PRIDE, la rassegna con film e documentari inediti sul tema LGBTQ+ su CIELO, dal 20 giugno al 4 luglio

Cielo presenta la rassegna “Pride” con film e documentari inediti sul tema LGBTQ+, dal 20 giugno al 4 luglio, ogni lunedì, in prima e seconda serata.

Il ciclo inizia con il film, in prima visione, “Girl” del 2018 di Lukas Dhont, un caso cinematografico che al festival di Cannes del 2018 ha ottenuto quattro premi: la Caméra d’or per la migliore opera prima, il fipresci premio della critica internazionale, il Queer palm (assegnato al miglior lungometraggio a tematica LGBT) e miglior interpretazione maschile nella sezione Un Certain Regard a Victor Polster. La pellicola è ispirata ad una storia vera. Lara, la protagonista, è una adolescente dedita alla sua passione, la danza. È stata ammessa ad una prestigiosa scuola di ballo, lavora duramente per rispettare gli alti standard fissati, ma nonostante tutti gli sforzi il suo corpo sembra ribellarsi, questo perché Lara è nata ragazzo. Segue delle terapie per il cambio di sesso ed è appoggiata nelle sue scelte da un padre amorevole, ma la medicina non va di pari passo con il suo desiderio di diventare ragazza. Uno degli elementi più interessanti di tutto il film è la naturalezza con cui viene affrontata la questione del cambio di sesso. Non è presentata come una” tragedia”, un elemento “divisorio” tra padre e figlia. Il regista è riuscito ad andare oltre i pregiudizi e i cliché verso i quali un film del genere poteva condurlo, restituendo normalità al mondo LGBT+.

La serata continua con il documentario, in prima visione assoluta, “Krow’s trasformation – Top model in transizione” del 2019 di Gina Hole Lazarowich, che narra il percorso di transizione da donna a uomo del modello transgender Krow Kia attraverso oltre tre anni di riprese filmate. Si tratta di un viaggio intimo raccontato attraverso le toccanti interviste alle persone a lui più vicine, la madre e gli amici Ashton Sciacallo e Kas Baker, testimoni di questo duro percorso che ha avuto inizio dall’adolescenza e che lo ha portato a diventare un simbolo della comunità LGBTQ+.

La rassegna prosegue, lunedì 27 giugno, in prima serata, con il film “La diseducazione di Cameron Post” del 2018 di Desiree Akhavan. In quest’opera la protagonista è una ragazza di sedici anni della Pennsylvania degli anni Novanta che ha le idee chiare sul proprio orientamento sessuale. Ad un ballo scolastico si apparta in auto con la sua migliore amica, ma le due vengono scoperte. Cameron viene mandata in una comunità di “riabilitazione” gestita da fondamentalisti cristiani che si sono dati la missione di “curare” l’omosessualità.  La protagonista lega sin da subito con due ragazzi del centro, due ribelli, Jane ed Adam, con i quali si rispecchia ed instaura una profonda amicizia.

Per Cameron la “cura” non è possibile, è una ragazza forte e consapevole della propria sessualità, le cui certezze non vengono incrinate nemmeno dalla violenza psicologica condotta nel nome di Dio a cui è sottoposta. Lei non subisce nessuna trasformazione all’interno del racconto, è la testimone della ottusità e grettezza dei propri aguzzini.

A seguire, il documentario, in prima visione assoluta, “Queen of Lapa: la vita di Luana Muniz” del 2019 di Theodore Collatos e Carolina Monnerat vincitore di numerosi premi tra cui NewFest New York’s LGBT FF 2019: Best Doc, Philadelphia Latino Film Festival 2020: Best Feature e Boston LGBT Film Festival 2020: Jury Award. Il quartiere Lapa, a Rio de Janeiro, è lo sfondo di libertà del documentario “Queen Of Lapa: la vita di Luana Muniz”, opera che racconta la vita di una delle più famose transgender brasiliane, attrice, performer, attivista e sex worker. La telecamera segue i racconti sulla vita che ha vissuto dagli 11 anni in avanti quando iniziò a prostituirsi durante l’epoca della dittatura militare in Brasile, le operazioni, le decisioni prese, le sfide al potere che l’hanno fatta diventare una icona della comunità LGBTQ+.

Il ciclo “Pride” per il terzo ed ultimo appuntamento propone, lunedì 4 luglio, in prima serata, il film, in prima visione, “Disobedience” del 2017 di Sebastián Lelio che porta sugli schermi la storia di Ronit Krushka, fotografa newyorkese originaria di una comunità ortodossa londinese, che dopo aver troncato i rapporti col passato torna sui suoi passi quando viene a sapere della morte del padre, autorevole rabbino della comunità. Al suo rientro viene accolta da Esti e Dovid, i suoi amici di un tempo, che scopre essere sposati e che le offrono ospitalità a casa loro. La passione di un tempo tra Ronit ed Esti torna a riaccendersi e a creare scandalo all’interno della comunità. Punto focale del film la passione, l’ossessione e la riaffermazione di sé e del proprio arbitrio.

A seguire, il docu-film, in prima visione assoluta, “La dernière séance – L’ultima volta” del 2021 di Gianluca Matarrese vincitore del Queer Lion al Festival di Venezia del 2021, un’intima e audace confessione, una conversazione a due tra il regista e il suo amante. Bernard è appena andato in pensione e decide di traslocare in una nuova casa, quella in cui vivrà l’ultimo capitolo del romanzo della sua vita. Preparando gli scatoloni, inizia a fare una selezione: cosa lascio qui, cosa porto? “Bernard è il mio master e io sono il suo slave. Il suo ultimo amante. I nostri giochi sessuali sono le occasioni di incontro di due generazioni: tra un colpo di frusta e un harness di cuoio discutiamo di amore, di morte, dell’epidemia di AIDS negli anni Ottanta, del suo nuovo progetto di vita, di noi.” Le ferite e il corredo funerario di un sopravvissuto, un grido di vita alla luce delle pulsioni sessuali.

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