Francesca Mannocchi con il romanzo “Bianco è il colore del danno” ha vinto la quinta edizione del “Premio Wondy di letteratura resiliente”

Francesca Mannocchi con il romanzo “Bianco è il colore del danno” (Einaudi) ha vinto la quinta edizione del “Premio Wondy di letteratura resiliente”.

La serata di premiazione si è tenuta lunedì 2 maggio al Teatro Manzoni di Milano, presentata da Ema Stokholma e Alessandra Tedesco, è stata aperta dalla pianista ucraina Yevheniya Lysohor e ha visto la partecipazione di diversi ospiti, tra i quali Alessandra Amoroso, Mr. Rain che ha cantato “Crisalidi” e “Fiori di Chernobyl”, gli attori Camilla Filippi, Sara Lazzaro, Edoardo Leo, Claudio Santamaria e Margot Sikabonyi, che hanno guidato il pubblico fra le parole e le atmosfere dei sei romanzi finalisti.

Nel corso dell’evento c’è stato anche un momento dedicato al fotoreporter italiano Andy Rocchelli, ucciso in Donbass nel 2014, con il ricordo dal palco dei genitori, Elisa e Rino.

“‘Bianco è il colore del danno’ è un potente racconto autobiografico, che si nega qualsiasi escursione nella fiction e centra in pieno il tema della resilienza. Mannocchi rinuncia a ogni sfumatura catartica e consolatoria, con un coraggio e una coerenza che a tratti toccano la crudeltà: verso se stessa e verso gli altri. Ne emerge un quadro energicamente demistificatore, in cui la storia personale di Francesca, giornalista coraggiosa, sempre pronta a recarsi nei luoghi più pericolosi del pianeta, diventa molto di più di un’autobiografia. Nonostante la sclerosi multipla, Francesca continua a fare quasi tutto quello che ha sempre fatto. Il racconto di sé chiama in causa, con spietata lucidità, le dinamiche familiari, e si fa scandaglio severo di padri e (soprattutto) madri. A ciglio asciuttissimo, Mannocchi si mette e ci mette in questione, senza tregua”, questa la motivazione espressa dalla giuria presieduta da Umberto Ambrosoli e composta da Viola Ardone, Silvia Avallone, Silvia Ballestra, Jonathan Bazzi, Luca Dini, Chiara Fenoglio, Vittorio Lingiardi, Emanuele Nenna e Gianni Turchetta, che ha decretato la vittoria del romanzo di Francesca Mannocchi.

Le altre opere finaliste erano: “Cercando il mio nome” di Carmen Barbieri (Feltrinelli), “La tigre di Noto” di Simona Lo Iacono (Neri Pozza), “L’arte di legare le persone” di Paolo Milone (Einaudi), “Ciao Vita” di Giampiero Rigosi (La Nave di Teseo). Alla vincitrice è andato un premio di 5mila euro e un’opera su tela dell’artista Luca Tridente, inserita, insieme alle altre assegnate nelle prime edizioni del Premio Wondy, nel Catalogo dell’arte moderna (Editoriale Giorgio Mondadori), considerato un punto di riferimento per l’arte moderna e contemporanea.

Con “Tre gocce d’acqua” (Mondadori) Valentina D’Urbano ha invece vinto il Premio Wondy assegnato dalla Giuria Popolare del valore di duemila euro.

Il “Premio Wondy di letteratura resiliente” è stato creato dall’associazione “Wondy Sono Io” in memoria di Francesca Del Rosso, giornalista e scrittrice scomparsa nel 2016, diventata nota con il nome di Wondy dopo la pubblicazione del libro Wondy, ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro (Rizzoli). Il premio è rivolto ai romanzi che raccontano come far fronte in modo positivo agli ostacoli della vita.

di Francesca Monti

credit foto Facebook Wondy Sono Io

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