Intervista con Maria Amelia Monti, in scena al Teatro Gerolamo di Milano con il reading “S’è fatto tardi molto presto”: “La cultura è il nostro nutrimento”

“E’ un reading che emoziona, commuove e regala anche dei sorrisi”. Maria Amelia Monti è in scena al Teatro Gerolamo di Milano il 29 e 30 aprile insieme ad Edoardo Erba con “S’è fatto tardi molto presto”, accompagnati al pianoforte da Massimiliano Gagliardi.

Attraverso un diario semiserio, uno scrittore appassionato di fisica (Edoardo Erba) racconta la sua difficoltà a capire i nuovi concetti che riguardano il tempo, e a intuirne le implicazioni nella vita reale. La narrazione, fatta di brevi flash pieni di umorismo, ha il compito di lanciare le poesie contemporanee che riflettono sul tempo, lette dall’attrice. Le poesie sono divise in gruppi e oltre a dare nuovi stimoli sull’argomento lanciato dal narratore, costituiscono una panoramica della scrittura poetica attuale, soprattutto dagli anni ’80 in poi.

Attraverso il tema del Tempo, l’idea è di lanciare uno sguardo sugli autori più attuali, molti dei quali viventi, dando rilievo a voci importantissime e tuttavia ancora poco conosciute e poco lette. La scelta delle poesie comprende autori come Handke, Szymborska, Gualtieri, Viviani, Cavalli, Lamarque, Catalano, Sanguineti, Rodari. Il modo anticonvenzionale di leggerle di Maria Amelia Monti le rende praticabili, fruibili, assolutamente vive e vicine. Ogni serie di poesie si conclude con una canzone, sempre a tema, interpretata da Massimiliano Gagliardi, scelta per l’eccellenza del testo, scritto da autori come De Gregori, Dalla, Califano, Cammariere, Negramaro. La musica interviene anche in altri momenti, dialogando, accompagnando o facendo da contrappunto a brani e poesie.

In questa intervista Maria Amelia Monti, con la sua consueta gentilezza, profondità e simpatia, ci ha parlato del reading “S’è fatto tardi molto presto” ma anche dei prossimi progetti e della sit-com “Finalmente Soli”, che è rimasta nel cuore del pubblico.

foto s'è fatto tardi Erba Monti Gagliardi

Maria Amelia, è in scena al Teatro Gerolamo con il reading “S’è fatto tardi molto presto”. Cosa può raccontarci a riguardo? 

“Abbiamo iniziato a portarlo in scena prima del lockdown ed è nato da un’idea di Edoardo Erba, che è anche mio marito, che ha strutturato lo spettacolo con Massimiliano Gagliardi, un musicista bravissimo con cui lavoriamo spesso a teatro, che tra l’altro è anche il figlio di Peppino, cantante famoso negli anni Settanta. Edoardo racconta del suo rapporto con la fisica, del tempo che va avanti, che non si riesce a fermare ma che è relativo perchè in certi momenti va veloce e in altri lento. Sono state scelte inoltre delle poesie contemporanee di Mariangela Gualtieri, della Szymborska, di Gianni Rodari, che parlano proprio del tempo e che leggo in modo non epico, e Gagliardi le accompagna con il pianoforte cantando canzoni come Futura, La storia siamo noi, Vorrei incontrarti tra cent’anni. E’ un reading che emoziona, commuove e regala anche dei sorrisi”.

Rispetto alla versione portata in scena prima della pandemia è cambiato qualcosa nella struttura dello spettacolo?

“E’ rimasto uguale, forse è cambiato il modo della gente di venire a teatro, inteso come disponibilità all’ascolto. Noi esseri umani siamo fatti in modo strano perchè a ottobre c’era un’emozione, una consapevolezza che fosse un privilegio rivederci, c’era voglia di uscire e di ascoltare, ora ci stiamo riabituando a fare le cose che facevamo prima. C’è una poesia di Wisława Szymborska che proprio a riguardo afferma che quando non hai qualcosa ci si rende conto del valore che ha, quando ce l’hai non lo valorizzi”.

Il tempo è il tema centrale del reading. Qual è la sua idea di tempo?

“Quello che noto è che con l’età che avanza anche il tempo va più veloce. Edoardo, quando parla del suo rapporto con la fisica, ad un certo punto dice che il tempo è relativo perché sembrava non passare mai quando io controllavo il predictor per vedere se fossi rimasta incinta ed era invece così veloce quando abbiamo fatto un viaggio in Israele e abbiamo perso l’aereo perchè ci sembrava impossibile che fosse già trascorsa una settimana. Il rapporto con il tempo cambia a seconda dello stato vitale che uno ha”.

Poesia, musica, teatro, quanto pensa che le arti oggi possano essere importanti per far riflettere le persone?

“Penso che la cultura sia un nostro diritto. A volte si dà importanza ad altre cose, ma una canzone ti può cambiare l’umore, una poesia può consolarti da un grosso dolore, un film ti può insegnare qualcosa, una serie può aiutare chi non può muoversi a passare in modo più sereno delle giornate difficili. La cultura è il nostro nutrimento anche se non ce ne rendiamo conto, è qualcosa che non può mancare in una società”.

