Intervista con Roberto Romaniello, produttore di “Alice in Wonderland” con protagonista il Circus-Theatre Elysium di Kiev: “C’è stata una risposta eccezionale da parte del mondo della cultura italiana e del pubblico”

A causa dello scoppio della guerra in Ucraina, la compagnia teatrale Circus-Theatre Elysium di Kiev è rimasta bloccata in Italia dove l’8 febbraio a Roma aveva iniziato la tournée dello spettacolo “Alice in Wonderland” che si sarebbe dovuta concludere il 13 marzo a Brescia. Non potendo fare ritorno a Kiyv, il mondo teatrale si è mobilitato, ha portato al raddoppio delle date del tour e consentito così agli artisti di continuare a lavorare in Italia.

“Andiamo in scena nonostante ciò che accade nel nostro Paese e nella nostra città perché siamo artisti, questo è ciò che sappiamo fare meglio ed è ciò che sentiamo di dover fare”, spiega il direttore del Circus-Theatre Elysium Oleksandr Sakharov. “Le platee piene sono la più bella forma di sostegno che possiamo ricevere, perché ci consente di lavorare, di sostenere le nostre famiglie, ma anche di ricambiare tutti gli spettatori donando loro un sogno che porta con sé un messaggio di bellezza, di pace e di speranza. Siamo profondamente grati all’Italia, ai teatri, alle istituzioni e a tutti coloro che ci stanno aiutando”.

Lo spettacolo ‘Alice in Wonderland’, prodotto da Lighteventi e tratto da ‘Alice nel paese delle meraviglie’ di Lewis Carroll (1865), è rielaborato secondo un sorprendente impianto estetico che intreccia danza, teatro e circo. Sul palco c’è un cast di 28 ballerini-acrobati che interpretano, in un’inedita chiave circense, i fantastici personaggi del racconto. Alice, il Cappellaio Matto, il Coniglio, il Gatto del Cheshire e la Regina di Cuori volteggiano sullo sfondo di sofisticate scene 3D, in un’atmosfera onirica che esalta la favola di Carroll. La storia di Alice si arricchisce qui di un inaspettato aspetto romantico: la ragazza si innamorerà del Principe Azzurro. I due eroi si ritroveranno a superare insieme una serie di sfide ed ostacoli, in un crescendo di avventura e sogno.

Il Circus-Theatre Elysium, fondato a Kiev nel 2012, è un circo collettivo e moderno, che impegna un cast di professionisti di respiro internazionale. ‘Alice in Wonderland’, applaudito fin dal suo debutto non solo in Ucraina, ma anche in Russia, Bielorussia, Francia e Cina, è un progetto artistico nato dall’ispirazione del regista Oleg Apelfed e portato avanti anche grazie all’esperienza ventennale di Maria Remneva, pluripremiata direttrice del Circo Nazionale dell’Ucraina.

Queste le prossime date: Creberg Teatro di Bergamo (22 aprile), Gran Teatro Geox di Padova (24 aprile), Teatro Politeama Genovese di Genova (26 aprile), Teatro Lyrick di Assisi (30 aprile), Gran Teatro Morato di Brescia (1° maggio), Teatro Nuovo Giovanni da Udine di Udine (3 maggio), Teatro Comunale di Ferrara (5 maggio), Teatro Manzoni di Pistoia (6 maggio).

In questa intervista, il produttore Roberto Romaniello ci ha parlato dello spettacolo “Alice in Wonderland” e di come si è sviluppata questa importante iniziativa a supporto della compagnia ucraina, che è riuscita così a salvarsi dal conflitto.

Foto - Alice in Wonderland 2

Roberto, quando è iniziata la tournée in Italia del Circo-Teatro Elysium di Kiev, nessuno poteva immaginare che sarebbe scoppiata la guerra in Ucraina. Come è nata la bellissima iniziativa di solidarietà nei confronti della compagnia da parte dei teatri italiani?

“Il loro tour finiva il 13 marzo e il giorno seguente sarebbero dovuti rientrare in Ucraina, ma non era possibile, essendo scoppiata la guerra e quindi abbiamo contattato i nostri partner e i teatri italiani e tutti hanno aderito all’iniziativa, dandoci la possibilità di fare altre date dello spettacolo. Il pubblico ha risposto in maniera forte perchè “Alice in Wonderland” era già molto conosciuto e apprezzato e poi si è aggiunta questa componente di solidarietà, di aiuto alla compagnia. Così siamo riusciti ad aggiungere una ventina di date, fino al 6 maggio. E poi stiamo lavorando per capire cosa si possa organizzare per l’estate. Un grazie speciale va alla Regione Emilia-Romagna che è stata la prima a mobilitarsi, al Comune di Reggio Emilia per l’accoglienza e a tutti i prestigiosi teatri d’Italia che hanno voluto sul loro palcoscenico uno show che rappresenta un salvacondotto per la compagnia”.

E’ la dimostrazione che il teatro ancora oggi può rivestire un’importante funzione sociale e solidale…

“Assolutamente sì, c’è stata una risposta eccezionale da parte di tutto il mondo della cultura italiana, in particolare dai teatri privati fino ad arrivare a quelli statali, che sono stati i primi a darci un aiuto”.

Alice in Wonderland_Teatro Elysium (6)

Gli artisti sono riusciti a ricongiungersi con le loro famiglie?

“Alcuni sono riusciti a ricongiungersi con i loro famigliari. Gli uomini non possono uscire dall’Ucraina per la legge marziale, per cui abbiamo fatto arrivare in Italia donne e bambini”.

Come ha reagito la compagnia quando ha saputo di avere la possibilità di proseguire la tournée?

“Gli artisti sono stati molto felici di poter mettere in salvo i loro cari, di avere la possibilità di continuare a lavorare e di aiutare e supportare economicamente i genitori e i nonni che sono rimasti in Ucraina”.

“Alice in Wonderland” è uno spettacolo che unisce danza, circo e teatro. Cosa può raccontarci a riguardo?

“E’ un family show che vede sul palco un cast di 28 ballerini-acrobati e racconta la storia di Alice nel paese delle meraviglie. Ci sono tutti i personaggi della favola di Carroll, dal Cappellaio Matto al Bianconiglio, da Alice alle due Regine, declinati nel linguaggio della danza e del circo contemporaneo e c’è una messa in scena tecnologicamente molto potente, con un grande ledwall che manda immagini in 3D, con luci ed effetti speciali. E’ uno spettacolo di alta qualità. Del resto Kiev fino a qualche tempo fa, e speriamo possa tornarlo ad esserlo, era una città all’avanguardia”.

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E’ una storia che parla di sogni, di speranza in un mondo migliore, un messaggio importante in un periodo come quello che stiamo vivendo a livello mondiale…

“Certamente. Alice ad un certo punto si sveglia da questo sogno, popolato anche da alcuni incubi. Speriamo che sia così pure per noi, per la compagnia e per tutto il popolo ucraino. Che possa arrivare presto il giorno in cui si possa uscire da questo incubo, si possa tornare alla realtà e cominciare a ricostruire ciò che è stato distrutto”.

Una volta finita la tournèe cosa succederà?

“La speranza è di mettere in piedi qualcosa di concreto che possa andare avanti per un po’ di tempo permettendo alla compagnia di continuare a lavorare. Al momento non sembra che possa esserci una soluzione a breve termine della guerra in Ucraina e se anche il conflitto finisse il tessuto sociale è totalmente disgregato, non c’è lavoro e ci vorranno dei mesi, se non degli anni, per ripartire”.

di Francesca Monti

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