“A Sua Immagine”: al centro della puntata la storia di Gustavo

Un uomo che ha usato violenza contro la propria compagna di vita decide di raccontarsi e mostrarsi in televisione: è Gustavo, che ha avuto il coraggio di guardarsi dentro. Gustavo nasce e vive a Foggia fino all’età di 21 anni, suo padre è un uomo violento e anche lui scopre di avere difficoltà nel gestire le relazioni. Nei momenti critici si sente pervadere dalla rabbia, che poi sfoga con atti violenti. Con il matrimonio la situazione peggiora, il bersaglio diventa la moglie, madre dei suoi due figli, che decide di denunciarlo. Gustavo finisce in carcere (ventiquattro giorni) per maltrattamenti familiari. In cella è divorato dai sensi di colpa. Sente di aver bisogno di aiuto. La decisione di invertire la rotta avviene grazie all’incontro con la Comunità Papa Giovanni XXIII e con il suo educatore, Giorgio Pieri. Attraverso un percorso spirituale e psicologico di rivisitazione del proprio passato, Gustavo trova la forza di perdonare se stesso e di chiedere perdono a sua moglie e ai suoi figli: “Prendere coscienza dei miei errori mi ha reso consapevole e mi ha portato con il tempo a riconciliarmi con la famiglia. Ci siamo riusciti. Mia moglie mi ha perdonato. Abbiamo annunciato ai nostri figli che io e la mamma siamo tornati insieme”. È la storia raccontata nella trasmissione “A Sua Immagine”, in onda sabato 28 maggio alle 16.05 su Rai 1, condotto nella prima parte da Lorena Bianchetti e nella seconda da don Giordano Goccini. In studio con Lorena Bianchetti, a raccontare questa storia prima di dolore e poi di speranza e di amore, ci saranno lo stesso Gustavo e la moglie Manuela. Un invito a ricordare, come amava ripetere don Oreste Benzi, che l’uomo non è il suo errore. A Seguire “Le ragioni della speranza” con don Giordano Goccini, parroco di Novellara. In questa puntata don Giordano, accompagnato da giovani pellegrini, raggiunge la meta finale del cammino della Via Matildica: la cattedrale di Lucca. Tema centrale del Vangelo di questa domenica: l’Ascensione, don Giordano ne parla di fronte al Volto Santo, la reliquia più importante della cattedrale lucchese, con una storia molto interessante, meta di pellegrinaggi fin dal Medioevo. A Lucca, città di Giacomo Puccini, l’incontro con un artista molto originale: Giovanni Allevi, compositore, direttore d’orchestra, pianista che da bambino ascoltava la Turandot. Con la grazia e la passione che lo contraddistingue, Allevi ha parlato ai ragazzi dell’importanza del silenzio, della necessità di saper comprendere la società dei social, del suo ultimo lavoro “Estasi” e della capacità della musica di tendere a Dio e alla meraviglia.

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