I migliori dischi del 2021 secondo Salvo Sidney Alfieri

Anche questo 2021 è arrivato al termine, bello o brutto che sia stato, ci ha regalato tanti album, tanti artisti nuovi, tanti dischi nuovi e quindi diversi ascolti (ammettetelo), almeno per me è stato così. Ho ascoltato tanti artisti nuovi, altri invece sono tornati con nuove uscite e altri ancora si fanno attendere (ad esempio i Verdena, mannaggia a loro!).

Ammetto che rispetto all’anno scorso ho avuto parecchia difficoltà nel fare questa playlist e ancora non sono del tutto convinto. Ci sono stati davvero tanti bei dischi, belle uscite degne di nota e di nomina ma non potevo citarli tutti, in questa lista ho inserito le mie preferite ma nella playlist troverete altri artisti usciti nel 2021. Ovviamente l’elenco, così come sempre i miei ascolti quotidiani, è formato da generi vari: c’è il punk, il rap, l’emo, il pop … c’è tutto. Quindi spero di farvi prendere interesse per nuovi gruppi e di iniziare il 2022 con nuove vibes. Adesso parlare, sia dei miei tre dischi preferiti, sia di tante uscite che in generale mi sono piaciute e ci tengo a segnalare ma ci sono tante altre cose interessanti del 2021 che trovate in questa playlist; https://open.spotify.com/playlist/1u6zhhbTnH9SqUTfLKwX7E.

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Salvo “Sidney” Alfieri (Renoir, Overcoma)

Bando alle ciance, iniziamo con l’elenco.

Inizio con uno dei miei tre dischi preferiti, “Trauma Factory” di Nothing, Nowhere. E’ un capolavoro dell’emo rap di cui lui ne è il re indiscusso. Disco cazzuto, adrenalinico ma anche “sad” come è giusto che sia l’emo-rap vecchia scuola. E’ una collezione di brani composti durante la quarantena. Parla dell’accettare il presente e seguire il proprio obiettivo attraverso il dolore e la sofferenza della vita umana, come lui stesso ha dichiarato in un’intervista. Continuo con il primo album della punk band veneta, i Magic Jukebox con “Crazy Trip”. Cosa dovrei dire del primo dei Magic Jukebox? Hanno una vita ben vissuta ed esperienze da vendere. Nati nel 2019 da Pietro M Zanetti (chitarra), Miss V (voce), Steve M (basso) propongono un mix di generi diversi che amano e che hanno vissuto in prima persona. Pietro Zanetti, inoltre, non è nuovo in fatto di avventure musicali: nel ’79 ha suonato con gli Alternative Religion o Templebeats, band il cui nome è spesso circolato tra gli adepti punk dell’epoca e su alcuni testi di controcultura e non. “Siamo abbastanza grandi per poter fare bene il punk in stile 77, siamo cresciuti con quelle sonorità”. È assolutamente riduttivo limitare la band ad un genere, o ancora di più ad un periodo della storia del rock. Distribuito per Ciaor Records, il disco propone ben 15 tracce. I Magic Jukebox con “Crazy Trip” riescono pienamente nel tentativo di rinnovare un genere di rock distante dalla sensibilità di molti, in un panorama italiano fatto da sonorità spesso superficiali. Ora ci spostiamo sul rap, per molti forse sarà scontato ma lui è uno dei liricisti migliori che abbia mai sentito in Italia nella nuova scuola. Massimo Pericolo con “Solo Tutto” è ufficialmente il mio preferito.

