Il X Incontro mondiale delle famiglie si terrà a Roma dal 22 al 26 giugno

Il X Incontro mondiale delle famiglie si terrà a Roma dal 22 al 26 giugno 2022. WMOF è l’acronimo di World Meeting of Families, nato per volontà di san Giovanni Paolo II nel 1994, che era stato dichiarato dalle Nazioni Unite “Anno Internazionale della Famiglia”. Anche nella Chiesa, Papa Wojtyla volle che si celebrasse contemporaneamente un Anno della Famiglia e nacque così il I Incontro Mondiale delle Famiglie, che si tenne a Roma l’8 e il 9 ottobre 1994.

«Nei precedenti Incontri – ha detto Papa Francesco in un video messaggio – la maggior parte delle famiglie restava a casa e l’Incontro veniva percepito come una realtà distante, al più seguita in televisione, o sconosciuta alla maggior parte delle famiglie. Questa volta, avrà una formula inedita: sarà un’opportunità della Provvidenza per realizzare un evento mondiale capace di coinvolgere tutte le famiglie che vorranno sentirsi parte della comunità ecclesiale».

L’Incontro mondiale verrà quindi realizzato in due modalità parallele. Roma rimarrà la sede principale. Nell’aula Paolo VI si svolgeranno, da mercoledì a sabato il Festival delle famiglie e il Congresso teologico-pastorale. Mentre sabato la Messa verrà celebrata dal Papa in piazza San Pietro.

A differenza delle precedenti edizioni, nelle quali il Festival delle Famiglie si svolgeva nella serata di sabato, come momento di festa al termine del Congresso, questa decima edizione dell’Incontro mondiale delle famiglie sarà aperta dal Festival il mercoledì, presentando al pubblico i temi che verranno poi approfonditi nel convegno. L’evento, che avrà come titolo “The beauty of the family” avrà luogo in Aula Paolo VI dalle 18.15 alle 19.50 e verrà trasmesso in diretta su Rai Uno. «Più che fare discorsi e teorie sulle famiglie, daremo voce al racconto delle loro testimonianze – annuncia monsignor Walter Insero –. La scelta di conduttori, artisti e coloro che interverranno è pensata per valorizzare la loro esperienza di famiglia cristiana».

Il Congresso è costruito intorno a 5 conferenze principali su alcuni temi fondamentali. Il tema di ogni conferenza viene poi articolato in tre o quattro sotto-temi, nell’ambito di panel, ossia tavole rotonde, che sviluppano ulteriori questioni pastorali prioritarie per le Chiese particolari. In tutto 30 interventi, per un totale di 62 relatori, oltre a 13 moderatori delle sessioni: questi ultimi, tutti romani, segno e simbolo di una città che ospita e presenta i relatori che vengono dagli altri Paesi. I relatori saranno quasi tutte coppie di sposi, 3 soli sacerdoti; provengono da 17 Paesi diversi, scelti per competenza ed esperienza pastorale nelle varie tematiche.

«Il Congresso, a differenza di quelli delle edizioni precedenti, penso a Filadelfia, a Milano o Dublino – spiega Gabriella Gambino, sottosegretario del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita;  – non avrà conferenze strutturate accademicamente con contenuti teologico-dottrinali, ma sarà un momento di incontro, ascolto e confronto tra operatori della pastorale familiare e matrimoniale. Lo scopo è quello di sviluppare il tema scelto dal Papa: “L’amore familiare: vocazione e via di santità”, tenendo conto di alcune indicazioni forti che emergono da Amoris laetitia, un testo che si presenta con delle linee programmatiche molto chiare per gli sviluppi possibili della pastorale familiare nei prossimi anni». Ecco, allora, che si parlerà di corresponsabilità sposi e sacerdoti nella pastorale delle Chiese particolari; di alcune concrete difficoltà delle famiglie nelle società attuali; della preparazione alla vita matrimoniale delle coppie; della formazione dei formatori in una pastorale famigliare piena di sfide e questioni difficili.

Infine, sabato pomeriggio la Messa in Piazza San Pietro con il Santo Padre e domenica l’Angelus. In tutto «sono stati invitati circa duemila delegati – spiega Leonardo Nepi, officiale del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita – scelti dalle Conferenze episcopali, dai Sinodi delle Chiese orientali e dalle realtà ecclesiali internazionali che operano in maniera significativa nell’ambito dell’apostolato familiare. Il numero di delegati è stato assegnato in maniera proporzionale rispetto alle dimensioni di ciascuna Conferenza episcopale o realtà ecclesiale». I delegati delle Conferenze episcopali più povere che ne hanno fatto richiesta potranno venire a Roma grazie a uno speciale fondo di solidarietà.

