“Volevo riuscire a restituire l’intensità e anche l’estremo rancore che traspariva dagli occhi di quelle donne che si erano sposate per procura e che si sono private della libertà di scegliere la persona da avere al proprio fianco”. Antonella Prisco, che nella soap “Un Posto al sole” interpreta la simpatica vigilessa Mariella Altieri, è tra i protagonisti della serie campione di ascolti “La Sposa”, in onda la domenica sera su Rai 1, in cui ha dato ulteriore dimostrazione del suo talento e della sua versatilità interpretativa vestendo i panni di Nunzia, una ragazza calabrese che arriva dallo stesso paese di Maria (Serena Rossi), per la quale diventa un punto di riferimento. Proprio come lei è dovuta andare a vivere al Nord, si è sposata per procura con il proprietario di un bar ed ora è in attesa del terzo figlio.
In questa intervista Antonella Prisco ci ha parlato di come ha costruito il personaggio di Nunzia, delle importanti tematiche affrontate dalla serie che è ambientata negli anni Sessanta, di “Un Posto al sole” e dell’emozione di recitare nella soap insieme a Vincenzo, il suo splendido bimbo, ma anche della canzone del Festival di Sanremo a cui è più legata.

Antonella, nella serie “La Sposa” interpreta Nunzia, cosa ha aggiunto questo personaggio al suo percorso artistico e umano?
“Quest’esperienza mi ha fatto crescere tanto. E’ bello confrontarsi con personaggi che sono lontani da noi emotivamente, come percorso personale e anche storicamente, perché ti portano a fare i conti con una realtà diversa dalla tua, con delle problematiche che a volte diamo per scontato che siano risolte, invece guardarle dall’interno è stato interessante. Avere a che fare con una donna che di fronte a un sacrificio estremo mette davanti alla propria vita il bene che prova per la famiglia è stato meraviglioso”.
Come ha lavorato alla costruzione del personaggio e quali sono state le difficoltà maggiori?
“Quando ho letto la sinossi del personaggio e della serie mi sono innamorata del periodo storico e dell’argomento cardine, il matrimonio per procura, così sono andata a cercare in rete storie vere di donne che hanno vissuto sulla propria pelle questa esperienza e mentre leggevo e vedevo i filmati mi sono commossa. Nella costruzione di Nunzia volevo riuscire a restituire questa intensità, questo estremo rancore che traspariva dagli occhi di quelle donne per una vita vissuta in una maniera che non era stata decisa da loro, in quanto si sono private della libertà di scegliere la persona da avere al proprio fianco. Ho fatto dunque un lavoro su me stessa ed è stato importante anche il confronto sul set con il regista Giacomo Campiotti che ringrazio per avermi dato questa opportunità. Lui ha un grande rispetto per il sentimento dell’attore. Anche durante il provino ha visto cosa gli proponevo, com’era la Nunzia che gli stavo presentando e poi l’ha adattata alla sua visione globale della storia in maniera funzionale. Il personaggio che gli ho fatto conoscere e che mi sono immaginata forse rientrava in ciò che lui cercava. Inizialmente avevo il terrore di scimmiottare una calabrese, avendo a che fare con un dialetto che non è il mio, quindi ho cercato di lavorare per renderla naturale nel suo essere semplice e verace”.

Antonella Prisco e Serena Rossi ne “La Sposa” – credit foto Maria Vernetti
Nel corso della storia Nunzia diventa una sorta di guida per Maria, interpretata da Serena Rossi. Come si è trovata a lavorare con lei?
“Nunzia diventa presto un punto di riferimento per Maria. Si ritrovano da compaesane in questo bar a vivere la stessa sorte e cerca di farle capire cosa è successo prima che arrivasse in Veneto perché sappiamo che Italo (Giorgio Marchesi) aveva già avuto una moglie, Giorgia, che era scomparsa e le dicerie in paese erano tante. Serena è magnifica, riesce a trasmettere una sorta di serenità, a metterti a tuo agio, è gentile, disponibile, è stata una bellissima scoperta. La conoscevo come personaggio ma non personalmente, mi ha aiutato tanto e questo è importante perché quando sul set c’è una bella atmosfera si lavora meglio”.
“La Sposa” affronta diverse tematiche che sono ancora attuali, dall’importanza della terra e delle proprie radici alla condizione femminile…
“Il bello di questa serie è che parte da una vicenda personale, individuale, il matrimonio per procura, allargando l’obiettivo e raccontando uno spaccato della società di quegli anni. Quindi si parla anche di femminismo nella maniera più vera. Questi personaggi non stanno seguendo un ideale preconfezionato, la lotta è dentro di loro perché prende vita da una necessità, da una voglia di riscatto, per quanto riguarda i diritti sociali come lavoratrici e come donne. Si parla anche di aborto attraverso le vicende di Carla (interpretata da Claudia Marchiori), di quanto la donna sia stata lasciata sola, e forse in alcuni casi accade ancora oggi, perché il “problema” era soltanto della futura mamma. Viene raccontata inoltre la nascita dei sindacati e delle prime cooperative create per l’esigenza pratica di fare qualcosa per il proprio territorio”.
E poi c’è anche la tematica del razzismo e della paura della “diversità”, in questo caso verso le persone che provengono dal Sud Italia…
“Il razzismo, inteso come discriminazione per chi arrivava dal Sud Italia, era presente a quell’epoca. Ho letto che qualcuno si è risentito per questo, ma sono realtà che esistono sui territori, ovunque c’è la parte buona e quella malata, come quella che additava lo straniero come “diverso” e lo faceva sentire tale, forse per una sorta di tutela della propria identità. Penso che queste manifestazioni siano la voce di qualcuno che ha paura del diverso e si difende in modo sbagliato aggredendo l’altro. Accadeva ai tempi e purtroppo a volte succede ancora oggi”.
La serie è ambientata negli anni Sessanta, cosa l’ha più affascinata di quell’epoca?
“Oggi c’è un po’ di disfattismo, invece ai tempi c’erano la speranza e la consapevolezza che impegnandosi con le proprie forze si poteva cambiare in meglio il mondo. Bisogna ripartire da questo sentimento, mettendo il proprio impegno per ottenere quello che si vuole e continuando a sognare perché se una cosa non nasce nella nostra mente e nel nostro cuore non potrà mai vedere la luce”.

