Ironia, simpatia, talento, versatilità e capacità di essere credibile sia nei ruoli divertenti che in quelli drammatici, come Donna Violante che Marisa Laurito interpreta in “Persone naturali e strafottenti”, la più controversa e applaudita tra le commedie di Giuseppe Patroni Griffi, in scena dal 1° al 6 marzo al Teatro Martinitt di Milano, in un nuovo e originalissimo allestimento firmato da Giancarlo Nicoletti, con la produzione di Altra Scena.
L’attrice riesce meravigliosamente a dare voce e corpo al personaggio che fu impersonato da Pupella Maggio, segnando il proprio ritorno all’alta drammaturgia d’autore e inaugurando una nuova stagione di una lunga carriera, costellata di successi.
Quattro solitudini, un appartamento e una notte di Capodanno a Napoli. Donna Violante, la padrona, ex serva in un bordello, discute e litiga con Mariacallàs, un travestito, in bilico fra rassegnazione, ironia, squallore e cattiveria. Fred e Byron sono invece alla ricerca dell’ebbrezza di una notte: il primo è uno studente omosessuale alla ricerca di una vita libera dalle paure, l’altro è uno scrittore di colore che vorrebbe distruggere il mondo per vendicare le umiliazioni subite. Quattro persone naturali e strafottenti, che, per un gioco del destino, divideranno la loro solitudine con quella degli altri, mentre fuori la città saluta il nuovo anno, fra accese discussioni, recriminazioni, desideri repressi, liti e violenze.

Marisa, nello spettacolo “Persone naturali e strafottenti”, in scena al Teatro Martinitt di Milano, interpreta Donna Violante, un ruolo molto diverso rispetto a quelli in cui siamo soliti vederla….
“Ho fatto anche dei ruoli drammatici in America, come Rosetta nel film “Terre nuove” con Antonio Banderas vincendo il premio come miglior attrice straniera al Festival del cinema di Bogotà. Sicuramente in Italia me ne sono capitati di meno, ma ho voglia soprattutto di regalare gioia anziché far piangere. Questo testo infatti è drammatico ma è anche divertente. Ringrazio Giancarlo Nicoletti che mi ha chiamata per impersonare Donna Violante che è stata interpretata in passato da una grande attrice come Pupella Maggio, in anni sicuramente più coraggiosi di questi. Infatti il nostro spettacolo è una ripresa”.
E’ una commedia provocatoria, piccante, scabrosa, ma anche geniale e divertente…
“C’è ancora qualcuno che vedendo “Persone naturali e strafottenti” resta turbato, si alza e se ne va, ma lo trovo abbastanza ridicolo perché secondo me bisognerebbe scandalizzarsi prima di tutto per il Festival di Sanremo che entra nelle case senza filtri. Se questo non accade non ha senso essere sconcertati per un testo che ha una forza e una struttura ideologica e teatrale potente. Inoltre il cast è composto da attori straordinari e sono felice di lavorare con questa compagnia”.

E’ un testo che è stato scritto da Giuseppe Patroni Griffi nel 1973 ma che è straordinariamente attuale nelle tematiche, dall’emarginazione alla violenza, dalla paura dell’altro alla solitudine…
“Peppino è andato in scena negli anni Settanta con questo testo ed è stato premonitore, perché è ancora più moderno di allora per tutto quello che sta accadendo, con il ribaltamento dei ruoli tra Occidente e Oriente, ma non solo. Penso ad esempio a Fred, interpretato da Giovanni Anzaldo che, come molti trentenni di oggi che non sanno ancora cosa fare, non hanno dove andare, non hanno una strada davanti a sé, si dice felice di questo limbo in cui vive, studiando ed essendo mantenuto da una famiglia ricca, mentre si trastulla a Napoli. Negli anni Settanta non era così, ricordo che i genitori davano delle dritte precise nell’educazione, a 21 anni andavi via di casa, dovevi avere un tuo mestiere. Gli artisti sono spesso esploratori, alle volte riescono a carpire la fiducia di quelli che ascoltano, altre no. Patroni Griffi ha previsto ciò che sarebbe accaduto e lo trovo ancora più interessante del testo, che è poetico e in alcuni momenti straziante per le solitudini di questi quattro personaggi. Mentre a quell’epoca c’era una rete famigliare e di amicizie che ti copriva, ti aiutava, ti circondava, oggi ci sentiamo tutti un po’ soli”.
Cosa aggiunge il personaggio di Donna Violante al suo percorso artistico e personale?
“Ogni ruolo aggiunge sempre qualcosa perché rappresenta una sfida. Donna Violante è importante per me perché mi si addice molto, come disse Gigi Proietti, un carissimo amico del quale sento una mancanza terrificante, quando venne a teatro a vedere lo spettacolo. Purtroppo non è facile trovare personaggi come questo che facciano ridere e al contempo pensare, riflettere e commuovere”.
Lei è anche direttrice artistica del Teatro Trianon Viviani di Napoli, come vede il futuro del teatro?
“Con il Trianon Viviani non mi sono mai fermata, sono andata avanti lavorando anche a porte chiuse, ma non vedo benissimo il futuro di quest’arte. La gente ha voglia di andare a teatro ma non ha quella curiosità di una volta, quando assisteva a spettacoli in cui magari non c’erano nomi famosi. Oggi gli spettatori vogliono avere la sicurezza di vedere qualcosa che conoscono, questo fa parte dell’appiattimento della cultura. Ci sono delle fasce di pubblico più selezionate per un certo tipo di spettacolo, forse dovremmo ragionare su questo e capire come procedere”.

E’ uscito il libro “Ci siamo voluti tanto bene – La nostra amicizia con Luciano De Crescenzo”, scritto da lei e da Renzo Arbore, edito da Mondadori. Com’è nato questo progetto?
“Non vuole essere altro che un libro di affetto nei confronti di Luciano che è stato un nostro grande amico. E’ stato lui a farmi incontrare Renzo Arbore ed è nata questa amicizia che dura da oltre quaranta anni. E’ un doveroso omaggio, dettato dall’amore e dalla voglia di non dimenticare. Mimmo De Masi, che è un grandissimo sociologo, ha raccontato Luciano attraverso il sentiero filosofico e sociologico, Renzo ha parlato del suo lavoro, io mi sono concentrata sul suo carattere, sull’amore che mi ha dato e sulla cultura che mi ha regalato”.
di Francesca Monti
credit foto copertina pagina Facebook Marisa Laurito
Grazie a Federica Zanini
