Intervista con Aurora Ruffino, protagonista della serie “Noi”: “Rebecca è puro istinto ed emotività, proprio come me. Un sogno nel cassetto? Interpretare Raffaella Carrà in un film”

“E’ raro interpretare un personaggio di questo genere, è stata una grande sfida a livello professionale e da un punto di vista umano mi ha regalato una trasformazione personale importante”. Aurora Ruffino, giovane e talentuosa stella del cinema e della serialità televisiva, dà il volto a Rebecca in “Noi”, la nuova serie in sei puntate prodotta da Cattleya con Rai Fiction, in onda da domenica 6 marzo alle 21.25 su Rai1, con la regia di Luca Ribuoli e tratta da “This is us”.

Cresciuta negli agi della buona borghesia torinese, Rebecca è insofferente ai suoi genitori e determinata a sfuggire ad una vita precostituita fatta di marito e figli. Vuole un futuro diverso per se stessa e capisce che la strada da seguire potrebbe essere la musica. Inizia così a cantare in una band e a esibirsi in qualche piccolo locale. E proprio durante uno di questi concerti conosce Pietro (Lino Guanciale). Nonostante tutti i suoi propositi capisce fin dal primo sguardo che è l’uomo giusto per lei, quello con cui vuole stare per il resto della sua vita.

“Noi” è la storia della famiglia Peirò attraverso i decenni: da Pietro e Rebecca, giovane coppia che negli ‘80 affronta la sfida di crescere tre figli, fino ai nostri giorni in cui Claudio (Dario Aita), Caterina (Claudia Marsicano) e Daniele (Livio Kone) cercano la via verso la felicità.

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Aurora Ruffino con Claudia Marsicano, Livio Kone, Lino Guanciale, Dario Aita

Aurora, nella serie “Noi” dà il volto a Rebecca, un personaggio con molte sfaccettature che abbraccia un arco narrativo temporale ampio, tanto che è come se fossero quattro donne diverse. Qual è stato l’aspetto più interessante a livello interpretativo?

“Avere la possibilità di interpretare questo viaggio in quattro fasi diverse della vita, nell’arco temporale di quasi quaranta anni, perché impersono Rebecca all’età di venti, trenta, quaranta e sessanta anni. E’ un’occasione forse unica nella vita e nella carriera di un’attrice. E’ stato bellissimo capire a 360 gradi questo personaggio, vivere tutte le sue sfumature, tutte le sfaccettature dei vari periodi ed è stato come affrontare un lavoro specifico su quattro donne diverse, ciascuna con sogni, priorità, urgenze, con una direzione, una trasformazione personale ed emotiva. E’ stato per me un privilegio poter interpretare Rebecca in una serie così bella”.

“Noi” è tratta da “This is us” che ha avuto un successo planetario…

“Sono una grande fan di “This is us”. Prima ancora di ricevere il provino guardando la serie americana, che è la mia preferita in assoluto, dicevo al mio fidanzato: “che ruolo bellissimo ha Mandy Moore. Immagina avere la possibilità di interpretarlo”. Quando mi hanno chiamato per Rebecca non potevo crederci. E’ un sogno che si è realizzato”.

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E’ una serie che affronta tematiche diverse e molto attuali, dall’amore alla famiglia, dall’adozione all’accettazione di sé, alla maternità, attraverso personaggi che sono forti ma anche vulnerabili e in cui ciascuno di noi in qualche modo può rivedersi…

“This is us è diventata un classico, un po’ come Shakespeare. E’ una storia che affronta tematiche universali e può essere attuale sempre e ovunque, in quanto è incentrata sull’essere umano, in questo caso su una famiglia e sui temi che sono legati ad essa, come il desiderio di ognuno di noi di riuscire a trovare quell’equilibrio, quell’armonia all’interno del proprio ambito famigliare, che per motivi esterni o interni, dovuti a differenze di carattere o personalità, a volte non si riesce ad avere. I protagonisti sono persone in cui possiamo rivederci essendo normali e imperfetti come tutti noi. E’ una serie che fa un po’ da specchio, nel senso che empatizzando con uno dei personaggi sei obbligato a guardarti dentro, a ragionare sulle tue problematiche, e a cercare insieme le soluzioni. Il segreto del successo di This is us risiede nel racconto della bellezza degli esseri umani e spero che anche la versione italiana possa essere ugualmente apprezzata dagli spettatori”.

Quali aspetti ha in comune con il suo personaggio?