credit foto Giuseppe D’Anna
Nunzia di “La Sposa” e Mariella di “Un Posto al Sole” sono due donne di epoche e caratteristiche differenti, ha trovato un punto in comune tra loro?
“Qualche punto di contatto esiste anche se non posso fare spoiler. Mariella è una donna che con tutte le sue forze cerca di prendere il buono dalle persone e di lottare per i suoi ideali, affrontando le situazioni. Nunzia all’inizio è in una fase di completa sottomissione ma chissà che Maria non riesca a portare un po’ di luce anche nella sua vita”.

Antonella Prisco e Germano Bellavia sul set di “Un Posto al sole” – credit foto Giuseppe D’Anna
A proposito di “Un Posto al Sole” l’attuale linea narrativa vede Mariella impegnata a dare consigli a Sasà per le questioni di cuore e a far rispettare a suo marito Guido la lista che ha stilato…
“Mi diverto tantissimo con Mariella che intraprende queste sfide con Guido per motivarlo e con Sasà perché deve avere un atteggiamento diverso. Mi ritrovo molto in lei. Non vuole cambiare le persone ma tirare fuori il meglio da loro. Quando ho letto le scene della lista sono scoppiata a ridere. Adoro Mariella e voglio ringraziare gli autori di Un Posto al sole perché mi hanno cucito un abito perfetto nella maniera più sfaccettata, divertente e intensa possibile”.

Antonella Prisco e suo figlio Vincenzo – credit foto Giuseppe D’Anna
Nelle ultime puntate della soap abbiamo visto Vincenzo, il suo bellissimo bambino, dare il volto a Lollo. Com’è lavorare con lui?
“Da mamma è stato molto emozionante e anche strano perché il lavoro è stato sempre uno spazio franco in cui ero da sola con la mia passione e il mio impegno. Condividerlo con mio figlio all’inizio mi spaventava, ma una volta venuto sul set si è creata una magia. Era a suo agio come se conoscesse quel posto da sempre, in realtà l’aveva vissuto solo nella mia pancia perché ho girato anche quando ero in dolce attesa. Vincenzo è un bambino che normalmente non si lascia subito andare, ma deve scrutare, deve abituarsi a un luogo e alle persone, invece questa volta era come se fosse a casa sua e faceva i capricci solo quando dovevamo lasciare il set. E’ stato fantastico”.
Lo scorso 21 ottobre “Un Posto al Sole” ha festeggiato i suoi primi 25 anni. Quale pensa sia il segreto del successo della soap?
“Penso che il successo di Un Posto al Sole derivi dal fatto che unisce generi diversi e alterna scene estremamente drammatiche ad altre più leggere e divertenti. Riuscire a creare un equilibrio tra i vari ingredienti è complicatissimo ed è il suo punto di forza”.

Antonella Prisco con Luisa Amatucci, Alberto Rossi, Germano Bellavia, Mariasole Di Maio e Cosimo Alberti sul set di Un Posto al Sole – credit foto Giuseppe D’Anna
Poco fa ha ricordato quanto sia importante seguire i propri ideali e sognare. Qual è il suo sogno nel cassetto?
“Vorrei continuare a fare l’attrice ancora per tanto tempo, fino alla fine”.
Nella precedente intervista che avevamo realizzato ci aveva parlato della sua passione per la musica. Essendo alle porte l’edizione 2022 del Festival di Sanremo le chiedo qual è la canzone sanremese a cui è più legata?
“Sicuramente “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini, un’artista che adoro, che mi ha sempre emozionata tantissimo e penso che quella sia stata una delle sue esibizioni più intense e significative, in cui ha dato tutta se stessa. Il suo essere così passionale nel lavoro mi ha ispirata tanto e la porto nel cuore. Ogni volta che inizia il Festival di Sanremo ripenso a questa performance che mi ha segnato e mi ha fatto capire quale fosse la strada che volevo percorrere e in quale maniera”.
di Francesca Monti
credit foto copertina Giuseppe D’Anna
Grazie a Stefania Lupi