Qual è il suo rapporto con la poesia?

“Mio marito mi sta coinvolgendo in queste letture di poesie per il reading e devo dire che ho scoperto tardi il piacere di leggerle ma mi piace tantissimo”.

E con la musica?

“A me le canzoni piacciono tanto, sono come una bambina, mi posso emozionare ascoltando Mino Reitano come Lou Reed, adoro tutta la musica, non ho un genere preferito”.

Quali sono i suoi prossimi progetti?

“Sarò al Teatro Manzoni in autunno con Il marito invisibile, una commedia in videocall con Marina Massironi, scritta e diretta da Edoardo Erba”.

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Maria Amelia Monti con Roberto Turchetta in “La Parrucca” – credit foto Marina Alessi

Riporterà in scena anche “La parrucca” con la regia di Antonio Zavatteri?

“E’ stato uno spettacolo fortunato nel senso che ha una vita lunghissima ed è dal 2018 che lo portiamo in tournée, facendo tante tranche piccole. C’è in programma di riprenderlo anche l’anno prossimo nella seconda parte della stagione”.

Ha preso parte al film “Carla” dedicato a Carla Fracci, in cui interpretava Santina, la mamma dell’immensa étoile. Che esperienza è stata?

“E’ stato un omaggio a Carla Fracci, che tra l’altro era più legata al papà che alla mamma. Non ho avuto il piacere di incontrarla perchè quando sono stata sul set lei non c’era, ma è stata una bella esperienza. Abbiamo girato a Milano, in quel periodo alla Scala c’erano i distanziamenti per il covid, era una situazione un po’ anomala, ma mi sono emozionata, anche perchè è la mia città di origine, anche se da anni vivo a Roma. Alessandra Mastronardi è stata molto brava nei panni della Fracci ed è uscito secondo me un bel film. Ti racconto un aneddoto: quando ho girato le scene alla Scala Santina era più anziana e Carla era cresciuta e ballava con Nureyev, per cui il truccatore mi ha invecchiata molto. Sono uscita dalla roulotte in piazza della Scala e ho incontrato delle persone che mi conoscevano e mi hanno detto “come stai bene”. Ero truccata da settantenne, con il silicone e il collo rugoso, da lì ho capito che non bisogna mai fidarsi dei complimenti che le persone ti fanno per strada (sorride)”.

Ha rivestito anche il ruolo di Ada nella serie Netflix “Guida astrologica per cuori infranti”…

“E’ stato un piacere lavorare con Michela Andreozzi che è anche una mia amica. E’ stata una partecipazione che ho fatto volentieri perchè nel periodo del lockdown avevo più tempo a disposizione e questo mi ha permesso di dedicarmi anche a ruoli più piccoli, con leggerezza e con gioia”.

All’inizio della sua carriera ha preso parte a celebri trasmissioni quali Drive In o La tv delle ragazze. Secondo lei oggi è cambiato il modo di fare comicità, tenendo conto anche del politically correct?

“Io penso che la comicità non cambi, è quella che ti fa divertire ma se diventi troppo politically correct non fai ridere. Anche ora ci sono dei prodotti che funzionano come LOL – Chi ride è fuori. Quando avevo 20 anni forse in tv c’era più creatività e vitalità, c’erano i funzionari che rischiavano di più e creavano nuovi format, senza andare a prenderli all’estero per poi rifarli in Italia, c’erano talent scout come Bruno Voglino, Angelo Guglielmi. Come per tutte le cose anche nel mondo televisivo ci sono fasi diverse. Con “La tv delle ragazze” si è consacrato il fatto che le donne potessero far ridere in modo intelligente anche se erano carine, ma in precedenza abbiamo avuto comunque grandi artiste come Franca Valeri, Monica Vitti, Ave Ninchi, Bice Valori, Tina Pica, che si sono fatte valere in un mondo di maschi”.

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Maria Amelia Monti e Gerry Scotti in “Finalmente soli”

Uno dei personaggi da lei interpretati che è rimasto nel cuore del pubblico è Alice di “Finalmente soli” con Gerry Scotti. Cosa le ha lasciato? 

“Mi ha lasciato un grande divertimento. Abbiamo fatto un prodotto che, insieme a Casa Vianello, è diventato un cult. Si è creata un’alchimia fortunata con Gerry Scotti e non era una cosa scontata. Avevamo un’età in cui le situazioni che succedevano in famiglia venivano raccontate nella sit-com, io ad esempio avevo dei figli appena nati, così abbiamo portato sul set del materiale vero, divertente, fresco e genuino. Inoltre ho contribuito all’aumento del pubblico teatrale, specialmente di persone che non erano mai state a teatro e che erano venute a vedermi sperando di incontrare Gerry”.

Un sogno nel cassetto…

“Tutti i giorni mi auguro di riuscire a crescere e a trovare in ogni fase della mia vita dei ruoli giusti da interpretare”.

di Francesca Monti

Grazie a Maurizia Leonelli

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