Intervista a Yuri Confortola, vincitore di un argento e un bronzo nello short track ai Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022: “Questo sport mi ha insegnato a vivere in un gruppo e ad avere rispetto per gli avversari”

“Dedico queste due medaglie a tutte le persone che mi sono state accanto e che hanno contribuito al raggiungimento di questi risultati”. Alla sua quinta partecipazione a cinque cerchi Yuri Confortola, tra i più grandi campioni dello short track italiano, ha conquistato due meravigliose medaglie ai Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022: uno storico argento nella staffetta a squadre mista (insieme ad Arianna Fontana, Martina Valcepina, Andrea Cassinelli, Pietro Sighel e Arianna Valcepina), e un bronzo nella staffetta maschile (con Pietro Sighel, Tommaso Dotti e Andrea Cassinelli).

In questa intervista che ci ha gentilmente concesso abbiamo parlato con Yuri Confortola delle emozioni vissute ai Giochi, degli insegnamenti che gli ha trasmesso lo sport e dei prossimi obiettivi.

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Yuri Confortola con Arianna Fontana, Martina Valcepina, Andrea Cassinelli, Pietro Sighel e Arianna Valcepina sul podio olimpico ai Giochi di Pechino 2022 – credit foto Coni (pagina Facebook)

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Yuri Confortola con Andrea Cassinelli, Pietro Sighel e Tommaso Dotti sul podio olimpico ai Giochi di Pechino 2022 – credit foto Coni (pagina Facebook)

Yuri, ai Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022 ha conquistato due splendide medaglie, un bronzo e un argento. Ci racconta le emozioni che ha vissuto?

“E’ stata la mia quinta Olimpiade ma per un motivo o un altro non ero ancora riuscito ad andare a medaglia. Quest’anno le aspettative erano alte, è girato tutto bene e abbiamo avuto la fortuna dalla nostra parte, infatti non abbiamo avuto contatti o cadute. L’emozione è stata grande e mi ha ripagato di molti anni di lavoro”.

A chi dedica queste medaglie?

“Dedico le medaglie a tutte le persone che mi sono state accanto e hanno contribuito al raggiungimento di questi risultati, perché la vita di un atleta comporta sacrifici e anche momenti difficili”.

Qual è il ricordo più bello che conserva di questi Giochi?

“Il contesto è stato complicato. Ho vissuto in modo sicuramente diverso le altre quattro Olimpiadi. A Pechino c’erano le restrizioni a causa del covid e non si poteva uscire dal Villaggio Olimpico. Ho trascorso comunque dei momenti belli con atleti di altri sport, come alcuni azzurri del curling, con i quali è nata un’amicizia ai Giochi di Pyeongyang e che mi fa piacere ritrovare in questi eventi importanti”.

Quella di Pechino 2022 è stata la sua quinta Olimpiade. Quale le ha dato maggiori soddisfazioni?

“Mi hanno dato tutte qualcosa. Torino 2006 è stata la mia prima Olimpiade e forse per me è la più bella perché si gareggiava in Italia, ed erano presenti famigliari e amici a fare il tifo per me. Di Vancouver 2010 ricordo questa bellissima città e il divertimento post gare, a Sochi 2014 ho visto molte competizioni perché le strutture in cui si svolgevano erano vicine al Villaggio Olimpico. Infine Pyeongchang 2018 in Corea, una terra che mi piace molto per diversi aspetti”.

Come si è avvicinato allo short track?

“Ho iniziato per caso. Mia sorella pattinava, io avevo 12-13 anni e ho voluto provare per divertimento. Da lì non mi sono più fermato e dai 14 anni ho iniziato a competere per fare risultato”.

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Yuri Confortola oro nei 1500 metri in Coppa del Mondo a Nagoya – credit foto FISG

Tra le medaglie che ha vinto nel corso della sua carriera ce n’è una a cui è più legato?

“Ad ognuna è legato un ricordo, da quella al Mondiale junior che è stata la prima che ho vinto a quelle ai Campionati Italiani, agli ori conquistati agli Europei con la staffetta, ai successi in Coppa del Mondo, in particolare quello dello scorso novembre. Non saprei scegliere solo una medaglia”.

Qual è l’insegnamento più importante che le ha trasmesso questo sport?

“Lo short track mi ha insegnato a vivere in un gruppo, ad avere rispetto per gli avversari e a provare ad essere un esempio positivo per i giovani”.

Che consigli darebbe ad un giovane che inizia a praticare questo sport?

“Lo short track mi ha dato tanto, è divertente, regala adrenalina. Ovviamente va provato per vedere se ti piace. Secondo me la cosa importante è che i giovani facciano attività sportiva perché oggi la tecnologia li tiene parecchio in casa. Personalmente mi sarei visto anche in altri sport”.

Quale sport in particolare?

“Mi attrae lo sci alpino perché sei da solo contro il tempo e se sbagli non puoi prendertela con nessuno se non con te stesso”.

Quante ore si allena settimanalmente?

“Con riscaldamento e sessioni di ghiaccio mi alleno tre ore al mattino e tre al pomeriggio per sei giorni alla settimana”.

Cosa manca affinché lo short track abbia una maggiore visibilità in Italia?

“Manca il movimento nelle città, mancano le società sportive. Bisogna alzare i numeri alla base, per creare interesse bisogna promuovere e far conoscere lo short track a cominciare dalle scuole. Come tutti gli sport cosiddetti minori finite le Olimpiadi va nel dimenticatoio, questa è la brutta realtà e va cambiata”.

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credit foto Instagram Yuri Confortola

Quali sono i suoi passatempi preferiti?

“Mi piace fare sport, dalla corsa alla bici. E poi uno dei miei passatempi preferiti è dedicarmi ai lavori manuali come ad esempio ristrutturare casa”.

Quali sono i suoi prossimi obiettivi?

“Il prossimo obiettivo è il Mondiale che inizierà a breve. Vorrei finire al meglio questa stagione”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Coni

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