Thyssen-Krupp, morire di lavoro a “Ossi di seppia”

Il rogo e poi la strage. Nella notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2007, sulla linea cinque della lavorazione dell’acciaio alla fabbrica Thyssen-Krupp, otto operai sono coinvolti in una forte esplosione.  Accade a Torino la capitale del lavoro, dell’aristocrazia operaia, in uno stabilimento con radici in Germania, patria della sicurezza e dell’efficienza. 

Nella puntata di “Ossi di Seppia, quello che ricordiamo”, dal 7 dicembre in esclusiva su RaiPlay, Ezio Mauro, editorialista di Repubblica, fra i primi a recarsi a Torino per parlare con testimoni, familiari delle vittime e superstiti, ripercorre quel tragico evento che resta fra i più gravi incidenti avvenuti sul lavoro negli ultimi tempi.  “Il nastro d’acciaio ha sbandato. L’olio ha fatto da innesco ed è scoppiato l’incendio. Gli operai hanno creduto di poterlo domare ma un manicotto che era pieno di olio è esploso e si è trasformato in una lancia di fuoco che li ha inghiottiti, completamente divorati.” Sette le vittime carbonizzate nell’inferno di oli bollenti mentre l’incendio devastava lo stabilimento della Thyssen-Krupp.

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