“All’inizio questo personaggio sembrava molto distante da me sia per età che per stile di vita, invece mi ha stupito vedere quanto sia una mia estensione”. Livio Kone dà il volto a Daniele Peirò in “Noi”, la nuova serie in sei puntate prodotta da Cattleya con Rai Fiction, in onda la domenica alle 21.25 su Rai1, con la regia di Luca Ribuoli e tratta da “This is us”.
Marito affettuoso e padre di due splendide ragazzine, Daniele, adottato pochi giorni dopo la sua nascita da Rebecca (Aurora Ruffino) e Pietro (Lino Guanciale), è cresciuto con la convinzione di non essere mai all’altezza e di doversi meritare ogni giorno il loro amore. Con il tempo è diventato uno dei più accreditati manager finanziari di Milano, la sua vita procede apparentemente senza intoppi, ma quel senso di inadeguatezza lo accompagna da sempre. Nel tentativo di placarlo, ha continuato a cercare i suoi genitori biologici. Quando finalmente riesce a trovare il suo padre ‘vero’, è preso da sentimenti contrastanti e così dovrà scendere a patti con il dolore, imparando ad accettare che non tutti i problemi hanno una soluzione e che l’unica cosa da fare, a volte, è perdere il controllo, lasciarsi andare, lasciarsi travolgere.
Livio Kone, astro nascente del cinema e della serialità italiane, ci ha parlato del suo personaggio e della serie “Noi”, ma anche del film “Crazy for Football”, dei prossimi progetti e dei personaggi che gli piacerebbe interpretare.

Livio Kone con Angela Ciaburri in “Noi”
Livio, nella serie “Noi” interpreta Daniele Peirò. Cosa l’ha più affascinata di questo personaggio che è molto sfaccettato?
“Mi ha colpito quanto Daniele sia simile a me. All’inizio mi sembrava molto distante sia per età che per stile di vita, essendo anche un padre e un marito, poi mi ha stupito vedere quanto sia una mia estensione. Mi affascina il modo in cui si butta nelle cose che ama, senza pensare troppo alle conseguenze. E’ una persona istintiva”.
Quali sono le caratteristiche che ha in comune con Daniele?
“Il fatto di voler fare più cose contemporaneamente, cercare di accontentare tutti e voler essere costantemente appagato”.
E’ un manager di successo che ha dentro di sé questo senso di inadeguatezza, ma nel corso della storia riesce anche a lasciarsi andare, a perdere il controllo, soprattutto dopo avere scoperto la verità sul padre biologico…
“Daniele ama molto la sua famiglia e prova sempre a fare la cosa giusta, con il passare del tempo però smette di cercare la sua idea di perfezione, impara a vivere il momento più serenamente e a smussare gli angoli del suo carattere”.

Livio Kone con Timothy Martin
“Noi” è l’adattamento della serie americana “This is us”. Ha avuto modo di vederla prima di iniziare le riprese?
“Non conoscevo la serie, che invece aveva visto mia sorella. Al momento del casting ho guardato un episodio per capire di cosa si trattasse e chi fosse Randall, per poter poi dare una mia interpretazione al personaggio. Il provino è piaciuto al regista Luca Ribuoli e ho preferito continuare a non vedere “This is us” per non rischiare di cadere nell’imitazione”.
Come si è trovato sul set?
“Mi sono trovato benissimo sia con gli altri attori, da Claudia Marsicano e Dario Aita, che interpretano i fratelli di Daniele, ad Angela Ciaburri (Betta), Aurora Ruffino (Rebecca) e Timothy Martin (Mimmo), che con la troupe, mi sono sentito in famiglia. Molto spesso, dopo aver finito le riprese, andavamo a mangiare insieme a casa mia o di altri colleghi, ci siamo sostenuti a vicenda, abbiamo festeggiato i compleanni, non c’è stato nulla di negativo nei sei mesi di lavoro. Ancora oggi abbiamo mantenuto i rapporti e questa domenica guarderemo la puntata di “Noi” insieme”.
E’ una serie in cui viene raccontata la storia di una famiglia come tante, in cui ognuno in qualche modo si può rivedere…
“Certamente. E’ una famiglia che ha delle imperfezioni, del resto non esiste quella perfetta del Mulino Bianco. L’uomo si forma con gli amori e i dolori. Ogni nucleo famigliare ha i suoi problemi che vengono affrontati e superati insieme”.
Quanto oggi le arti possono fungere da mezzo per regalare qualche ora di leggerezza in un periodo così complicato?
“Sono un mezzo che può essere utilizzato per evadere dalla situazione che si sta vivendo in quel momento. Un film, una serie tv, la musica, possono aiutare ad allontanarti dalla realtà e farti sognare, riflettere, sorridere. In questo periodo storico in cui purtroppo è in corso una guerra l’arte ha indubbiamente un ruolo ancora più importante”.

Livio Kone con Claudia Marsicano e Dario Aita
Che significato ha per lei la parola Noi?
“Noi significa tutto e tutti. E’ una parola che mi fa pensare ad un individuo singolo che fa parte di un mondo formato da altre persone, che insieme creano un unico io, cioè noi”.
Ha un passato da calciatore, com’è nata la sua passione per la recitazione?
“E’ nata per caso. Fin da piccolo avevo questo mood comico e una personalità estroversa, ho visto tanti film di Will Smith e tendevo a imitare quei personaggi. Avendo sempre giocato a calcio non mi sentivo di lasciarlo per fare qualcosa che non conoscevo. Quando poi mi sono deciso ho cercato delle scuole di recitazione a Milano, ho mandato la richiesta all’Accademia 09, mi hanno richiamato, ho fatto un colloquio ma non ero convinto. Ho provato per curiosità e giorno dopo giorno mi sono innamorato di questo mestiere”.
Continua ancora a giocare a calcio a livello amatoriale?
“Sì, spesso gioco con gli amici e poi seguo le partite che mi interessano”.

Livio Kone in “Crazy for football”
Ha recitato nel film “Crazy for football” di Volfango De Biasi nel ruolo di Kader, che le ha permesso di unire calcio e recitazione. Che esperienza è stata?
“Quando giocavo a calcio sognavo di arrivare in Serie A e in Nazionale ed è come se il mio sogno fosse diventato realtà attraverso la recitazione. Essere scelto per un ruolo anche per le mie capacità calcistiche è bellissimo ed è strano come il destino riesca a incrociare le cose. In “Crazy for football” ero un giocatore della nazionale di calcetto e ora sto girando un’altra serie sul calcio”.
Può darci qualche anticipazione?
“Andrà in onda in autunno sulla Rai, si chiama “The Net” (la rete) e rivesto il ruolo di un calciatore di Serie A”.
C’è un personaggio in particolare che le piacerebbe interpretare?
“Vorrei interpretare diversi personaggi: un supereroe, un antieroe, e una drag queen”.
Un sogno nel cassetto…
“Avere una famiglia”.
Un attore, un’attrice e un regista con cui le piacerebbe lavorare…
“A livello italiano mi piacerebbe fare un film con Elio Germano e Luca Marinelli, a livello internazionale con Viola Davis. Per quanto riguarda il regista vorrei lavorare con Matteo Garrone”.
di Francesca Monti
credit foto Ufficio Stampa Rai
Grazie a Giuseppe Corallo – Amendola Comunicazione
