Intervista con Sonia Peronaci, alla conduzione su La7d del programma “La Cucina di Sonia”: “In questa terza edizione abbiamo aggiunto anche piatti che vengono dall’estero”

E’ la più celebre foodblogger italiana, imprenditrice di successo, fondatrice del marchio Giallo Zafferano, conduttrice tv, scrittrice, con milioni di follower sui social. Da lunedì 16 maggio Sonia Peronaci è tornata alla conduzione di “La Cucina di Sonia”, il programma sulla cultura gastronomica del nostro paese, in onda alle 21 su La7d, giunto alla terza edizione.

Tanta tradizione italiana, ma anche ricette che vengono da paesi lontani e che ormai sono entrate a far parte del nostro quotidiano, come la New york cheesecake, la tarte tatin o le fajitas messicane.

Ogni giorno nella sua Factory milanese, insieme al suo team, Sonia studia, sperimenta, crea e assaggia i piatti, spiegandone la preparazione passo dopo passo, con tutti i consigli su come rifarli da soli.

In ogni puntata un primo o secondo piatto e un dolce gustosissimo. La conduttrice ci porterà inoltre alla scoperta dei suoi segreti in cucina, con una rubrica di approfondimento con tutti i trucchi per facilitare la buona riuscita di un piatto ed evitare gli errori più comuni.

In ogni puntata ci sarà anche la rubrica ‘’La posta di Sonia’’, uno spazio dedicato alle domande che arriveranno in redazione all’indirizzo lacucinadisonia@la7.it.

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Sonia, su La7d conduce il programma “La Cucina di Sonia”. Quali sono le novità di questa edizione?

“Questa è la terza edizione del programma e rispetto alle due precedenti in cui proponevamo principalmente ricette regionali, ora abbiamo aggiunto anche piatti che vengono dall’estero, che sono conosciuti e apprezzati in Italia e che sono entrati a far parte del nostro quotidiano. In ogni puntata oltre alla preparazione delle ricette, dai primi ai dolci, ci sono una rubrica di approfondimento con i vari trucchi per evitare gli errori più comuni e uno spazio per la posta con le domande che arrivano in redazione da parte degli spettatori”.

A proposito della rubrica ‘’La posta di Sonia’’, quali sono i consigli che i telespettatori le chiedono più spesso?

“Sono soprattutto domande sulle tecniche legate alla preparazione delle ricette, ad esempio chiedono come mai un impasto venga a volte perfetto e altre più duro, perchè un piatto cotto al forno sia troppo crudo oppure bruciato, se sia meglio usare una teglia grande o piccola, come sostituire un ingrediente che non piace. Un errore comune è quello di non pesare le uova durante la preparazione dei dolci, in quanto non sono tutte uguali. Sostanzialmente diamo dei piccoli consigli per risolvere quei problemi in cui possiamo incorrere a casa”.

Quanto lavoro di preparazione c’è dietro ad ogni puntata?

“Tantissimo. Alcune ricette sono già state testate e quindi sono pronte per essere fatte in trasmissione, altre invece devono essere provate e bilanciate. E poi raccontiamo anche le storie che stanno dietro ad un piatto, italiano o straniero, spiegando com’è nato, se c’è un personaggio a cui è legato. Sono veramente tanti e interessanti gli aneddoti. E’ un lavoro di gruppo, con la redazione che si occupa delle ricerche e noi in cucina che realizziamo le ricette”.

C’è una storia che sta dietro ad una ricetta che l’ha particolarmente affascinata?

“Ce ne sono moltissime. Abbiamo scoperto parecchie cose attraverso le ricerche. Te ne racconto una. C’è un dolce che si chiama Polacca Aversana ed è stato portato in Italia da una suora polacca che viveva in un convento ad Aversa. Facendo la trasmissione abbiamo saputo che anche in Polonia esiste una torta simile. Questa suora prima di morire ha regalato la ricetta di questo dolce molto semplice, farcito con la crema pasticciera e le amarene sciroppate, ad un pasticcere di Aversa che ha iniziato a realizzare la polacca aversana ed è stata la sua fortuna. In segno di riconoscenza ha portato ogni domenica una torta per tantissimi anni al convento in cui viveva quella suora”.