“Se non avete letto almeno 200 libri, non iniziate a fare rap”. Non ha niente a che vedere con la scena “trap” attuale che dovrebbe inginocchiarsi dinnanzi a lui. Mi piace tantissimo e lo dovete ascoltare, almeno una volta. La sua musica non è per tutti, neanche per i fans di Sfera Ebbasta di 15 anni. Ha un livello di scrittura altissimo ma espresso con una semplicità disarmante. Un utilizzo di un vocabolario comune che non punta certo a paroloni e che tutti possono capire senza un dizionario in mano. Una metrica precisa e compatta, lontana dal voler essere innovativa ma al contempo ritmata ed efficace. Un utilizzo di figure retoriche che si traducono spesso in similitudini e metafore, riuscendo ad arrivare subito all’ascoltatore. Rime che seguono schemi semplici (baciate o alternate), facendo assumere al testo una struttura molto liscia e comprensibile. Possiamo quindi dire che la semplicità è a conti fatti un suo punto di forza e il motivo risiede nel saperla utilizzare. La maggior parte dei rapper non riescono a unire questa caratteristica con un’attitudine che riesca a promuoverli a grandi lirici, invece Massimo Pericolo se dovessimo catalogarlo in qualche tipologia potrebbe tranquillamente risiedere in quella dei “liricisti”. I testi sono i suoi punti di forza, riescono a fargli imprimere tutto sé stesso in discorsi mai banali o superficiali, mostrandosi per ciò che è con molta sincerità. Ora nominerò un artista che fino a pochi mesi non mi piaceva per niente, anzi lo disprezzavo. Per fortuna si cresce, ascoltando si cambia idea e cambiano i gusti, maturano, per fortuna. Lui è Mahmood e quello che ha fatto su “Ghettolimpo” è a dir poco alienante per un artista “pop” come lui. È uscito dalla sua comfort zone in cui il mercato lo aveva obbligatoriamente inserito ed ha esagerato. Ghettolimpo è il suo secondo disco, suona in bilico tra melodismo radiofonico, ritmiche serrate e divagazioni elettroniche inusuali per un autore noto a livello europeo. Un miscuglio perfetto di luccicanti riferimenti mitologici e post-moderni.
Suoni cupi, ritornelli poco sanremesi, passaggi di dialogo fra culture che da sempre rappresenta il marchio di Mahmood. Il suo stile vocale è unico; un vibrato secco e asciutto, a metà strada tra la cantilena mediorientale, il romanticismo della tradizione italiana e il rap di strada. Ve li ricordate gli FSK? Il collettivo trap attivo con due dischi pazzeschi che ho inserito nella lista dei migliori dello scorso anno? Bene, e vi ricordate di Chiello; il mio componente preferito del trio? Oggi si presenta solista per un esordio a sorpresa che in realtà già sapevo, immaginavo sarebbe arrivato il suo momento. Il motivo principale è che della vecchia trap non è rimasto poi molto, mentre il suo disco “Oceano Paradiso” è un esempio di nuovo pop contemporaneo, malinconico e chiaramente destinato a ottenere risonanza presso quel pubblico non più giovanissimo, che ricerca una maggiore esplorazione emotiva. C’è dentro la consapevolezza che dalla gavetta trap si possano recupera concetti di melodia, ritornelli e arrivare persino a passare una strumentazione da vera band indie-rock. Greg Willen e Colombre sono stati gli aiutanti principali in questa missione. Il poco più che ventenne, fu rapper e ora quasi cantautore, che ha vissuto e sta ancora subendo una pandemia mondiale e il disorientamento dei suoi coetanei, confeziona così undici brani che si abbandonano a una tristezza pastello. Pur notando alcuni limiti, “Oceano Paradiso” è comunque capace di porre Chiello sul palco del nuovo pop italiano, quello che nasce anche come conseguenza dell’overdose di trap del quinquennio 2016-2021. È un album breve nei suoi 33 minuti, ma capace di distinguersi fra tanti altri per la sua dolceamara vena romantica. C’è un ragazzo nella scena rap italiana da ormai quasi 10 anni che non mi è mai piaciuto. Ogni suo album non mi dava nulla, sempre stato molto “basic” a parer mio. Il suo ultimo progetto invece è molto interessante e non me lo aspettavo potesse piacermi più di “Bromance” di Mecna, o “Noi, loro e gli altri” di Marracash che come vedete non ho inserito. Lui è Nayt e il suo album “Doom” me lo ha fatto rivalutare. Rispetto a tutti gli altri suoi lavori questa è veramente toccante e se è arrivato a me allora qualcosa da dire ce l’ha. Fa immensamente piacere (ri)vedere insieme, dopo la separazione con i Litfiba, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo. Il solo binomio fa rispuntare negli appassionati della musica rock italiana piacevoli ricordi e tante certezze. Bisogna però anche fare una premessa importante. Mephisto Ballad non è assolutamente un album facile o di immediata fruizione. È un