IL LOGO

Il logo pensato per il X Incontro Mondiale delle Famiglie riprende la forma ellittica del colonnato berniniano di piazza San Pietro, luogo identificativo per eccellenza della Chiesa cattolica, e rimanda al suo significato originario, che è l’abbraccio accogliente e inclusivo della Chiesa Madre di Roma e del suo Vescovo rivolto a tutti gli uomini e le donne di ogni tempo. Le figure umane che si trovano sotto la cupola, appena accennata, e la croce sovrastante, rappresentano marito, moglie, figli, nonni e nipoti. Vogliono riportare alla mente l’immagine della Chiesa come “famiglia di famiglie” proposta dalla Amoris Laetitia (Al 87) in cui “L’amore vissuto nelle famiglie è una forza permanente per la vita della Chiesa” (Al 88). La croce di Cristo che si staglia verso il cielo e le mura che proteggono sembrano quasi sorrette dalle famiglie, autentiche pietre vive della costruzione ecclesiale. Nella parte sinistra, sulla linea sottile del colonnato, si nota la presenza di una famiglia che si trova nella stessa posizione delle statue dei santi poste sulle colonne della piazza. Queste ricordano che la vocazione alla santità è un traguardo possibile per tutti. Esse vogliono sottolineare come sia possibile vivere la santità nell’essenzialità della vita ordinaria. La famiglia posta sulla sinistra, che appare dietro la linea del colonnato, indica anche tutte le famiglie non cattoliche, lontane dalla fede e fuori dalla Chiesa, che guardano dall’esterno l’evento ecclesiale che si sta realizzando. A queste la comunità ecclesiale ha sempre guardato con attenzione. Si nota inoltre un dinamismo delle figure che sono in movimento verso la destra. Si muovono verso l’esterno. Sono famiglie in uscita, testimoni di una Chiesa non autoreferenziale. Queste vanno alla ricerca di altre famiglie nel tentativo di avvicinarle e condividere con loro l’esperienza della misericordia di Dio. I colori predominanti, giallo e rosso, sono un evidente richiamo alla blasonatura della città di Roma, in un tratto grafico che vuole esprimere un intenso legame con la comunità.

L’INNO

L’inno si intitola WE BELIEVE IN LOVE scritto da Marco Frisina.

Qui il testo:

1. Famiglia via di santità,
sei segno dell’amore,
tu doni la speranza,
la gioia, alleluia.
We believe in love
we believe in life
we will come with you,
alleluia. (bis)

2. You are in Christ the way of truth
and bring the Gospel to the world,
you testify the beauty
of the world, alleluia.
We believe in love
we believe in life
we will come with you,
alleluia. (bis)

3. Seremos fuertes en el dolor
constantes en la prueba,
y a nosotros su Espiritu,
siempre nos animará.
We believe in love
we believe in life
we will come with you,
alleluia. (bis)

4. Famiglia, via di gioia,
risplende in te la grazia
sei luce, sei speranza
per il mondo, alleluia.
We believe in love
we believe in life
we will come with you,
alleluia. (bis)

5. Famille voie de charité,
vivant tè moi gnage
l’amour Dieu est ta lumière,
et ta vrai richesse
We believe in love
we believe in life
we will come with you,
alleluia. (bis)

6. Familia, ti resoa
a voz forte de Jesus,
nos chama a seguirlo,
testemunhas da caridade
We believe in love
we believe in life
we will come with you,
alleluia. (bis)

7. Rodzina silna jest służbą,
wzajemnym przebaczeniem,
przygamie cię w miłości swej,
tam radość i świętość jest.
We believe in love
we believe in life
we will come with you,
alleluia. (bis)

8. Familie, Weg der Heiligkeit
und Zeichen der Liebe,
du schenkst Hoffnung
und Freude. Halleluja.
We believe in love
we believe in life
we will come with you,
alleluia. (bis)

9. Djiama, ni djiya mutakatifu
uko kipa ji ya mapendo,
u-na panaka tumayini na fu rah.
Halleluia
We believe in love
we believe in life
we will come with you,
alleluia. (bis)

10. A jia shi sheng jie zhi di
a jia shi ai di xiang zheng,
ni ci yu wo men xi wang,
xi le, halliluya.
We believe in love
we believe in life
we will come with you,
alleluia. (bis)

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