere sono completamente inventati, ma i protagonisti dell’esperimento non lo sanno, sono a conoscenza però di tutte le informazioni sulla loro composizione o provenienza e sulle modalità con cui sono stati reperiti.  Si tratta di hamburger di pollo di qualità molto scadente le cui carni provengono anche da animali già morti o maltrattati; di una linea di abbigliamento con delle etichette ricavate da pelli di animali rari la cui produzione prevede modalità fuori legge; un energy drink dannoso perché miscelato con una base d’acqua presa da sorgenti inquinate; gioielli con pietre preziose ricavate grazie allo sfruttamento di bambini e infine una crema per le mani che ha al suo interno molecole di dubbia provenienza. Risultato finale dell’esperimento? Più della metà di loro accetterà l’offerta.

Gaetano Pecoraro continua il suo viaggio nelle eccellenze ospedaliere italiane nell’Istituto Carlo Besta di Milano, classificato come uno degli ospedali neurologici più avanzati al mondo, dove si studia e si cura gratuitamente il cervello. A guidare il dipartimento di neurochirurgia il prof. Francesco di Meco che accompagna l’inviato nei vari reparti, spiegando tutte le tecniche all’avanguardia che utilizzano: dal centro di simulazione, dove i medici si esercitano sulle operazioni più complesse grazie all’uso di tecnologie che riproducono fedelmente bisturi e materia da operare, al focus ultra sound, una tecnica che ha il potenziale di trasformare il trattamento di molti disturbi medici, utilizzando l’energia ultrasonica per colpire i tessuti in profondità nel corpo, senza incisioni o radiazioni.

In onda anche le immagini del confronto tra don Giulio Mignani e don Francesco Pieri sul tema dell’omogenitorialità, del legame cioè di diritto o di fatto, tra uno o più bambini (sia nati biologicamente che adottati) e una coppia omosessuale che ne assume il ruolo genitoriale. Il primo, don Giulio, il parroco di Bonassola (La Spezia), da sempre schierato sulle questioni omosessuali, è noto per la protesta contro la Santa Sede riguardo il divieto di benedire le coppie omosessuali, tanto da dichiarare durante l’omelia della messa della Domenica delle Palme dell’anno scorso: “Se non posso benedire le coppie formate da persone dello stesso sesso, allora non benedico neppure palme e ramoscelli d’olivo”. Il secondo, don Francesco, prete di Bologna, contrario alle unioni gay, è stato al centro delle cronache per aver pubblicato sul suo profilo social una foto ritraente una coppia formata da due uomini con la loro figlia, e per aver invitato i propri follower a creare una vignetta, scrivendo sulla coppia cose divertenti ma di natura omofoba. “Qualsiasi sia l’opinione di questo parroco non dovrebbe esprimerla attraverso i social, perché così istiga altre persone a gettare benzina sul fuoco. È abbastanza inquietante, visto che siamo nel ventunesimo secolo e che avere genitori omosessuali è molto più che normale.”, hanno detto i due papà che si sono trovati inconsapevolmente al centro della questione per via della loro foto. “Quella non è una famiglia” ha invece dichiarato più volte il prete, anche ai microfoni della trasmissione. Per questo don Giulio ha deciso di vestire i “panni da Iena” per un giorno per un confronto cristiano sul tema con l’altro parroco.

Vittima dello scherzo della serata è Andrea Sasdelli, in arte Giuseppe Giacobazzi, comico e cabarettista di Zelig.

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