Da domenica 6 marzo alle 21.25 su Rai1 la nuova serie “Noi”, con la regia di Luca Ribuoli, interpretata da Lino Guanciale, Aurora Ruffino, Dario Aita, Claudia Marsicano e Livio Kone. Le dichiarazioni del cast

Ognuno ha una famiglia e ogni famiglia ha una storia. “Noi”, la nuova serie di Rai Fiction, in onda da domenica 6 marzo alle 21.25 su Rai1, con la regia di Luca Ribuoli, interpretata da Lino Guanciale, Aurora Ruffino, Dario Aita, Claudia Marsicano e Livio Kone, è la storia della famiglia Peirò attraverso i decenni: da Pietro e Rebecca, giovane coppia che negli ‘80 affronta la sfida di crescere tre figli, fino ai nostri giorni in cui Claudio, Caterina e Daniele cercano la propria strada verso la felicità. Tutto ha inizio nel 1984, a Torino. È il compleanno di Pietro. Rebecca, che aspetta tre gemelli, comincia ad avere le doglie.
È un parto difficile, uno dei gemelli non ce la fa e Pietro, che ha promesso a se stesso e a sua moglie che da quell’ospedale usciranno con tre bambini, prende la decisione che cambierà il corso delle loro vite: adottare Daniele, un neonato nero, che qualcuno ha abbandonato fuori da una caserma dei pompieri.
E così, nel passato, seguiamo Pietro e Rebecca neo-genitori nel difficile compito di crescere tre neonati, poi tre bambini e infine tre adolescenti. Di episodio in episodio, li scopriremo sempre più in bilico e divisi tra l’amore per la famiglia e il bisogno di non sacrificare i propri sogni e le proprie ambizioni.
Nel presente Claudio, Caterina e Daniele cercano la propria strada: Daniele, marito e padre felice e uomo di successo, decide di cercare il proprio padre biologico; Claudio lascia una carriera ormai consolidata come attore televisivo per scoprire il proprio talento teatrale, mentre Caterina, stanca di lottare contro i suoi problemi di peso, ascolta il consiglio del fratello e decide di affrontarli per ritrovare fiducia in se stessa. Ciascuno di loro si troverà di fronte ai dolori e ai segreti che non ha voluto o potuto affrontare fino a quel momento, scoprendosi vulnerabile e insieme più forte di quello che credeva.

Nel gioco costante tra presente e passato, Noi è nello stesso tempo il racconto di una famiglia e di un Paese, una serie che rivela come anche i più piccoli eventi delle nostre vite possano influenzare ciò che diventeremo, e come gli affetti e le relazioni che costruiamo possano superare il tempo, le distanze e perfino la morte.

“E’ una serie appassionante. L’adattamento è una cosa difficilissima. Abbiamo cercato di sintonizzarci con il progetto originale e di calarci dentro la storia come hanno fatto gli americani. “Noi” è infatti tratta dalla serie di successo americana This is us. Quando l’ho vista la prima volta ho pensato che fosse meravigliosa perché tutte le emozioni mi arrivavano dirette. È una storia che racconta il coraggio di guardare in faccia le proprie verità e di misurarle con gli altri. Per il mio adattamento ho pensato al teatro, alla consuetudine di rimettere in scena testi fondamentali in modi sempre diversi. Non ho pensato di voler fare meglio rispetto al modello originale, ma volevo essere all’altezza di un lavoro così onesto, così diretto. Per questo ho cercato di sintonizzarmi con il modello e quando ho provato le scene con il cast italiano ho avuto la conferma che la lingua dei sentimenti del racconto americano era uguale alla nostra. All’adattamento dei copioni ci hanno pensato Sandro Petraglia, Flaminia Gressi e Michela Straniero. Grazie al loro lavoro raccontiamo l’Italia attraverso la famiglia Peirò, dagli anni ‘80 ad oggi. Gli attori si sono immersi nelle emozioni e penso che per il pubblico sarà impossibile non rimanere attaccati a questi personaggi”, ha dichiarato il regista Luca Ribuoli.

