Intervista con Giancarlo Nicoletti, regista e interprete di “Persone naturali e strafottenti”, in scena al Teatro Martinitt di Milano: “E’ come se questo testo fosse venuto a cercarmi”

Fino al 6 marzo è in scena al Teatro Martinitt di Milano “Persone naturali e strafottenti”, la più controversa e applaudita tra le commedie di Giuseppe Patroni Griffi, in un nuovo e originalissimo allestimento prodotto da Altra Scena e magistralmente firmato da Giancarlo Nicoletti, che ne è anche interprete nel ruolo di Mariacallàs, insieme a Marisa Laurito, Giovanni Anzaldo e Livio Beshir.

Quattro solitudini, un appartamento e una notte di Capodanno a Napoli. Donna Violante, la padrona, ex serva in un bordello, discute e litiga con Mariacallàs, un travestito, in bilico fra rassegnazione, ironia, squallore e cattiveria. E ancora, Fred e Byron, che sono alla ricerca dell’ebbrezza di una notte: l’uno, uno studente omosessuale alla ricerca di una vita libera dalle paure, l’altro, uno scrittore nero che vorrebbe distruggere il mondo per vendicare le umiliazioni subite. Quattro persone naturali e strafottenti, che, per un gioco del destino, divideranno la loro solitudine con quella degli altri, mentre fuori la città saluta il nuovo anno, fra accese discussioni, recriminazioni, desideri repressi, liti e violenze.

Una commedia provocatoria, piccante, scabrosa, mai noiosa, scoppiettante eppur spassosa, geniale nella sua spudoratezza.

Abbiamo incontrato il regista e attore Giancarlo Nicoletti al Teatro Martinitt di Milano poco prima di andare in scena.

274936337_10159765965062629_6506366514972865349_n

Giancarlo, come ha lavorato a “Persone naturali e strafottenti” e come si è approcciato al testo di Patroni Griffi?

“Non ho fatto alcun adattamento, nel senso che recitiamo il testo integrale, così come è stato scritto da Patroni Griffi e che è arrivato per caso tra le mie mani grazie a mio cugino che ha trovato una delle pochissime copie esistenti in Italia del 1973 in una bancarella di libri usati. Per una serie di concatenazioni clamorose siamo riusciti a portarlo in scena. E’ uno spettacolo nelle mie corde e mi diverte molto, è provocante, scandaloso, attuale. E’ come se questo testo fosse venuto a cercarmi. Abbiamo provato a rendere fruibile una drammaturgia così sofisticata stando con l’autore, nel senso che dove c’è la commedia abbiamo fatto la commedia, idem dove c’è la tragedia”.

Nello spettacolo dà il volto a Mariacallàs…

“E’ un travestito, un femminiello napoletano, ispirato a Rosalinda Sprint, un altro personaggio che Patroni Griffi scrisse per il suo romanzo “Scende giù per Toledo”. E’ un regalo grandioso per un attore poterlo interpretare, perchè è una donna, è un uomo, è cattivo, è buono, è una prova attoriale difficilissima ma molto divertente, è un personaggio carico di comicità e al contempo di dramma. E’ anche stancante fisicamente stare sui tacchi tutte le sere ma è un’enorme soddisfazione ed è uno di quei ruoli che almeno una volta nella vita vanno fatti”.

file

Cosa rappresenta per lei “Persone naturali e strafottenti”?

“E’ uno spettacolo che amo, a cui tengo tantissimo, che mi ha dato la possibilità di lavorare con Marisa Laurito. Siamo entrambi naturali e strafottenti, ci siamo presi il rischio di far rivivere questa opera dopo 40 anni e il pubblico e la critica ci stanno ripagando. Qualcuno esce dalla sala prima della fine, ma è bello che ci sia ancora modo di indignarsi a teatro. E’ fondamentale che sia oggetto di discussione e anche di rabbia”.

Come vede il futuro del teatro dopo la pandemia?

“Vedo il futuro più roseo del previsto. Il teatro è un rito sociale immutabile da millenni, l’emozione dello spettacolo dal vivo è unica e non può essere riprodotta a casa, è fondato sugli esseri umani e quindi non è destinato a morire, ma eventualmente a cambiare, sperando che non si perda il teatro di tradizione e di compagnia”.

di Francesca Monti

credit foto copertina pagina Facebook Giancarlo Nicoletti

Grazie a Federica Zanini

Rispondi