SANREMO 2022 – Giovanni Truppi in gara con “Tuo padre, mia madre, Lucia”: “E’ una dichiarazione d’amore in inverno”

“Tuo padre, mia madre, Lucia” è la canzone che Giovanni Truppi porterà in gara alla 72esima edizione del Festival di Sanremo.

Il brano condensa le caratteristiche di scrittura del cantautore, la sua inconfondibile capacità di fondere linguaggi musicali diversi e l’inventiva metrica e melodica, mettendole al centro di una love song in grado di mescolare ruvidità e sentimento, Lucio Battisti e Vasco Rossi, canzone d’autore e spoken word, classicità e sperimentazione. A dirigere l’orchestra sul palco dell’Ariston sarà Stefano Nanni.

“Tuo padre, mia madre, Lucia” è una dichiarazione d’amore, scritta con Marco Buccelli e  Giovanni Pallotti, insieme a due firme d’eccezione della canzone italiana, Gino De Crescenzo “Pacifico” e  Niccolò Contessa (I Cani) e prodotta dallo stesso Marco Buccelli e Taketo Gohara, coadiuvati da Stefano Nanni a cui è stata affidata la scrittura degli archi.

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Per la prima volta, forse perché sono stato molto da solo durante la pandemia, ho avuto voglia di collaborare con altri autori e la scelta per fare questo esperimento è andata su Gino Pacifico e Niccolò Contessa. “Tuo padre, mia madre, Lucia” è una dichiarazione d’amore in inverno e l’idea del ritornello è arrivata mentre passeggiavo per Bologna. Credo che questa stagione mi venga in mente in relazione alla canzone perché è il momento dell’anno più in sintonia con le sue atmosfere e per il sentimento di cui si parla, che è di quelli che rimangono in piedi anche alla fine di una metaforica tempesta di neve, un momento in cui la vita è più aspra e resistono solo le cose forti. Il punto di osservazione è quello dell’età adulta. Scegliere una persona vuol dire prenderla per quello che è, con i suoi pregi e i suoi difetti, e a prescindere da tutto, perché si sta immaginando il futuro insieme a lei. Questo è l’amore di cui volevamo parlare, che poi è quello delle promesse che si scambiano gli sposi. Racconta infatti quel momento di passaggio che c’è in una relazione dalla fase di innamoramento all’inizio di un rapporto dove i rischi aumentano e anche il passo da fare, abbandonare la propria solitudine e iniziare a percepirsi in coppia, può essere impegnativo. Abbiamo cercato di raccontare lo stadio del sentimento in cui la coppia si è formata e si confronta anche con il mondo esterno, quindi un suocero, una suocera, mentre Lucia è il nome di mia figlia. Infatti condividi il tuo rapporto d’amore anche con la famiglia proprio in virtù della volontà e l’ineluttabilità di percepirsi in un futuro insieme all’altra persona. I tre personaggi del titolo sono in realtà degli spettatori, non partecipano alla narrazione”, ha spiegato l’artista in un incontro stampa su Zoom.

Nella serata di venerdì 4 febbraio dedicata alle cover Giovanni Truppi canterà sul palco dell’Ariston “Nella mia ora di libertà” di Fabrizio De André, eseguita insieme a Vinicio Capossela: “De Andrè, insieme a Pino Daniele e Roberto Murolo sono sempre stati una fonte di ispirazione per me. Quando ho scelto di cantare “Nella mia ora di libertà” ho subito pensato a Vinicio Capossela, un artista che stimo molto, e il fatto che abbia accettato mi fa sentire più forte, perché mi spaventa portare di fronte ad un pubblico così ampio questa canzone”.

Riguardo le sensazioni in vista del debutto sul palco dell’Ariston Giovanni Truppi ha raccontato: “Volevo andare a Sanremo perché mi sembra che questa canzone mi racconti bene e sintetizzi tante caratteristiche della mia musica e della mia scrittura. Per ora il bilancio è positivo, mi piace lavorare con persone nuove, le prove mi sembra stiano andando bene, sono molto concentrato, cerco di non fare errori e di cantare nel miglior modo possibile. Ho iniziato a seguire il Festival ai tempi delle scuole medie. Il brano a cui sono più legato è Perdere l’amore e spero di conoscere Massimo Ranieri, ma come contraltare ricordo anche l’esibizione dei Quintorigo”.

“Tuo padre, mia madre, Lucia” farà parte di una raccolta intitolata “Tutto l’universo”, in uscita il 4 febbraio, un ritratto d’artista attraverso quindici canzoni tra le più rappresentative della carriera del cantautore: “L’ordine dei brani contenuti nel disco non è cronologico, la scelta è avvenuta con Marco Buccelli e nella selezione di entrambi coincideva mettere la canzone sanremese come prima e Scomparire come ultima. E’ un album molto minimale, con chitarra, batteria, piano e voce ma per me è abbastanza naturale arrivare a fare questo esperimento di suonare con l’orchestra. Sento vicina a me l’attitudine della scuola neapoletan power per l’attenzione che metto sulla musica, sulla componente musicale, sull’approfondimento del rapporto con gli strumenti che suono. Nello specifico mi sento debitore nei confronti della mia città, Napoli, per lo sguardo che ho sul mondo. Sono molto legato alle canzoni tradizionali napoletane, al fatto di raccontare la storia in una maniera “antica””.

di Francesca Monti

credit foto copertina Mattia Zoppellaro

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