“Si parte avvantaggiati quando c’è un quadro così delineato, in più This is us ha avuto il coraggio di raccontare la storia di una grande famiglia, due persone che si incontrano, hanno tre figli che poi crescono e dei quali vediamo le vite, chiedendo allo spettatore di entrare in questo meccanismo che all’apparenza è complicato ma che elimina i tempi morti andando nel passato. Sono scene che ci raccontano via via il cambiamento, perchè affrontano vite diverse. E’ stato complicato farlo ma ci siamo anche molto divertiti. Abbiamo acquisito 18 puntate della serie americana per realizzarne 12 di quella italiana, quindi abbiamo potuto eliminare alcune cose, tagliare i dialoghi retorici. Lavorare a “Noi” con Flaminia Gressi e Michela Straniero, è stato una specie di sogno realizzato. E’ stato interessante misurarci con il linguaggio e l’evoluzione di questi personaggi: imperfetti, incerti, appassionati, pieni di confusioni, slanci e paure, come tutti noi”, ha detto lo sceneggiatore Sandro Petraglia.

NOI Lino Guanciale - Aurora Ruffino - Dario Aita - Claudia Marsicano Livio Kone

Ad interpretare Pietro Peirò è uno degli attori italiani più amati, Lino Guanciale: “L’impressione fin dall’inizio è stata di grande onestà, è come se ogni singola parte fosse perfettamente integrata nelle altre. Ho deciso di accettare questo progetto dopo un’approfondita chiacchierata con Sandro Petraglia, mi sono convinto attraverso la chiarificazione della direzione che si stava prendendo. Quando si parla di sentimenti c’è sempre dietro l’angolo la retorica e abbiamo cercato di consegnare un racconto positivo e inclusivo in cui possiamo riconoscerci, non solo come spettatori ma anche come italiani. E’ un family drama domestico in una versione tutta nostra che però è universale”.

Guanciale ha poi parlato del suo personaggio: “L’aspetto che mi ha affascinato di Pietro è la capacità di donarsi completamente ad un progetto che gli cambierà la vita. Mi riconosco in questa purezza di intenti che è propria delle precedenti generazioni. Il mio percorso è stato benedetto dal fatto di poter fare cose diverse e mi sento molto fortunato, in quanto attori di grande qualità sono a casa da due anni. Il dispositivo drammaturgico della scrittura, che spazia dal presente al passato, dà possibilità di sviluppo ai personaggi. Pietro è il padre che tutti vorrebbero avere e che tutti vorrebbero essere, al netto di una bella dose di fragilità. Luca ha cercato di rendere con la massima umanità possibile le fragilità, i punti di rottura dei personaggi. La sfida per noi era pensare mentre li portavamo in scena a quanto siamo difettosi e imperfetti. E’ stato facile lavorare con colleghi come Aurora e il resto del cast, ma anche con i bambini che scandiscono il tempo che passa, tra cambi di pannolini e crisi adolescenziali. Vorrei menzionare infine la canzone “Mille stelle” che è stata scritta da Nada con Andrea Farri ed è perfetta per questo racconto”.

Aurora Ruffino dà il volto a Rebecca: “Il coinvolgimento era tale che era impossibile non emozionarsi. Luca è un regista eccezionale, ogni volta sul set ha donato la sua professionalità, la sua passione, il suo amore per questa serie ed è stato un privilegio lavorare con lui. Prima ancora di fare i provini ero una grande fan di This is us e quando mi hanno preso non potevo crederci. E’ stata una felicità immensa che poi si è trasformata in paura, in panico perché temevo di non essere adatta. Sono state settimane complesse e tutto si è risolto quando ho smesso di pensare alla serie americana e mi sono focalizzata sul lavoro. Avevo conosciuto Lino in un’altra serie ma avevamo una linea narrativa diversa e non ci incrociavamo mai, qui ho avuto la possibilità di recitare con lui. E’ stato tutto molto naturale, mi ricordo che all’inizio temevamo di raccontare una storia d’amore come quella di Pietro e Rebecca, perché bisognava creare quella complicità. Invece al primo giorno di set abbiamo girato la scena del matrimonio ed è stata una sorpresa, è nata una complicità anche inaspettata. Trovare un compagno di lavoro così bello è stato un sogno”.

