Intervista con Maria Chiara Giannetta, protagonista della serie “Blanca”: “Grazie a questo personaggio ho imparato a non fermarmi alle cose che si vedono ma ad andare oltre e a provare a superare i limiti”

“Credo che un po’ tutti possano rispecchiarsi in Blanca indipendentemente dall’età, dal genere, dalla professione. Abbiamo provato a portare sullo schermo un essere umano che cerca di trovare un suo posto nel mondo, ha un desiderio e lo insegue con tutto il coraggio possibile”. Maria Chiara Giannetta, giovane e talentuosa stella della fiction italiana, è la protagonista di “Blanca”, il crime drama liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Patrizia Rinaldi, prodotto da Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction, in onda il lunedì sera su Rai 1 che sta riscuotendo un immenso successo di pubblico con oltre 5 milioni di spettatori a puntata.

Blanca ha perso la vista quando era poco più che una bambina, in un drammatico incendio in cui è morta la sorella maggiore. In quell’occasione la sua testimonianza era stata decisiva per identificare il colpevole e ristabilire la giustizia, unico conforto nel primo periodo della sua cecità. Da allora ha fatto molta strada: ha imparato a muoversi con l’aiuto del suo fedele cane guida Linneo, a orientarsi al buio, a decodificare gli stimoli tattili, sonori e olfattivi, a ricostruire nella sua mente spazi e punti di riferimento. Quando qualcosa dell’ambiente circostante attira la sua attenzione è come se entrasse in una “stanza nera”, in cui isola il suono prodotto da una cosa o una persona, mentre tutto il resto scompare. Vivace, solare e vitale, capace di sdrammatizzare tutto, a partire dalla sua condizione, ha la possibilità di realizzare il sogno che aveva sin da bambina: diventare una consulente della polizia. In commissariato dovrà però scontrarsi con la diffidenza dei capi e dei colleghi, in un ambiente di lavoro maschilista e un po’ retrogrado e dimostrare che può dare un contributo originale alle indagini.

In questa intervista che ci ha gentilmente concesso, abbiamo parlato con Maria Chiara Giannetta del suo personaggio, di come si è preparata per interpretarlo, dei consigli ricevuti dal Maestro Andrea Bocelli e del lavoro svolto con il cane Fiona.

DSCF5406_GIANNETTA

Maria Chiara Giannetta in una scena di “Blanca” – credit foto ufficio stampa Lux Vide

Maria Chiara, come hai lavorato alla costruzione del personaggio? 

“Ho avuto un aiuto innanzitutto dal Maestro Andrea Bocelli che mi ha dato molte dritte ma anche da altre persone non vedenti che sono riuscita, nonostante il semi-lockdown, a conoscere e incontrare in modo sicuro, tra cui due sportive, Maria Ligorio, campionessa paralimpica di corsa, e Veronica Tartaglia, campionessa nazionale di scherma. In seguito ho fatto dei tentativi a casa, bendandomi e provando a cucinare, a ballare, a interpretare le scene descritte nella sceneggiatura. Inoltre ho visto dei film che trattavano questo tema e nei quali c’erano vari esempi da prendere come spunto, in particolare “Wait until dark (Gli occhi della notte)” con Audrey Hepburn e “In darkness” con Natalie Dormer, e ho letto alcuni libri. Quello che è stato un po’ la mia Bibbia è “Il dono oscuro” di John M. Hull che parla della cecità”.

Cosa ti ha dato a livello umano e professionale il personaggio di Blanca?

“Tecnicamente e attorialmente è stata una grande sfida, ma Blanca mi ha insegnato tanto soprattutto umanamente, ho imparato a non fermarmi solo alle cose che si vedono ma a cercare di andare oltre e utilizzare tutti i sensi per avere più informazioni in generale, e ad avere una maggiore sensibilità per ascoltare gli altri, anche a livello emotivo”.

Qual è il consiglio più prezioso che ti ha dato il Maestro Bocelli?

“Mi ha consigliato di essere coraggiosa, come lo è sicuramente Blanca, ma anche intraprendente, indipendente, in modo da acquisire sicurezza”.

Nella serie viene pronunciata una bellissima frase di Bebe Vio, “La vita è una figata”. Hai avuto modo di conoscere questa grande campionessa?

