Diciotto anni fa, il 14 febbraio 2004 a soli 34 anni se ne andava Marco Pantani, tra i più grandi ciclisti italiani di sempre.
Con le sue epiche imprese in montagna in sella alla bici e la bandana in testa, il Pirata ha fatto sognare l’Italia entrando nella leggenda con la conquista nello stesso anno, il 1998, di Giro d’Italia e Tour de France. La sua sfavillante carriera venne distrutta nel 1999, quando durante la corsa rosa, dopo la vittoria sul traguardo del Santuario d’Oropa e i successi sull’Alpe di Pampeago e a Madonna di Campiglio, venne sottoposto a un controllo antidoping in cui risultò un valore alto dell’ematocrito, 52% contro il 50% concesso.
Da quel momento in poi ebbe inizio la parabola discendente del campione, messo alla gogna dai media e tradito da amicizie sbagliate. Il 14 febbraio 2004 a Rimini Marco Pantani venne ritrovato senza vita nel residence ‘Le Rose’, stroncato da un’intossicazione acuta da cocaina con conseguente edema polmonare e cerebrale. Una fine tragica con tante domande ancora senza risposta.
Lo scorso ottobre è uscito come evento speciale al cinema “Il Migliore. Marco Pantani”, diretto da Paolo Santolini, prodotto da Okta Film con Rai Cinema, in collaborazione con Fondazione Marco Pantani e distribuito al cinema da Nexo Digital.
Un docufilm che racconta dall’interno, con tenerezza, empatia e amorosità, l’avventura umana e sportiva del mitico ciclista che ha fatto sognare l’Italia, scalando le montagne con “il cuore nelle gambe e la forza di un leone”.
Fin dalla prima sequenza, il regista Paolo Santolini mette in chiaro che, qui, si parlerà d’altro e in altro modo. E questo ‘altro’ è l’universo umano, sociale e culturale in cui il campione si è formato: una comunità affettiva e affettuosa di familiari, amici, sostenitori, che, a distanza di quasi vent’anni dalla sua morte, non vogliono e non possono parlare di lui al passato. Attraverso materiali d’archivio pubblici e privati e conversazioni intime e toccanti con i familiari, l’allenatore dei suoi esordi, gli amici più cari, il film ripercorre la vita di un grande ciclista sullo sfondo della sua Cesenatico, un piccolo centro affacciato sul Mar Adriatico, un paese dell’anima che non ha mai smesso di credere che “uno così non cede”.
Un docufilm che ci restituisce una storia fatta di luci e ombre, di cadute e risalite, di amicizia, amore, umanità. Ogni inquadratura, ogni testimonianza di chi ha vissuto Marco da vicino, ogni sequenza, dai primi piani ai silenzi che fanno rumore, trasmettono emozioni, commozione e anche qualche sorriso. Il regista Paolo Santolini è stato magistrale nel dare un punto di vista diverso al racconto di un campione immenso, generoso e coraggioso, forte e vulnerabile al contempo, il cui ricordo vive e vivrà per sempre nel cuore di milioni e milioni di persone in Italia e nel mondo e il cui respiro continuerà ad aleggiare tra le salite del Monte Carpegna, tra le vette che abbracciano il cielo del Pirata. Un campione che è ancora in attesa di un doveroso riscatto.
Photo: Yuzuru SUNADA dal film Il Migliore. Marco Pantani