L’attrice ha spiegato che impersonare Rebecca è stato interessante anche a livello personale: “Mi è successa una cosa strana, un paio di mesi dopo aver iniziato le riprese ho avuto una specie di rifiuto della maternità perché tutto quello che si vive è talmente forte che fa paura, mentre a fine riprese dopo aver lavorato con i bambini, gli adolescenti e i figli adulti è riaffiorato molto più forte il desiderio di diventare madre, e l’amore ha prevalso sul dolore legato alla perdita del figlio e delle dinamiche che Rebecca ha affrontato. Vivere questa trasformazione dentro di me è stato interessante innanzitutto come donna. Avere la possibilità di impersonare una persona in un arco temporale di quasi 40 anni è stato bellissimo e mi ha dato la possibilità di raccontare quattro donne diverse. A 20 anni è una ragazza ribelle, sognatrice, anticonvenzionale, che sogna di viaggiare e di cantare, tutto si stravolge quando incontra Pietro che rappresenta la verità, la sincerità, perchè è un uomo onesto, semplice, un grandissimo lavoratore, mi ricorda mio nonno. A 30 anni si riscopre una madre molto amorevole, fin troppo protettiva tanto che commette degli sbagli con i propri figli, a 40 anni vive una crisi esistenziale importante e una volta che i figli adolescenti non hanno più bisogno di lei non sa quale sia il senso della sua vita, e a 60 anni ha la consapevolezza di una storia meravigliosa e importante ma deve fare i conti con i sensi di colpa”.

Claudia Marsicano è Caterina: “Con Dario e Livio ci siamo incontrati prima delle riprese per un aperitivo in modo da conoscerci e da subito si è creato un bel feeling. Venendo dal teatro ed essendo la prima serie tv per me pensavo che potessi avere a che fare con persone un po’ schive  invece il pregiudizio è subito caduto e ci siamo trovati in sintonia ed è stato magico”.

Dario Aita è Claudio: “Claudia e Livio sono persone eccezionali e colleghi che uno si augura sempre di incontrare sul set. Quando si sta tanti mesi insieme si condividono rapporti ed emozioni ed è importante creare un buon feeling”.

Livio Kone è Daniele: “Prima di iniziare le riprese ero teso, agitato e ansiolitico, perché è il mio primo ruolo da protagonista in una serie importante con attori bravissimi. La fratellanza e l’unione di famiglia è iniziata quando ci siamo trovati a casa di Angela, che interpreta mia moglie nella serie, a festeggiare il mio compleanno, il 14 febbraio, il giorno prima delle riprese. Questa cosa mi ha emozionato e sciolto e sul set sono andato con un approccio più sereno e tranquillo sapendo che al mio fianco avevo persone eccezionali”.

Angela Ciaburri è Betta, la moglie di Daniele: “Con Livio si è creato un rapporto di sostegno reciproco anche fuori dal set, è stato bellissimo e ci ha legato tanto”.

Francesca Agostini è Sofia: “Luca Ribuoli è stato la luce che ci ha fatto giocare e spaziare come attori sul set. E’ la prima esperienza con lui e con molti ragazzi del cast e sono felicissima. Mi ha fatto piacere ritrovare Aurora, che è un angelo, elegante, raffinata, bravissima, mentre Lino Guanciale è stato una bellissima scoperta”.

