Un archivio online per documentare i crimini di guerra. Ad annunciarne la creazione è stato il ministro degli Esteri di Kiev Dmytro Kuleba con un post su Twitter: “Le prove raccolte delle atrocità commesse dall’esercito russo in Ucraina garantiranno che questi criminali di guerra non sfuggano alla giustizia. Migliaia di ucraini sono stati uccisi e torturati dai soldati russi. I civili sono stati giustiziati con le mani legate dietro la schiena per le strade della città di Bucha. Le donne e i bambini sono stati violentati e uccisi. L’esercito russo ha bombardato gli ospedali di maternità, gli ospedali, le scuole, gli asili e anche i corridoi umanitari. Hanno deportato con la forza gli ucraini in Russia. Documentiamo attentamente ogni atrocità, ogni crimine russo”.
Russia’s war crimes si apre con la scritta: “Hai il coraggio di sentire il suono delle sirene in Ucraina in questo momento? Quando gli ucraini sentono questo suono sanno che la distruzione e la morte stanno arrivando”. Quindi si viene invitati a scegliere tra “dar voce alla guerra” e “restare in silenzio”, e con la prima opzione parte il suono delle sirene.
Nell’archivio, realizzato per dar voce alle storie di tante vittime innocenti e per far sì che venga fatta luce e giustizia sugli orrori perpetrati in molte città dell’Ucraina, sono elencati i crimini di guerra divisi in sette punti e corredati da foto e racconti: omicidio di innocenti; attaccare civili o oggetti civili; distruzione indiscriminata degli insediamenti; ostaggi e torture; espulsione illegale; attacchi contro la religione e la cultura; stupri.
Su Russia’s war crimes è riportato anche il bilancio aggiornato delle vittime ucraine e dei feriti dall’inizio del conflitto: 2.213 civili feriti, 3.776 persone uccise tra cui 167 bambini, 4.820 crimini di guerra registrati e 6.800 edifici civili andati distrutti.
credit foto Russia’s war crimes