lunghissimo viaggio sperimentale, buio, oscuro e pieno di sensazioni a volte angoscianti che deve essere ascoltato con la massima attenzione se lo si vuole capire fino in fondo. È proprio qui la sfida. Non tanto perché i due signori abbiano qualcosa ancora da dimostrare (ci mancherebbe), ma il problema è che in un mondo come quello attuale, dove tutto corre e viene frullato con una velocità supersonica e ridotto tutto a pochi secondi, un lavoro come questo è davvero un atto di immensa sfrontatezza. E’ impossibile skippare o mandare avanti il CD con il semplice tasto. La musica va ascoltata, gustata e apprezzata in ogni minima sfaccettatura, lasciandosi andare e non “accorciandola” a pochi secondi. Questo è un bellissimo modo per onorare quaranta anni di storia e amicizia tra due mostri sacri come Aiazzi e Maroccolo. Vado avanti con un altro nome che ci garantisce da anni musica di qualità, la poetessa Carmen Consoli a cui sono legato sin da piccolo. Il suo ultimo disco, “Volevo fare la rockstar”, è di un’eleganza disarmante. Cosa dovrei dire su di lei? Immensa, spettacolare, poetica, una dea. Avevamo bisogno di un disco così. Grazie. Sempre di poetico e di “mancanze”, mi collego ad un altro dei miei tre dischi preferiti di uno dei gruppi italiani che mi piacciono. “Forme Complesse” dei Fine Before you Came. Profondo, nostalgico, abissale ed inaspettato ad essere sincero ma … wow! Sono sempre loro, ci sono mancati. Quelle chitarre eteree, quel basso spinto con il fuzz al massimo, quella batteria ipnotica e quella voce teatrale sono un marchio di garanzia dell’emo italiano. Sono il gruppo perfetto per l’epoca che stiamo passando. Il mio terzo ed ultimo disco preferito di questo 2021, è Lonely//Lovely, album d’esordio della band shoegaze/dream pop veronese You, Nothing.. Ho scoperto questo gruppo ad inizio anno per puro caso e mi ha subito incuriosito così ho iniziato a seguirli. Mi hanno letteralmente lasciato senza parole. Sarà che provenendo anche io da questo genere musicale li sento molto vicini a me. Risultato: sono il mio disco e gruppo emergente preferito del 2021. Da ascoltare al massimo volume, Lonely//Lovely è un album travolgente e con il suo mood malinconico e nostalgico sono stati capaci di mescolare gli ingredienti caratteristici del genere a contaminazioni post punk e dream pop in una macedonia colorata e multiforme, che resta comunque omogenea. Altro disco di cui sono orgoglioso di nominare è “Love Condemnation” dei miei amici ragusani The Shameless, che ho avuto il piacere di ascoltare in anteprima durante una loro sessione in prove la scorsa estate. Ovviamente già mi aveva colpito per l’enfasi. Delicato, oscuro e avvolgente. Una dark-wave del tutto matura rispetto al loro primo lavoro. 8 tracce un disco che scorre fluido per chi vuole passare una notte in intimità. Gruppo ragusano di cui sono/siamo orgogliosi noi tutti in provincia di Ragusa. Altro disco molto oscuro, drammatico e con poca luce, è “Scuro Chiaro” di Alessandro Cortini, che dal 2020 è il primo musicista italiano ad essere stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame in qualità di membro dei Nine Inch Nails. Ma poco importa che sia venuto alla ribalta grazie alla militanza nei NIN, visto che sin da subito la sua musica ha portato una vera boccata d’aria fresca in quanto ricca di una ricerca che da gradazioni crepuscolari si è sviluppata verso scenari sempre più ariosi, veicolando un senso armonico carico di emozionalità e capace di segnare il passo in modo distintivo. Una sensibilità che non si riduce al puro tecnicismo, di per sé indiscutibile, ma che proprio attraverso di essa bilancia istintività e capacità di sviscerarla con il giusto senso temporale. Una musica “visiva”, fatta di movimenti semplici capaci di scolpire un drammatismo complesso, scivolando tra la pura sound art e un sofisticato gusto melodico che comprime la distanza con l’ascoltatore. Concludo con l’ultimo lavoro dei miei amici Youngest; “Besides”. Per poco non entravano nella mia top 3. Comunque è un lavoro che adoro e ho apprezzato tantissimo già dall’uscita del primo singolo. Riescono in cinque canzoni a dare tanta grinta e non, come fosse un disco. Un gruppo che ho sempre adorato per la loro rabbia urlata senza mai perdere di vista la melodia e diventare troppo “casinisti”. Mi piace la loro anima cattiva punk che si sposa benissimo con quella più romantica shoegaze.

Come ho già detto prima, in quest’articolo vi ho scritto solo le uscite di cui avevo piacere segnalarvi, il resto lo trovate in questa playlist! https://open.spotify.com/playlist/1u6zhhbTnH9SqUTfLKwX7E

di Salvo Sidney Alfieri

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