Al Teatro Tor Bella Monaca di Roma dal 5 al 7 aprile va in scena lo spettacolo “Lampedusa beach” di Lina Prosa, con la regia di Marcello Manzella, interpretato da Valentina Elia.
Un barcone carico di settecento profughi in fuga dall’Africa affonda nello specchio di mare di fronte a Lampedusa. Nell’oscurità incombente della notte, i corpi si agitano e si dibattono nell’acqua. Molti annegano, muoiono, si capisce dallo spaventoso silenzio che gradualmente scende sul punto del disastro. Tra questi corpi sventurati c’è quello di una giovane donna, Shauba, che riesce ad aggrapparsi agli occhiali da sole che le sono caduti in acqua. Per alcuni istanti riesce a stare a galla come se gli occhiali fossero un salvagente, il suo l’ultimo legame con la vita. Cerca di resistere al mare e, non riuscendo a stare a galla, inghiotte il fiato nello stomaco per l’eternità. Un’eternità immensa che finisce per inghiottirla per sempre. È nell’implacabile discesa infernale sul fondo del Mediterraneo che Shauba, lasciandosi andare ai ricordi, compie il suo vero viaggio verso Lampedusa Beach, la parte sottomarina di Lampedusa, la spiaggia dove finiscono i sogni infranti. E in questo viaggio racconta e rivive, un’ultima volta, la sua esperienza e tutto quello che la porterà, in fin di vita, a maturare come donna: il rapporto con la zia Mahama, il sogno di una vita migliore, il suo rapporto primordiale con l’acqua, l’ingiustizia del mondo, l’Africa, i Capitalisti, il naufragio e la morte.