Timothy Martin è Mimmo, il papà di Daniele: “Con Livio ci siamo visti per la prima volta quando dovevamo girare e per collegarmi a lui sapendo per esperienza che un africano è diverso da un afroamericano come cultura ho cercato di guardarlo negli occhi per capire cosa potessero avere in comune i nostri personaggi. Ho giocato molto su questo per trovare il rapporto con mio figlio Daniele”.

Sinossi della prima puntata:

Episodio 1 – Il gioco della vita

Torino Anni ‘80. Pietro e Rebecca sono una giovane coppia in attesa del parto. Aspettano tre gemelli e proprio il giorno del compleanno di lui si rompono le acque e devono correre in ospedale. Non è un parto come tutti gli altri e ci sono delle complicazioni, ma Pietro, ostinatamente ottimista, è certo che tutto andrà bene e non vuole sentire ragioni contrarie.

Lo stesso giorno, è il compleanno di Cate, Claudio e Daniele. I primi due vivono a Roma, sono fratelli, profondamente legati ed entrambi irrisolti: il problema di lei è il peso, quello di lui l’insofferenza al proprio lavoro. Ma sembra finalmente arrivato il momento di cambiare: Cate, spinta proprio dal fratello, si reca per la prima volta all’Associazione Mangiatori Compulsivi e lì conosce Teo, oversize, simpatico e alla ricerca di un sostegno come lei. Claudio, invece, sebbene sia un attore molto popolare nel ruolo del Maestro Rocco, è ormai stufo delle battute mediocri che affibbiano al suo personaggio e decide di mollare tutto, trasferirsi a Milano e provare con il teatro.

A Milano Daniele, un bel ragazzo di colore, elegante e con una splendida famiglia, è alla ricerca del padre biologico e, proprio nel giorno del suo compleanno, riesce a trovarlo. Dopo la rabbia e la confusione iniziali, decide di portarlo a casa sua e presentarlo a moglie e figlie.

Intanto Pietro e Rebecca hanno dato alla luce due gemelli, ma purtroppo hanno perso il terzo bambino. Eppure in quella notte dei miracoli nella nursery, accanto ai due piccoli appena nati, c’è un terzo neonato, di colore, che un tenente ha trovato davanti all’ingresso della sua caserma e ha portato in ospedale…

Episodio 2 – I fantastici 3

Nel passato, i primi giorni con i tre bambini sono una vera sfida per Pietro e Rebecca. Daniele non si attacca al seno e in generale tutti e tre dormono a ore alterne, quando uno è sveglio e piange l’altro dorme e viceversa. Sono entrambi provati e sopraffatti dalla gestione dei piccoli, ma – mentre Rebecca è insofferente e si infuria per qualunque cosa – Pietro cerca di mantenere la calma, anche se le incomprensioni tra i due sono ormai all’ordine del giorno. Rebecca è ossessionata dal pensiero del padre biologico di Daniele e decide di andare a cercarlo: non vuole rischiare che si faccia vivo con suo figlio, né ora né mai.

E quando, nel presente, Daniele le dice di aver trovato Mimmo, che nel frattempo ha familiarizzato molto con le bambine, sembra molto scossa e intenzionata a parlargli privatamente.

A Roma Teo e Cate sono sempre più vicini, sebbene il rapporto di totale esclusività di Cate con Claudio cominci a interferire con il loro rapporto. Quest’ultimo è alle prese con la fidanzata di turno che gli sta distruggendo casa e, come sempre, si rivolge a Cate come sua ancora di salvezza rovinandole un momento molto speciale, se non addirittura la storia, con Teo. A quel punto Claudio decide di mettersi in macchina e partire, da solo, alla volta di Milano.

Nel passato Rebecca, pacificata dopo l’incontro con Mimmo, riesce finalmente a far attaccare il piccolo Daniele al suo seno.

Nel presente, le figlie di Daniele sono tutte eccitate perché ha appena squillato il citofono. ‘Sono i nonni!…’ gridano all’unisono. Ci aspetteremmo di vedere Rebecca e Pietro. E invece vediamo che la vita a volte è proprio imprevedibile.

di Francesca Monti

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