Qual è il primo piatto in assoluto che ha preparato?

“Forse la carbonara, che mio padre, che era un ristoratore, cucinava spesso. Fin da piccola la preparavamo in casa”.

Buchteln

Qui la ricetta dei Buchteln preparati da Sonia Peronaci (https://www.soniaperonaci.it/):

Buchteln

C’è un dolce che più la rappresenta?

“Io ho origini calabresi da parte di papà e altoatesine da parte di mamma. Ricordo in particolare i dolci che faceva mia nonna Ottilia che era austriaca, come i Buchteln, dei bocconcini soffici farciti con la confettura tipici del Tirolo. Mi vengono in mente questi momenti bellissimi della mia infanzia. Amo preparare i dolci, ne faccio di ogni tipo perché mi piace sperimentare. La Sacher, ad esempio, è un’altra torta che adoro”.

Lei ha fondato “Giallo Zafferano” in un’epoca in cui in Italia il web non era ancora molto conosciuto. Che consiglio darebbe ad una persona che vuole intraprendere il percorso di imprenditore digitale?

“Quando ho iniziato con Giallo Zafferano non c’era neanche la tecnologia, le aziende non investivano sul web, infatti abbiamo precorso i tempi. Oggi è esattamente il contrario, ci sono tante persone che soltanto con uno smartphone fanno dei prodotti belliissimi, ci sono tutorial e blog, ci sono i social e tik tok. Il consiglio che posso dare, che sia una ragazzina o un adulto, è fare quello ti piace, impegnarsi e trovare un argomento da trattare in modo contemporaneo che possa essere apprezzato dalle persone a cui vuoi arrivare”.

Sonia Peronaci_

Come vede il futuro della ristorazione dopo la pandemia?

“Il settore della ristorazione è ripartito alla grande. A Milano c’è sempre fermento. Negli ultimi due anni hanno aperto anche nuovi negozi, alcuni ristoranti purtroppo hanno chiuso, altri hanno riaperto. I ristoratori sono in gamba e credo che questa pandemia abbia insegnato un po’ a tutti ad avere un piano B, ad essere pronti a trovare un modo alternativo per poter lavorare”.

Nel 2019 ha ricevuto l’Ambrogino d’Oro, il premio più prestigioso della città di Milano. Che emozione è stata?

“E’ stata un’emozione incredibile. Quando mi è stato comunicato non mi sembrava vero, ed è stato bellissimo ricevere l’Ambrogino d’Oro”.

Un sogno nel cassetto…

“Vorrei aprire un negozio, non un ristorante, ma un luogo dove mettere le mie produzioni e provare a fare un progetto su larga scala, attraverso un franchising”.

Com’è riuscita a conciliare lavoro e famiglia?

“Ho iniziato questa attività quando avevo quasi 40 anni e la famiglia non ha influito molto, in quanto le mie figlie erano già grandi e indipendenti. Per il resto avendo tantissime cose da fare ho una redazione che mi dà una mano perchè non riuscirei a gestire tutto da sola”.

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Un piatto veloce e facile da preparare da consigliare ai nostri lettori…

“L’estate è alle porte e quindi mi sento di consigliare delle insalate di pasta, di farro o con la fregula, una pasta di semola prodotta in Sardegna. Vi lascio la ricetta di un piatto unico, fresco e leggero. Prendete delle erbe aromatiche miste come prezzemolo ed erba cipollina, unite olio, sale e mezzo spicchio d’aglio, creando una salsa e amalgamandola con la pasta. Quindi aggiungete dei pomodorini, del formaggio stagionato come bitto e casera, poi dei gamberi marinati e del salmone a cubetti, saltato velocemente in padella. E’ una ricetta che ognuno può formulare in base ai propri gusti. Se ad esempio non piace il salmone si può sostituirlo con il pesce spada”.

di Francesca Monti

Grazie a Ludovica Cornaro e a Luca Alberti

 

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