Video intervista con i Modà, che il 22 aprile pubblicano “Buona Fortuna – Parte Seconda”: “Cantiamo l’amore in tutte le sue forme”

Il 22 aprile esce “Buona Fortuna – Parte Seconda” (Friends & Partners/licenza esclusiva Believe Artist Services), il secondo capitolo del progetto intrapreso dai Modà lo scorso autunno.

L’Ep contiene sei brani inediti, che raccontano l’amore in tutte le sue forme, firmati dalla band milanese tra cui “In tutto l’universo”, singolo accompagnato da un video che racconta la storia d’amore tra il leader della band Kekko Silvestre e sua moglie.

Qui la nostra video intervista con Francesco Kekko Silvestre:

Il 22 aprile esce “Buona Fortuna – Parte Seconda” che contiene sei inediti. Queste canzoni sono state scritte nello stesso periodo di quelle contenute nel primo capitolo del progetto? Come avete lavorato al sound?

“Sono tutti brani che sono stati scritti prima della pandemia e che dovevano far parte di questo grande album che poi è stato diviso nei due capitoli di “Buona Fortuna”. E’ stato registrato tutto insieme, il lavoro è stato molto omogeneo dal punto di vista dei suoni e avendo la possibilità abbiamo cercato di dividere gli argomenti. Infatti nella prima parte abbiamo messo temi più tosti come il bullismo mediatico attraverso lo show e l’Alzheimer, mentre nella seconda abbiamo scelto di inserire canzoni che parlano d’amore sotto più forme, verso mia moglie Laura, mio padre, l’amore visto con gli occhi di un bambino, ma anche brani in cui emerge l’ironia e il sarcasmo come “Tirami l’amore in faccia” e “Oh Oh Oh”, fino ad arrivare al pezzo più profondo, legato ai ricordi, cioè “Pensando a te”. Ci sono tutti i Modà del caso, nel senso che le sonorità sono sempre le nostre, con pezzi rock e altri più leggeri, facendo trasparire la coerenza che ci ha sempre contraddistinto”.

In “Amore scolastico” canti “imparare dai più piccoli che giocare non stanca mai” e poi c’è questa bellissima immagine dello scrivere sì su un foglietto in cui viene domandato “mi sposerai?”. Cosa puoi raccontarci riguardo questo brano in cui l’amore viene visto con gli occhi puri dei bambini?

“E’ stato ispirato da mia figlia Gioia. Un giorno tornando a casa mi ha detto: “Papà, un bambino mi ha scritto se lo sposo e di rispondere sì o no, io ho scritto no”, e mi ha fatto pensare che iniziamo a provare l’amore sui banchi di scuola, già alle elementari. Credo che i bambini ci possano insegnare tanto. Anche dopo anni insieme alla tua compagna bisogna vivere questa storia come dei ragazzini, cercando di non annoiarsi, bisogna tirare fuori questo animo fanciullesco”.

“Non ti somiglio” è dedicata a tuo padre. Nel brano canti “a me che il tempo mi spaventa e non so mai perchè”. Cosa ti spaventa del tempo?

“Io vivo nel passato e questo è un grande errore, faccio fatica ad andare avanti perchè quello che vedo oggi non mi piace, forse perchè sono legato anche ad una generazione come la mia che è stata tra le più belle da vivere, a prescindere dal fatto che non ci fossero i cellulari, internet, credo che abbiamo vissuto veramente quella fase di serenità all’interno di una società in cui tutto sembrava che andasse bene, dove ci si poteva divertire, stare in giro a giocare senza avere paura. Ho un po’ di nostalgia degli anni Novanta, in cui i social erano il parco giochi, il campo di calcio, ci si riuniva in un luogo dove stare insieme, dove socializzare realmente. Oggi tutto questo manca, la gente è chiusa in casa, sta sempre con la testa bassa, comunica attraverso i telefonini. A me questa cosa spaventa e ammiro invece mio padre che è del 1951 ed ha questo spirito di adattamento continuo. Il tempo mi spaventa sempre perchè cerco le risposte del futuro nel passato”.

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Secondo me c’è una connessione tra “Non ti somiglio” e “Non ti mancherà mai il mare”, dedicato a tua figlia Gioia, facente parte del primo capitolo di “Buona Fortuna”, infatti in uno dici “sarà che è stato meglio meno soldi e molti più momenti… perchè quelli non te li compri e non te li scordi”, mentre nell’altro canti “meglio una carezza di tre conti in banca”. Da entrambi emerge quindi l’importanza dei valori, degli affetti, la bellezza delle piccole cose che spesso dimentichiamo…

“E’ così. Oggi si vive in una società dove anche i social insegnano le cose più sbagliate, è tutto un apparire, la gente si basa sui soldi. Io sono nato in una famiglia che non mi ha mai fatto mancare nulla, ho sempre mangiato, in agosto andavo in vacanza e se volevo un gelato me lo compravano, mio papà era un impiegato statale, mia mamma un’infermiera. Però ti affezioni a quei momenti là, allo stare insieme, la tua casa è il mondo fuori che ti aspetta, dove vivere i rapporti umani con le persone. Crescendo mi sono accorto che quegli istanti stanno venendo a mancare e cerco di farli vivere a mia figlia attraverso le stesse cose che facevo con mio papà. Siamo gli unici che possiamo trasmettere ai nostri figli i valori che ci hanno dato i genitori”.

Il disco si chiude con “Pensando a te”, è una storia inventata o reale?

“Io penso che tutto sia un po’ reale, che ci sia sempre la vita nelle canzoni. In questo caso si parla di un luogo dove quest’uomo e questa donna si incontravano e vivendo nel passato per me è facile inciampare in questi fossi. Ho bisogno di fare il pieno di malinconia e di sperare che in fondo tutto vada bene con l’altra persona. Ci sono dei luoghi dove vai poche volte, ti guardi intorno e ripensi a quello che è successo. C’è gente che tiene dentro di sè queste sensazioni, io invece le metto nelle canzoni”.

A questo proposito hai un luogo del cuore?

“C’è un bar che rappresenta un posto speciale per me, si trova di fronte alla sala prove dove andavo a suonare all’inizio della mia carriera. A quel tempo si faceva fatica ma c’erano anche tanti sogni nel cassetto, tanta energia, voglia di farsi vedere, di innamorarsi, di fare quelle cose che poi un poco vengono a mancarti”.

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Il 2 maggio dal Mediolanum Forum di Assago prende il via il tour. Cosa avete preparato?

“Sarà il continuum del “Testa o Croce Tour”. Ci saranno canzoni tratte da “Testa o croce”, un disco che è stato certificato platino ma che ha avuto la sfortuna di incontrare sul suo cammino la pandemia, i brani di “Buona Fortuna” e le hits delle quali non possiamo fare a meno. Lo spettacolo sarà live, senza effetti speciali, la cosa bella sarà reincontrare il nostro pubblico dopo due anni”.

di Francesca Monti

Grazie a Jessica Gaibotti

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