“Rebecca è puro istinto ed emotività, è capace di decidere in un attimo sulla base di ciò che sente e non di ciò che pensa, e questo mi accomuna a lei. L’istinto è la nostra direzione. Da una parte è un pregio perché comunque tendiamo a fare scelte sulla base di quello che ci fa star bene, dall’altra a volte dovremmo essere capaci di fermarci un attimo e pensare almeno una notte in più prima di prendere decisioni importanti”.

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Aurora Ruffino e Lino Guanciale in una scena di “Noi”

Che significato ha per lei la parola “noi”?

“Noi è famiglia, è la capacità di restare uniti malgrado tutte le turbolenze della vita, gli alti e i bassi. Noi è l’amore che lega le persone, è quel legame viscerale che è molto famigliare, perché anche quando ci sono situazioni difficili e dolorose rimani connesso con le sorelle, i fratelli, i genitori. Puoi anche scappare dall’altra parte del mondo ma avrai sempre quel rapporto che ti unisce a loro. Noi è l’attitudine di riuscire a scegliere di non perdersi nonostante tutto”.

In passato ha avuto modo di interpretare altre mamme, penso a Benedetta in “Questo nostro amore” e a Dafne in “Un passo dal cielo”, ma nella serie “Noi” viene sicuramente analizzata maggiormente la tematica della maternità…

“Sono tutte e tre mamme però le ho vissute in modo diverso. In “Noi” ho avuto modo di approfondire il ruolo della madre e il rischio che spesso corre la donna di mettere se stessa da parte per dedicarsi solo ai figli. Rebecca a quaranta anni vive una crisi importante perché si è identificata per anni nel ruolo di madre e quando i figli sono cresciuti e non hanno più bisogno di lei sente mancare la terra sotto i piedi e non capisce quale sia il senso della sua vita. L’immersione nella maternità che ho avuto interpretando “Noi” è stata totalizzante e completamente nuova rispetto alle precedenti esperienze”.

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Aurora Ruffino in una scena di “Noi”

Nella serie vediamo che Rebecca inizialmente canta in una band, qual è il suo rapporto con  la musica?

“Amo ascoltare musica soprattutto quando viaggio, la mia playlist spazia da Gigi D’Agostino a Franco Battiato, però la forma d’arte di cui mi sono innamorata e che mi porto dentro fin da bambina è la danza. E’ simile a quel tipo di amore che Rebecca prova per la musica. La sera mi mettevo a ballare in camera davanti allo specchio, a 18 anni ho iniziato a lavorare per guadagnare i soldi per pagarmi le lezioni di danza. La libertà che provo quando ballo è indescrivibile”.

Cosa ha aggiunto Rebecca al suo percorso artistico e umano?

“Tantissimo. E’ raro interpretare un personaggio del genere ed è stato il mio primo ruolo veramente da donna in una storia così difficile, bella e intensa. E’ stata una grande sfida a livello professionale e Luca Ribuoli mi ha aiutato molto, è stato eccezionale. Ho vissuto questo lavoro con un’intensità che mai avevo provato prima. Da un punto di vista umano mi ha regalato una trasformazione personale importante. Due mesi dopo aver iniziato le riprese ho avuto una specie di rifiuto nei confronti della maternità poiché Rebecca vive delle situazioni così dolorose. Alla fine però, dopo aver girato con i neonati, i bambini, gli adolescenti e con i figli grandi, è riaffiorato dentro di me ancora più forte il desiderio di diventare mamma. L’amore ha prevalso sulla paura per il dolore e le cose che possono succedere”.

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Aurora Ruffino nei panni di Rebecca nella serie “Noi”

In quali progetti sarà prossimamente impegnata?

“Sto girando un’altra serie per la Rai, un mistery con protagonista Alessandro Preziosi, prodotto da Multimedia Eliseo e Rai Fiction, intitolato “Black Out””.

Il ruolo che sogna di interpretare…

“Sono una fan di Raffaella Carrà e quando è venuta a mancare ho sofferto molto perché lei ha accompagnato la mia infanzia. Ero innamorata della danza e guardavo in continuazione le sue esibizioni. Era un personaggio amato anche all’interno della mia famiglia, con quel suo caschetto biondo e il suo talento nel ballo. Sarebbe un sogno interpretarla e omaggiarla magari in un film”.

di Francesca Monti

foto copertina di Maddalena Petrosino
gioielli Crivelli
abito Alberta Ferretti
coordinamento studio Marver
hair Alessandro Rocchi @simonebellimakeup
makeup charlotte hardy @simonebellimakeup
location hotel Valadier Roma

Grazie a Lorella Di Carlo

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