“Mi sono ispirata molto a lei vedendo le interviste, seguendo le sue imprese, l’ho conosciuta una settimana fa a un evento a cui abbiamo partecipato e le ho confidato che è stata un esempio per me. Quella frase, “la vita è una figata”, che dice sempre Bebe e che è presente nella sceneggiatura, rappresenta un po’ anche il carattere di Blanca”.

DSCF7201_GIANNETTA

Maria Chiara Giannetta con il cane Fiona – credit foto ufficio stampa Lux Vide

E’ stato complesso interagire con Fiona, il meraviglioso cane che nella serie interpreta Linneo?

“Non ci sono state difficoltà perché Carolina, l’addestratrice, è stata fin da subito molto disponibile. Appena ha saputo che sarei stata io a interpretare il personaggio abbiamo fatto i provini per il cane. Con Fiona abbiamo iniziato a lavorare insieme, facendo un mese di preparazione in modo da poter entrare in sintonia affrontando poi le riprese, in cui siamo state in simbiosi per sei mesi. Ho cercato di improvvisare quando era necessario, ho imparato dei comandi e ci siamo conosciute a vicenda”.

Blanca è un’amante della musica funk, a te cosa piace ascoltare?

“Non sono un’appassionata del funk come Blanca, mi piacciono tutti i generi musicali. Ascolto la classica se ho bisogno di rilassarmi, altre volte il pop e la musica italiana contemporanea. Dipende dai momenti”.

DSCF4061_GIANNETTA_ZENO

Maria Chiara Giannetta con Giuseppe Zeno – credit foto ufficio stampa Lux Vide

Come ti sei trovata sul set con Giuseppe Zeno e il resto del cast?

“Giuseppe è simpaticissimo, da subito ci siamo trovati benissimo, mi sono sentita tanto protetta. Abbiamo fatto squadra, con lui e con Enzo Paci che interpreta il Commissario Bacigalupo. Eravamo il trio che girava sempre insieme e ci siamo divertiti molto e scambiati anche un po’ di professionalità”.

“Blanca” è una serie innovativa, infatti viene utilizzata la “stanza nera” ed è la prima produzione ad avvalersi dell’olofonia… 

“Per quanto riguarda la stanza nera era un ambiente nuovo, buio, neutro, in cui potevamo fare un po’ quello che ci pareva e quando abbiamo girato ci siamo lasciati andare alla creazione. L’olofonia è invece una particolare tecnica di registrazione del suono che viene riprodotto come viene percepito da Blanca e gli spettatori lo sentiranno esattamente come lei. Abbiamo recitato come se fossero delle riprese normali, era solo la registrazione del suono, in parte in presa diretta e in parte lavorando in post produzione, che era diversa”.

Un messaggio secondo me importante che viene trasmesso dalla serie è quello che non esistono limiti insuperabili e che non bisogna mai arrendersi…

“Sicuramente, questo è un altro insegnamento che mi ha dato Blanca. Se ha dei limiti non si ferma, almeno prova a superarli, poi a volte ci riesce, altre deve trovare strade diverse, ma va fatto sempre un tentativo”.

BLANCA - Maria Chiara Giannetta

Maria Chiara Giannetta con il cane Fiona – credit foto ufficio stampa Lux Vide

Le prime due puntate di “Blanca” hanno riscosso un grande apprezzamento da parte del pubblico. Quale pensi sia il segreto?

“Credo che un po’ tutti possano rispecchiarsi in Blanca indipendentemente dall’età, dal genere, dalla professione. Abbiamo provato a portare sullo schermo un essere umano che cerca di trovare un suo posto nel mondo, ha un desiderio e lo insegue con tutto il coraggio possibile. Ed è quello che secondo me vorremmo essere e fare tutti. In più ha anche una disabilità che la sprona a superare i limiti e l’ironia che le permette di sdrammatizzare le varie situazioni”.

In quali progetti sarai prossimamente impegnata?

“Sto girando Don Matteo 13 nei panni della Capitana Anna Olivieri e al momento è l’unica certezza. Poi vedremo quello che arriverà”.

di Francesca Monti

credit foto ufficio stampa  Lux Vide

Grazie a Serena Bernardelli, Valentina Palumbo e Cecilia Del Vecchio

Rispondi