Recensione dello spettacolo “Eichmann. Dove inizia la notte” di Stefano Massini con Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon, visto al Piccolo Teatro Grassi di Milano

Dove e perché comincia il male? Si snoda a partire da queste domande il nuovo atto unico di Stefano Massini “Eichmann. Dove inizia la notte”, andato in scena nella splendida cornice del Piccolo Teatro Grassi di Milano, interpretato da Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon, con la regia di Mauro Avogadro, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano / Teatro Stabile del Veneto, in cui viene raccontato lo scontro immaginario tra Hannah Arendt e Adolf Eichmann. Che tipo di personalità si nascondeva dietro la divisa nazista di colui che ideò la soluzione finale e organizzò nei dettagli il massacro di sei milioni di ebrei? Prova a dare una risposta Massini, nella drammaturgia che ha realizzato a partire dagli scritti della filosofa ebrea Hannah Arendt, dai verbali degli interrogatori a Gerusalemme, dove Eichmann fu processato dopo l’arresto avvenuto nel 1960 in Argentina, e dagli atti del processo.

Una scena scarna, grigia, cruda, con una scrivania, delle sedie e dei gradini, quella realizzata da Marco Rossi, per dare ancora più potenza e risalto alle parole pronunciate dai due protagonisti, che indossano uno la divisa delle SS e l’altra una giacca con la stella di David.

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credit foto Tommaso Le Pera

Lo spettacolo si apre con spari, grida e il frastuono delle bombe, uno scenario che è purtroppo sempre attuale visto il dramma della guerra in Ucraina. Da una parte del palco c’è Eichmann, un uomo mediocre, arrivista e opportunista, mosso dall’ambizione e dal potere, che si dice orgoglioso degli elogi di Hitler nei suoi confronti, che aspira ad una foto con lui ma nega di aver letto il “Mein Kampf”, che si vanta di aver avuto una relazione con una ragazza ebrea e che vuole fare carriera arrivando ad abitare a Berlino, dove suo padre non era mai stato non potendosi pagare l’albergo, ma che si giustifica addossando la colpa agli altri riguardo il massacro degli ebrei.

Dall’altra parte c’è Hannah Arendt, intellettuale, filosofa e scrittrice di origine ebrea, che ricorda ad Eichmann che è troppo semplice non prendersi le proprie responsabilità, che cita Genrich Grigor’evič Jagoda, capo della GPU, la polizia segreta sovietica, e Matvei Berman, responsabile dei Gulag, che in accordo con Stalin nel 1933 trasportarono in Siberia contadini e criminali per quello che fu definito un esperimento sociale, che contrappone al motto di Heinrich Himmler “l’unico onore è non tradire mai” la dignità di Sophie Scholl, che nel 1943 a soli venti anni fu uccisa e decapitata dai nazisti per aver distribuito dei volantini contro Hitler all’Università di Berlino.

Lo spettacolo si conclude con Hannah che ricorda le parole di suo padre in risposta alla sua domanda, quando da bambina chiese quale fosse il punto del cielo dal quale ha inizio la notte: “Non esiste un punto preciso. Quando fa buio il cielo cambia colore tutto quanto, i tuoi occhi non possono fermarlo, non potranno mai”.

Paolo Pierobon e Ottavia Piccolo, semplicemente magnifici, riescono a restituire l’intensità, la drammaticità e la fermezza a questi due antagonisti, dando vita ad un confronto diretto, serrato, doloroso, da cui emerge che il male esiste ed esisterà sempre, che il potere entra nella vita delle persone stravolgendole, trasformandole, senza chiedere il permesso, ma che la dignità ti resta incollata addosso e che per poter cambiare le cose non dobbiamo girare la faccia dall’altra parte e far finta che quello che accade nel mondo non ci riguardi.

Parole che risuonano ancora più vere e cariche di significato in questo momento storico, pensando alla distruzione, al dolore, alla sofferenza del popolo ucraino, alle immagini strazianti di donne, bambini, anziani, costretti a lasciare le loro case, ai giovani obbligati ad imbracciare le armi per difendere il proprio Paese, invaso senza motivo. Tutto questo a causa della follia di un uomo assetato di potere che non ha rispetto per la vita degli altri e che porta avanti imperterrito il suo piano criminale. Evidentemente ad alcuni la storia non ha insegnato niente.

di Francesca Monti

credit foto Tommaso Le Pera

Grazie a Valentina Cravino ed Edoardo Peri

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