Esce ‘Carozzella romana’, il nuovo videoclip di Rodolfo Laganà tra ironia e denuncia in occasione della Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla

E’ online da lunedì 30 maggio il videoclip di ‘Carozzella romana’, canzone interpretata dall’attore Rodolfo Laganà. Un brano sì ironico, ma anche di denuncia verso chi deve affrontare la propria vita su una sedia a rotelle, ‘combattendo’ quotidianamente con i vari intralci che la città… offre.

‘Carozzella romana che hai da fa’ la gimcana, tra ‘na buca e ‘na pozza de fango che sembra ‘a marana’ dice nella prima strofa.

Da qualche anno l’artista romano deve convivere con la sclerosi multipla e chi se non meglio di lui può descrivere meglio le vicissitudini cui va incontro? “E’ un pezzo sociale – spiega Laganà – che ho scritto insieme a Maurizio Carlini (che ne ha composto anche la musica) e Lorenza Bohuny (con l’arrangiamento di Marco Rinalduzzi) e che ovviamente interpreto a modo mio, in modo divertente. Ma nello stesso tempo voglio far emergere le difficoltà di chi come me si muove su una sedia a rotelle, tra buche, scalini, barriere architettoniche, traffico, parcheggi non rispettati da auto e motorini e via dicendo”.

Il videoclip, girato nel centro di Roma con la regia di Giovanni Pirri, vede protagonista lo stesso Rodolfo. “Sono nato in questa città e giustamente è ambientato qui, ma credo che in gran parte dell’Italia questo tipo di problemi siano all’ordine del giorno. Purtroppo bisogna fare i conti con gli incivili un po’ ovunque”. ‘Carozzella romana, c’ho pazienza e vabbè io capisco e patisco ma tu ‘n c’hai rispetto pe’ me’ è il ritornello del pezzo.

Insomma, l’obiettivo dell’attore è quello di puntare l’attenzione su un tema a volte sottovalutato con una canzone che esce proprio nella ‘Giornata mondiale della sclerosi multipla’, il 30 maggio appunto. “Il testo è si divertente – continua Laganà – ma vuole lanciare un messaggio importante a quelle istituzioni che dovrebbero vigilare su chi, come me, vive di tanti impedimenti legati alle tante vie di accesso a noi negate per neglicenza o noncuranza”.

Il brano è stato prodotto e arrangiato da Marco Rinalduzzi nello studio ARIANUOVA di Formello (Roma), mentre il video è stato prodotto da Rodolfo Laganà.

Intanto, nel prossimo futuro del comico c’è ancora la musica. “Insieme a Carlini, Bohuny e Rinalduzzi sto preparando un album che diventerà anche uno spettacolo”.

Rodolfò Lagana è tra gli attori più amati dal pubblico. Formatosi al Laboratorio di Esercitazioni Sceniche diretto da Gigi Proietti, in quasi 40 anni di carriera si è diviso tra cinema, televisione, teatro e musica, lavorando al fianco di grandi registi come Lina Wertmüller, Sergio Corbucci, Carlo Vanzina, Neri Parenti, Luciano Odorisio, Castellano e Pipolo. A teatro è stato diretto dallo stesso Proietti e da Pietro Garinei, mentre sono state tante le collaborazioni con Rocco Papaleo e Paola Tiziana Cruciani.

Testo

Carozzella romana che hai da fa’ la gimcana

tra ‘na buca e ‘na pozza de fango che sembra ‘a marana

carozzella romana ma tu dimme perché

ce so’ certe salite che m’hanno da spigne in due tre

pe’ entra’ a la posta c’è ‘no scalino

nun l’ho salito ma so’ romano

davanti ar cinema ce sta un muro

nun l’ho sartato, nun so’ ‘n canguro

carozzella romana ora spiegame tu

come mai ne li posti assegnati ce sta sempre un SUV?

Oh oh, oh oh

Carozzella romana, io nun posso anna’ ar bagno

senza un manico o un punto d’appoggio

ce vo’ l’Omo Ragno

carozzella romana, c’ho pazienza e vabbè

io capisco e patisco ma tu ‘n c’hai rispetto pe’ me

sur marciapiede c’è ‘n passeggino

un monnezzaro cor furgoncino

du’ monopattini pe’ traverzo

un motorino cor bloccasterzo

carozzella romana, c’ho pazienza e vabbè

io capisco e patisco ma tu ‘n c’hai rispetto pe’ me

p’anna’ sur tranve fino ar mercato

a cavacecio m’hanno ‘mbarcato

er macellaro c’ha ‘a porta stretta

me l’ha tirata la cotoletta

carozzella romana, c’ho pazienza e vabbè

io capisco e patisco ma tu ‘n c’hai rispetto pe’ me

oh oh io capisco e vabbè

ma tu ‘n c’hai rispetto pe’ me

oh oh io patisco e vabbè

ma tu ‘n c’hai rispetto pe’ me

ma tu ‘n c’hai rispetto pe’ me

eh!

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